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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amare insieme

Lettera aperta ai divorziati, ai conviventi e a tutte le famiglie

Cari tutti,

è con grande premura che mi rivolgo a ciascuno di voi: uomo o donna, giovane o meno giovane, divorziato e risposato civilmente, convivente o fedele al sacramento del Matrimonio. Vi offro fin d’ora la mia vicinanza e la mia amicizia.
Il mio nome conta poco qui, perché non aspiro a donarvi le mie opinioni personali, di cui non avete alcun bisogno. Desidero invece porgere a voi il tesoro di una Verità più grande di tutto, che apre alla Speranza, perché è Dio che ce la dona.
Il nome del Signore suona distante all’uomo di oggi, ma che ne sarebbe di noi se la nostra vita fosse in mano solo ad altri uomini? E magari proprio ai governi dell’Occidente, che fanno di tutto per cancellare dai nostri cuori la fede, l’innocenza, l’amore per la famiglia e la vita? Possiamo noi sentirci debitori di questa gente, e vivere come loro ci comandano?
Oppure ci sono dei Comandamenti che valgono ora e per sempre, perché Chi ce li dona ci ha donato con Amore la nostra vita e la sua sulla Croce?
Sì, non importa come si è ridotto il mondo, e come si ridurrà ancora, e lo stesso vale per la Chiesa visibile. Dio è sempre lo stesso, e la Madonna, che Dio ha dato per Madre ai cristiani, è sempre meravigliosamente la stessa.
Loro, soltanto Loro, ci garantiscono in questo momento la possibilità di una rinascita a vita nuova, nell’amore, nella fedeltà, nella bellezza, nel coraggio. Continua a leggere

Monsignor Negri: “Oggi la Chiesa non mette Cristo al primo posto”

“Questa è una Chiesa non interessata alla sua fede. Lo psicanalista non diventi il direttore spirituale dei preti”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana Monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio.

Eccellenza Negri secondo lei è possibile oggi il dialogo con l’islam?
“A me sembra per lo meno molto difficile, specie con un islam che è ferocemente anticristiano, almeno in gran parte. Mi pare che sia proprio l’islam poco propenso e preoccupato a cercare veramente il dialogo”.

Islam, solo una religione?
“Concordo con la tesi di chi sostiene che non è solo un credo religioso, ma un insieme di valori: politici, economici, sociali, giuridici in tante parti difficilmente compatibili con quelli del mondo occidentale considerato infedele da sottomettere”.

Davanti all’avanzare dell’islam che fare?
“L’Occidente deve recuperare, ed anche in fretta, il senso della sua cultura, delle sue tradizioni e soprattutto della sua fede, proprio quello che saggiamente e con vista lunga diceva Papa Benedetto XVI. Ovvero: la necessità di evangelizzare, in molti casi rievangelizzare, l’Occidente”. Continua a leggere

Confessarsi bene: una vittoria per l’eternità

Quando si tratta della confessione, abbiamo grosso modo due alternative. O facciamo i furbi con noi stessi, o li facciamo con il diavolo.
Nel primo caso, il diavolo vince e ha giustificati motivi per contare sulla nostra dannazione. Nel secondo caso invece, sarà la grazia di Dio a trionfare in noi.
Non importa quanti e quali peccati ci portavamo nella coscienza e nell’anima: la confessione ben fatta li ha distrutti, annientati per sempre. Si aprono per noi le porte del Paradiso, dove potremo contemplare Dio e prendere parte per sempre alla sua gioia.
Ma mentre siamo ancora a casa nostra o comunque fisicamente lontani dal confessionale, il diavolo ci dà già dei suggerimenti.
Ci dice che il sacerdote è un uomo come noi, anche lui con i suoi peccatacci; ci fa sentire come un peso insopportabile il fatto stesso di andare a confessarci; sempre ascoltando la voce del diavolo, pensiamo: questi sacerdoti sono dei chiacchieroni, e comunque vuoi che i miei peccati, così tremendi, non gli scappino detti a qualcuno? E poi, se mi confesso sul serio, dovrò cambiare vita, cominciare a oppormi alla corrente, e lo so bene quanto è forte, io che mi sono lasciato trascinare fin dalla mia giovinezza, se non da prima!
Ma noi vogliamo forse riconciliarci solo con i nostri simili? Con le nostre paure rischiamo di scordarci che è Dio, nostro Padre e Creatore, a volerci far rinascere come suoi figli nella confessione. È a Dio che dobbiamo pensare innanzitutto.
Gesù Cristo, nostro Signore, ha istituito questo sacramento, ben sapendo quanto possiamo essere umanamente deboli noi e il confessore. Dio, quando fa qualcosa, si prende cura anche delle conseguenze. Continua a leggere

