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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amare gli amati

«Se ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te…»

Ci sono alcuni versetti del Vangelo di S. Matteo che parlano dell’amore per il prossimo e dell’impegno per la pace richiesto a ogni cristiano.
Il Signore Gesù ci mette in guardia: non dobbiamo permetterci di pronunciare la minima parola offensiva verso il nostro prossimo. Gesù poi ci comanda (5,23-24):

Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Quanto è diverso il comando di Gesù dal comportamento di tanti cristiani, che dovrebbero essere i suoi discepoli! Il Signore ci avverte che non gradisce la nostra offerta, come per esempio la nostra preghiera o la partecipazione alla S. Messa, se non cerchiamo la pace con qualcuno che per motivi giusti o sbagliati ce l’ha con noi.
Tanti cristiani di oggi invece, che fanno? Come dei pagani qualsiasi, sono loro ad avercela con qualcuno e a non volersi riconciliare. Sono loro che danno motivo di amarezza al fratello e lo lasciano senza dirgli una parola o dicendogliene di offensive. E intanto vanno a Messa, fanno la Comunione…
Sembra che per questi cristiani, il Signore Gesù abbia invano sofferto fino alla morte di croce, dando fino all’ultima goccia del suo Sacratissimo Sangue per riconciliarci con Dio e tra di noi. Continua a leggere

Alfie Evans, il bimbo condannato a morte perché figlio di Dio

In queste ore, le autorità del Regno Unito stanno cercando di portare a termine l’omicidio di Stato del piccolo Alfie Evans, come già hanno fatto per il bimbo Charlie Gard nel luglio 2017.
Il papà di Alfie è stato minacciato di arresto dalla polizia di quel Paese, perché contro la decisione della direzione dell’ospedale e di un giudice voleva portare via il suo figliolo in un altro ospedale, in un altro Paese. Un tentativo estremo, compiuto con il vero amore di un padre e di una madre, quelli che finora hanno lottato per salvare Alfie dall’assassinio voluto dalle autorità.
Siamo di fronte a un odio satanico per la vita umana, dovuto all’odio verso Dio e di conseguenza per la vita umana. Vogliono sopprimere chi non ha più la salute del corpo, perché allora si deve riconoscere che un bimbo, un adulto, sono comunque preziosi agli occhi di Dio, come sue creature o suoi figli, se cristiani battezzati.
Allora ci si deve inchinare di fronte al progetto di Dio, che dona a ciascuno di noi la vita non per godere piaceri e salute fisica, ma per vivere eternamente e risorgere un giorno, con un corpo glorioso che non conoscerà più né morte né malattia.
Vogliono uccidere Alfie perché non ha il valore di un individuo che gode, ma soltanto il valore di un figlio di Dio, di un piccolo cristiano. I potenti e i loro servi sono i nuovi Erode e i loro soldati, che fanno la strage degli innocenti, perché il loro odio più grande è contro il Figlio unigenito di Dio, Gesù Cristo.  Continua a leggere

Se solo amassimo veramente. L’esempio di San Paolo

Ci dice il Signore Gesù nel Vangelo di San Giovanni (13,34-35): «Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».
Chiaramente, la Madonna ha avuto l’amore più grande verso Dio e il prossimo. A Dio ha donato tutta se stessa, e per noi poveri peccatori ha dato il Figlio sulla croce, soffrendo Lei stessa la Passione, invisibilmente ma realmente.
Qui però vorremmo soffermarci sull’amore dimostrato da San Paolo, che rinunciò a tutto per seguire Cristo e portare la fede alle nazioni pagane.
C’è bisogno di vedere bene cosa è l’amore, e come ha saputo amare un cristiano già duemila anni fa.
Dov’è infatti, oggi, l’amore tenero, ardente, accogliente, coraggioso, premuroso, intraprendente, generoso e puro che dobbiamo avere tutti noi per meritare di chiamarci cristiani?
Pensiamo a quante porte chiuse, quanta freddezza, quanti silenzi di chi non risponde neppure, quanta sporcizia s’incontrano rivolgendosi oggi a quelli che sarebbero cattolici e credenti.
Allora vogliamo tornare sulle Lettere di San Paolo, scegliendo quei passi dove l’Apostolo delle genti esprime con più intensità il suo amore per il prossimo. Seguiremo l’ordine di successione della Sacra Scrittura, nella versione CEI del 1974. Continua a leggere

Il nostro aiuto per un amico

Difficile stancarsi di chiedere aiuto per una persona che amiamo, e che merita. Vorrei riproporre all’attenzione dei gentili visitatori il caso di un amico, ma in veste nuova, chiedendo anche un interessamento per il lavoro.
Tre sono i modi per aiutare un padre di famiglia che ha una casa in cui vivere – in affitto – ma non ce la fa a pagare una parte delle cose più necessarie.
Il primo è chiedere a voi, cari lettori, una preghiera con il cuore.
Il secondo, che diventa possibile adesso perché l’amico mi ha autorizzato a rendere nota la sua zona di residenza, è un’offerta di lavoro.
Il terzo è una donazione anche piccola ma importante nell’immediato, perché finora il nostro fratello è andato avanti tra molti stenti e senza alcuna garanzia umana di potercela fare.
L’amico di cui vi parlo ha una grande fede ed è un uomo retto che ha sempre pensato al bene della sua famigliola. Non è più giovane e la sua sposa, che lui accudisce, ha una malattia degenerativa e sta peggiorando nelle condizioni di salute.
Quindi il nostro, nonostante le sue competenze lavorative, dato che al momento non ci sono né lavoro né reddito sufficiente deve restare in casa per prendersi cura della sua signora, che non può restare da sola.
Comunque è disponibile per svolgere lavoro a distanza: revisione bozze, editing (revisione e rielaborazione testi), inserimento dati e quant’altro. L’amico ha una laurea in Giurisprudenza e le sue competenze acquisite negli anni, anche nella professione, sono nell’ambito dell’economia d’impresa e del settore delle fusioni e acquisizioni aziendali. Inoltre è un uomo di cultura, con una padronanza eccezionale della nostra lingua e uno stile volendo anche raffinato. Continua a leggere

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Come godere della bellezza?

