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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amare gli amati

Una preghiera anche per Totò Riina e Charles Manson

L’agenzia di informazione ANSA pubblica sul suo sito frequenti aggiornamenti. La sera di oggi 16 novembre dà notizia che sono in fin di vita due persone note per i loro crimini: Totò Riina e Charles Manson.
Totò Riina si trova in coma da giorni dopo due interventi chirurgici. Oggi compie 87 anni. Sta scontando 26 condanne all’ergastolo per omicidi e stragi, tra cui quelle che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino. Non si è mai pentito. Il figlio terzogenito gli fa gli auguri dalla sua pagina Facebook: “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”. Continua a leggere

La donna e lo sguardo

È una profanazione l’esibizione immodesta del corpo della donna, mentre essa è fatta per rifulgere nell’anima. È vano dire che la bellezza è fatta per essere ammirata, poiché la donna, quando si esibisce, non è ammirata ma profanata. L’uomo che è naturalmente inclinato verso la donna, perché fu tratta da lui, e perché egli nasce dalla donna, e cresce nelle sue braccia, l’uomo è sconvolto dalla passione quando non vede la donna che come un’ostentazione di materia e come un termine d’indegno trastullo.

Don Dolindo Ruotolo Continua a leggere

Grazie dall’amico che merita

In questi ultimi mesi, è rimasto in evidenza sulla prima pagina del blog un appello “per un amico che merita”. Quest’uomo doveva saldare un debito di oltre 3.000 euro con il proprietario della casa in affitto, pena lo sfratto esecutivo fissato per sabato 19 agosto 2017. Ma lui aveva una ricchezza da far valere e gettare sul piatto della bilancia: la sua fede in Cristo Signore e la sua devozione alla Madonna. Ha perseverato nella preghiera e nella penitenza, e via via sono arrivate delle donazioni anche ingenti. 900 euro è riuscito a guadagnarli. Oggi, giovedì 17 agosto, abbiamo raggiunto la cifra.
L’amico e io desideriamo ringraziare sentitamente chi ha donato e chi ha pregato per questa intenzione. Anche pochi euro sono stati qualcosa di grande agli occhi di Dio. Il nostro fratello assicura la sua preghiera e le penitenze che ha fatto e potrà fare a favore di tutti i benefattori.
La sua situazione finanziaria non è rosea, e quello che manca è un lavoro, per lui o per il figlio (uno dei due deve restare con la moglie malata di Alzheimer). Magari al lavoro del figlio si potrebbe aggiungere un lavoro da fare a casa per il nostro, anche non a tempo pieno.
Vi prego di elevare a Dio e alla Vergine Santissima una fervida preghiera perché i due uomini di quella famigliola cattolica trovino lavoro.
Grazie di cuore. Che Dio vi benedica e la Madonna vi accompagni sempre!

Isidoro

In memoria di Charlie Gard, vittima della generazione più perversa e adultera

Siamo nell’estate dell’anno 2017, e la generazione attuale aggredisce crudelmente la vita, l’innocenza, la pietà religiosa. I capi e la massa, in fin dei conti, vanno nella stessa direzione.
Se il Signore Gesù definiva «perversa e adultera» (Mt 16, 4) la generazione di allora, la nostra, con i suoi misfatti, è la più perversa e adultera mai esistita.
Ad esempio, il bimbo Charlie Gard non ha potuto sottrarsi al sacrificio umano compiuto dai genitori, perché, come ha spiegato la madre, mentre abbigliata con un minivestito leggeva la sua sentenza di morte il 24 luglio scorso davanti al tribunale, il bimbo «ancora ci risponde», ma «la sua qualità di vita ormai non sarebbe quella che noi vorremmo per il nostro prezioso bambino».
È la «qualità di vita» che vale per questa generazione, non la vita stessa, neppure se del proprio bambino. E cosa conta per decidere della vita e della morte di un bimbo? «Quella che noi vorremmo», non quella che Dio vuole, una vita fatta di fede, amore, sacrificio e conquista, e non di orgoglio, ipocrisia, meschinità e piacere.
Perciò hanno deciso che «lo lasceremo andare e starà con gli angeli», levandoselo finalmente dai piedi, anche se non possono ammetterlo quelli che si rappresentano, tra le righe della loro sentenza di morte, come «i genitori devoti e amorevoli di Charlie». Continua a leggere