Il Cardinale Burke dà una spiegazione riguardo alla Fraternità San Pio X (fondata da Mons. Lefebvre)

Radio Spada, associazione e sito internet molto pregevoli, ha ripreso con un certo dispiacere una spiegazione data recentemente dal Cardinale Burke riguardo alla Fraternità San Pio X. Era il 15 luglio 2017 e il Cardinale stava parlando in una conferenza svoltasi a Medford, negli Stati Uniti.
La notizia originale viene proprio dal sito della Fraternità, che offre l’audio e la trascrizione delle parole del Cardinale americano.
Ciò che possiamo leggere, in realtà, riguarda molto da vicino tutti noi, e ci aiuta a rispondere a domande come: Cosa dobbiamo fare nel tempo dell’apostasia dentro la Chiesa? È lecito, per qualsiasi motivo, ordinare Vescovi contro l’autorità del Papa? Fino a che punto dobbiamo portare la croce dell’obbedienza, anche come fedeli? Abbiamo sicure alternative al decadimento generale?
Tutto questo, però, senza dimenticare che la Fraternità San Pio X è ineccepibile nella fedeltà alla dottrina cattolica, e proprio per questo vorremmo che la divisione si ricomponesse.

TRASCRIZIONE:

MODERATORE: È possibile, in qualche caso, partecipare e ricevere la Comunione in una liturgia della Fraternità San Pio X? Se non ci sono altre messe ben celebrate a distanza ragionevole. Può questo soddisfare l’obbligo della domenica?
[L’Arcivescovo Sample, che era pure sul palco, rinvia al cardinale Burke.]

CARDINAL BURKE: Nonostante le varie argomentazioni che circondano la questione, il fatto è che la FSSPX è in scisma sin da quando l’Arcivescovo Marcel Lefebvre ha ordinato quattro vescovi senza il mandato del romano pontefice.
Quindi non è legittimo partecipare alla Messa o ricevere i sacramenti in una chiesa sotto la direzione della FSSPX. Continua a leggere

Dedicato al Beato Bartolo Longo, per la sua Festa del 5 ottobre

Golia fu vinto non da un uomo più forte di lui, ma da Davide, credente in Dio. La «fede muove le montagne». È esattamente ciò che accadde nella vita del Beato Bartolo Longo (1841-1926). Negli anni del liberalismo risorgimentale e dell’Unità d’Italia, a Napoli, in particolare in ambito accademico, imperava un forte anticlericalismo. Bartolo Longo, dopo la lettura del libro Le Vie de Jésus del filosofo francese Ernest Renan, aderì al più aggressivo anticlericalismo, seguendo anche le lezioni di Lettere e Filosofia di alcuni professori apertamente anticattolici come Augusto Vera, Bertrando Spaventa e Luigi Settembrini: i loro corsi erano improntati al positivismo dominante, dove veniva negata la realtà soprannaturale.
Contemporaneamente a quella cultura positivista si diffondeva lo spiritismo: la ragione doveva comprendere l’esistenza o meno di un mondo ultraterreno. Longo, affascinato da quelle curiosità dell’oltretomba, si avvicinò a un movimento spiritista di stampo satanico e per circa un anno e mezzo familiarizzò con il satanismo. Quella tragica scelta lo portò ad una crisi spaventosa che un suo amico risolse con il suicidio, mentre per Longo fu la salvezza. Continua a leggere

Ave o Croce, unica speranza!