La bellezza di una donna allieta il volto
e sorpassa ogni desiderio dell’uomo;
se vi è poi sulla sua lingua bontà e dolcezza,
suo marito non è più uno dei comuni mortali.

Così sta scritto nel libro del Siracide (36,22-23). Dio ha creato tutto quello che esiste, l’universo dai confini sconosciuti e irraggiungibili, l’uomo e la donna. Dio è la Bellezza stessa, Bellezza infinita.
Nelle creature inanimate e animate si mostra una bellezza che non è fine a se stessa, ma serve e onora il Fine supremo, Dio. A Lui rimanda, perché sia conosciuto, adorato, ringraziato, lodato.
Una conchiglia, una stella marina, un ramo spoglio, figure di nubi nel cielo, un pettirosso, un pinguino, una gerbera, e infine una ragazza graziosa mai sfiorata dal vizio: tutto è un canto di lode che sale a Dio e non potrà che continuare eternamente. Continua a leggere

Una preghiera anche per Totò Riina e Charles Manson

L’agenzia di informazione ANSA pubblica sul suo sito frequenti aggiornamenti. La sera di oggi 16 novembre dà notizia che sono in fin di vita due persone note per i loro crimini: Totò Riina e Charles Manson.
Totò Riina si trova in coma da giorni dopo due interventi chirurgici. Oggi compie 87 anni. Sta scontando 26 condanne all’ergastolo per omicidi e stragi, tra cui quelle che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino. Non si è mai pentito. Il figlio terzogenito gli fa gli auguri dalla sua pagina Facebook: “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”. Continua a leggere

La donna e lo sguardo

È una profanazione l’esibizione immodesta del corpo della donna, mentre essa è fatta per rifulgere nell’anima. È vano dire che la bellezza è fatta per essere ammirata, poiché la donna, quando si esibisce, non è ammirata ma profanata. L’uomo che è naturalmente inclinato verso la donna, perché fu tratta da lui, e perché egli nasce dalla donna, e cresce nelle sue braccia, l’uomo è sconvolto dalla passione quando non vede la donna che come un’ostentazione di materia e come un termine d’indegno trastullo.

Don Dolindo Ruotolo Continua a leggere

Grazie dall’amico che merita

In questi ultimi mesi, è rimasto in evidenza sulla prima pagina del blog un appello “per un amico che merita”. Quest’uomo doveva saldare un debito di oltre 3.000 euro con il proprietario della casa in affitto, pena lo sfratto esecutivo fissato per sabato 19 agosto 2017. Ma lui aveva una ricchezza da far valere e gettare sul piatto della bilancia: la sua fede in Cristo Signore e la sua devozione alla Madonna. Ha perseverato nella preghiera e nella penitenza, e via via sono arrivate delle donazioni anche ingenti. 900 euro è riuscito a guadagnarli. Oggi, giovedì 17 agosto, abbiamo raggiunto la cifra.
L’amico e io desideriamo ringraziare sentitamente chi ha donato e chi ha pregato per questa intenzione. Anche pochi euro sono stati qualcosa di grande agli occhi di Dio. Il nostro fratello assicura la sua preghiera e le penitenze che ha fatto e potrà fare a favore di tutti i benefattori.
La sua situazione finanziaria non è rosea, e quello che manca è un lavoro, per lui o per il figlio (uno dei due deve restare con la moglie malata di Alzheimer). Magari al lavoro del figlio si potrebbe aggiungere un lavoro da fare a casa per il nostro, anche non a tempo pieno.
Vi prego di elevare a Dio e alla Vergine Santissima una fervida preghiera perché i due uomini di quella famigliola cattolica trovino lavoro.
Grazie di cuore. Che Dio vi benedica e la Madonna vi accompagni sempre!

Isidoro

In memoria di Charlie Gard, vittima della generazione più perversa e adultera

Siamo nell’estate dell’anno 2017, e la generazione attuale aggredisce crudelmente la vita, l’innocenza, la pietà religiosa. I capi e la massa, in fin dei conti, vanno nella stessa direzione.
Se il Signore Gesù definiva «perversa e adultera» (Mt 16, 4) la generazione di allora, la nostra, con i suoi misfatti, è la più perversa e adultera mai esistita.
Ad esempio, il bimbo Charlie Gard non ha potuto sottrarsi al sacrificio umano compiuto dai genitori, perché, come ha spiegato la madre, mentre abbigliata con un minivestito leggeva la sua sentenza di morte il 24 luglio scorso davanti al tribunale, il bimbo «ancora ci risponde», ma «la sua qualità di vita ormai non sarebbe quella che noi vorremmo per il nostro prezioso bambino».
È la «qualità di vita» che vale per questa generazione, non la vita stessa, neppure se del proprio bambino. E cosa conta per decidere della vita e della morte di un bimbo? «Quella che noi vorremmo», non quella che Dio vuole, una vita fatta di fede, amore, sacrificio e conquista, e non di orgoglio, ipocrisia, meschinità e piacere.
Perciò hanno deciso che «lo lasceremo andare e starà con gli angeli», levandoselo finalmente dai piedi, anche se non possono ammetterlo quelli che si rappresentano, tra le righe della loro sentenza di morte, come «i genitori devoti e amorevoli di Charlie». Continua a leggere

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