Il perdono è vita eterna. Una testimonianza di Madre Teresa di Calcutta

E mi ricordo di una volta che raccolsi una donna da un bidone dei rifiuti, e capivo che stava morendo. La tolsi da lì e la portai al convento. Lei non faceva che ripetere le stesse parole: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Neanche una volta pronunciò le parole “Ho fame”, “Sto morendo”, “Soffro”. Non faceva altro che ripetere: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Mi ci volle molto tempo per aiutarla a dire: “Perdono mio figlio”, prima che morisse.

Originale inglese:

I remember also, once I picked up a woman from a dustbin and I knew she was dying. I took her out and took her to the convent. She kept on repeating the same words: “My son did this to me.” Not once did she utter the words: “I’m hungry”, “I’m dying”, “I’m suffering”. She just kept on repeating: “My son did this to me.” It took me a long time to help her to say: “I forgive my son”, before she died (LS, 72). Continua a leggere

Lettera aperta al Dr. Silvio Viale

Caro Dr. Viale,

in questi giorni, informandomi su internet, ho saputo della sua pratica abortista, del suo turpiloquio, delle sue bestemmie e dei suoi proclami di morte nei confronti del bimbo Charlie Gard. Ho pure letto che è stata chiesta la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.
Non mi sono mai trovato a uccidere una creatura umana nel grembo di sua madre, o ad invocare l’assassinio di un bimbo malato, e come questo sia possibile rimane per me un terribile mistero.
Tuttavia, ho vissuto in prima persona qualcosa dei sentimenti che lei esprime. Poi, solo quando ho ritrovato la fede che mi era stata rubata con l’innocenza, ho compreso cosa mi era successo.
Oggi so che se lei è stato battezzato, è divenuto figlio di Dio, e in quel momento né il diavolo né il mondo potevano vantare diritti o paternità su di lei.
Se siamo figli di Dio, lo siamo anche di Maria Santissima, la Madre che in fondo al nostro cuore abbiamo almeno una volta sognato, e possiamo chiamarci fratelli.
Ma come si fa a nutrire la fede, quando nella nostra famiglia, intorno a noi, non vi è chi ci ama con tutto il cuore, chi darebbe la vita per difendere la nostra innocenza? Continua a leggere

Sensualità

Una voce nuova nel Dizionarietto, cliccabile nel menù in alto:

Sensualità

La sensualità non è innocenza, e non può essere spiegata agli innocenti. Pensiamoci bene, anche come genitori. Non vorremmo anche noi essere puri e innocenti allo sguardo dei nostri bambini?

 

Mai maledire! Da un’intervista a Padre Gabriele Amorth

Domanda: Se una donna maledice i propri figli, nipoti e tutte le persone a loro care, che cosa bisogna fare?
Padre Amorth: Oh, sono tremende le maledizioni dei genitori sui figli quando sono fatte con vera perfidia satanica come, aggiungo subito, sono efficacissime le benedizioni dei genitori sui figli, efficacissime.
Che cosa si deve fare? Uno resta maleficiato, il maleficio c’è e allora deve usare tutti quei mezzi che possono tentare di liberarlo, preghiera, opere buone, esorcismi, e molte volte la maledizione dei genitori sui figli è così forte che gli esorcismi possono dare un po’ di sollievo, ma non arrivano a liberare dal male di quella maledizione.
Un’altra volta vi ho portato un esempio, ve lo ripeto perché è un fatto accaduto a Padre Candido, me lo ha ripetuto più volte e mi ha colpito veramente: “Un papà e una mamma che erano contadini, avevano una figliola ed erano riusciti a farla laureare. Per loro contadini avere una figlia che si era laureata era come toccare il cielo con un dito. Continua a leggere

Attentato a Manchester. Un messaggio di Mons. Luigi Negri

Carissimi figli,

mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale.

Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti. Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.

Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito. Continua a leggere

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