Ave o Croce, unica speranza! O crux ave, spes ùnica!
Come può la croce, addossata a noi dal mondo, diventare addirittura la nostra speranza? Poiché questo ci dice la Chiesa nella preghiera del Breviario, e in particolare nei primi Vespri della Domenica delle Palme, dove si trova il saluto alla Croce citato all’inizio.
In verità, non solo Dio ci ha creati per essere felici ora e sempre, ma la croce, conseguenza del peccato in un mondo di peccato, Dio la fa diventare occasione di riscatto, di perfezionamento spirituale, di salvezza per le anime quando la offriamo, e perciò di speranza.
In un mondo nel quale tutto è peccato e ostilità ai giusti, quale speranza ci resta, se non unire le nostre sofferenze a quelle di Cristo, la nostra croce alla sua?
Se poi rifiutiamo la croce, non riusciremo ugualmente ad evitarla, oppure la trasformeremo in una croce eterna: la tiepidezza, la ribellione, la mancanza di pace nel nostro cuore. Non solo, ma quelli che rifiutano la croce sono gli stessi che ne fabbricano di terribili per gli altri.
Sì, chi non comprende l’importanza di accettare la croce, si ritrova tiepido, senza ardore, senza il desiderio di fare per il Signore Gesù quello che Lui ha fatto per ciascuno di noi, soffrendo e morendo crocifisso. È la creatura che vuole lasciare la croce tutta al suo Creatore!
Rifiutare la croce vuol dire rimanere indifferenti, o persino infastiditi, di fronte alla Passione atroce sofferta da Gesù a causa dei nostri peccati e per il fine della nostra redenzione. Vuol dire avere un cuore di pietra. Continua a leggere

AVVISO IMPORTANTE – URGENTE

Carissimi,

in questi giorni, come molti sapete, mediante e-mail o whatsapp si stanno facendo raccolte di firme per bloccare l’approvazione di diversi possibili decreti, per esempio, per fermare l’imposizione nelle scuole dell’indottrinamento “gender” o sessuale pervertito, o per il “Ius soli”, la cittadinanza con tutte le conseguenze a quanti arrivano…
Buone iniziative… monche! Mancano di dimensione verticale. “Politicamente corrette”: nessun riferimento spirituale né al soprannaturale. Ma “se il Signore non costruisce la casa invano vi lavorano i costruttori, se il Signore non custodisce la città invano veglia il custode” (Salmo 126)
Non è lotta umana, ma è GUERRA DI SPIRITI, che si combatte con le armi dello Spirito.
Da oggi, 28 Settembre, fino alla festa del SANTO ROSARIO, 7 OTTOBRE e primo Sabato del mese, invitiamo tutti ad UNA GRANDE NOVENA DI PREGHIERA per invocare da Dio la grazia di fermare queste gravi minacce messe in campo dal nemico infernale e per impedire una rovina ben più grave: mentre il mondo appare come un vulcano sul punto di esplodere, la Santa Chiesa si trova sul bordo di un precipizio e già il terreno sta franando sotto i piedi di tanti perché non sanno più guardare in Alto! Continua a leggere

Il valore inestimabile della sofferenza

«Sappiate soffrire tutto cristianamente e non temete che nessuna sofferenza, per quanto basso ne sia il suo motivo, resterà senza merito per la vita eterna.»
Padre Pio

Saper soffrire cristianamente significa accumulare meriti per la vita eterna. Padre Pio è molto chiaro a riguardo: «Nessuna sofferenza […] resterà senza merito per la vita eterna». Nessuna sofferenza: grande o piccola, lunga o breve, nota o nascosta, interiore o esteriore, fisica o morale, nessuna sofferenza – assicura il Santo – «resterà senza merito per la vita eterna».
Tutto ciò è confortante, è vero. Ma ad una condizione precisa, che consiste nel «soffrire tutto cristianamente». Il vero problema è esattamente questo: riesco io a soffrire «cristianamente»? E d’altra parte: che cosa significa soffrire «cristianamente»? La risposta è semplice: significa soffrire come Gesù Cristo. Ma qui si casca pressoché tutti. Gesù, infatti, ha sofferto unicamente e perfettissimamente per amore di Dio e per amore degli uomini da salvare, secondo quei primi e massimi comandamenti nei quali si racchiudono l’intera Legge e i Profeti: «Ama Dio con tutto il tuo cuore» (Mt 22,37). Continua a leggere

“Correzione filiale a Papa Francesco”

Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa. Continua a leggere

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