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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

I Gay Pride adesso rivendicano i bambini. Chiesa silenziosa. A Roma processione di riparazione

di Marco Tosatti

Come sappiamo giugno è il mese dei Gay Pride, quelle manifestazioni di presunti diritti che spesso scadono in risvolti piuttosto osceni e altrettanto spesso assumono toni insultanti verso i cristiani e i cattolici. Alcuni dei quali però si ricordano che la sodomia – se nel frattempo i vari James Martin e Mauro Leonardi non hanno cambiato tutto – non è considerata leggermente, e che “Gridano verso il cielo il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato”. Vedi questo sito.

Che i gaypridisti sfilino per le strade della Capitale, che sarebbe anche la capitale della cristianità, urta la sensibilità di molti cattolici, memori dello sdegno di Giovanni Paolo II: “Un accenno – esordì Wojtyla affacciandosi alla finestra del suo studio privato per la tradizionale recita domenicale – ritengo di dover fare alle ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi. A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al grande Giubileo dell’anno 2000 e per l’offesa recata ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore di tutti i cattolici del mondo”. Continua a leggere

Padre Pio di fronte a Gesù Eucaristia

Da Padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio, profilo di un santo.

«[…] A contatto di Gesù Eucaristia [Padre Pio] si trasfigurava; diventava, anche nell’aspetto fisico, fresco come una rosa appena sbocciata e perdeva, in certo qual senso, la cognizione dell’ora e del luogo.
Davanti a Gesù, per una necessaria e meritata pausa, scompariva il padre Pio esposto alla problematica del bene e del male; sembrava come “confermato in grazia”, sembrava che godesse un piccolo anticipo del Paradiso.
E quando, per compiere il dovere di confessore, di consigliere ed anche di conversatore, si staccava dall’angolo del Paradiso, compiva degli sforzi notevoli nel nascondere il proprio dispiacere». […]
Dopo quello che abbiamo detto, si può facilmente immaginare quanto il Padre dovesse soffrire per la mancanza di rispetto portata a Gesù sacramentato.
La signora Giovanna Rizzani, vedova Boschi, attesta: «Padre Pio espresse il suo rammarico, anche piangendo, perché alcune persone fanatiche, entrando in chiesa, come primo atto correvano verso di lui invece di adorare Gesù nel Tabernacolo». Continua a leggere

Le ragioni teologiche dell’aggiornamento dei marziani. Su “La Repubblica”

NOTIZIE DAL QUOTIDIANO “LA REPUBBLICA”

Le ragioni teologiche dell’aggiornamento dei marziani

Possiamo già offrire ai nostri fortunati lettori una nuova esclusiva, dopo la notizia di ieri sull’aggiornamento dei marziani.
Un teologo di fama ci aveva rivelato che i marziani da verdi stanno diventando tutti rossi, a parte pochi disadattati rossofobi.
Il teologo insiste a voler rimanere nell’anonimato, perché ha il dono della modestia. Tuttavia ci regala un’altra chicca e ci spiega le ragioni teologiche del cambiamento tra i marziani.
In realtà è molto semplice, chiarisce il grande saggio, studioso della squola, anzi, scusate, scuola di Bologna.
Dunque, l’aggiornamento ruota tutto intorno al mondo, si sa. Il terrestre o il marziano che non si adattano al mondo si troveranno sempre male, poveracci!
E il mondo dei marziani qual è? Il pianeta Marte, ovvio! E Marte è rosso, non verde. Dunque anche i marziani devono farla finita con il verde e aggiornarsi al rosso. Continua a leggere

Anche i marziani si aggiornano, riferisce “La Repubblica”

NOTIZIE DAL QUOTIDIANO “LA REPUBBLICA”

Anche i marziani si aggiornano

Un teologo di fama che per modestia vuole conservare l’anonimato, esperto di molti avvenimenti “extra”, ha fatto sapere confidenzialmente a un nostro redattore che i marziani sono in via definitiva di aggiornamento.
E quindi non sono più verdi ma rossi.
Resiste solo uno sparuto gruppetto di marziani verdi, i tradizionalisti della situazione.
Questa minoranza ormai fuori dalla storia ha pure la presunzione di affermare, in un linguaggio che solo il nostro teologo di fama riesce a captare: «Non siamo tradizionalisti, siamo semplicemente marziani».
Attualmente le autorità di Marte stanno valutando i possibili provvedimenti nei confronti dei disadattati rossofobi: destituzione dei loro capi e commissariamento (la soluzione più misericordiosa), internamento in manicomio, licenziamento dal lavoro abbinato con la confisca dell’abitazione, o più semplicemente e rapidamente, la disintegrazione dei soggetti tradizionalisti mediante fucile al laser.
Terremo aggiornati i nostri lettori.

Come vincere la solitudine?

In un precedente articolo abbiamo detto che la solitudine è rimanere soli con se stessi, o stare in compagnia di altri, ma senza rivolgere lo sguardo a Gesù Cristo, nostra Via, Verità e Vita.
Solo il nostro rapporto sincero e profondo con il Signore Gesù sconfigge la solitudine. Solo Gesù, nella Trinità Divina e con Maria nostra Madre, può restare sempre con noi, abitare nel nostro cuore, nel profondo della nostra anima, e donare pienezza alla nostra vita.
Se osserviamo i Comandamenti e ci impegniamo nella preghiera, possiamo arrivare a sentire presenti dentro di noi Gesù e la Madonna, come pure ogni Persona della SS. Trinità.
Può però succedere che per un’incolpevole aridità spirituale (vissuta anche dai Santi) non riusciamo a sentirli in noi. Ma anche allora c’è una comunicazione, e la fede ci dice che la loro presenza in noi non viene mai meno.
Più spesso possibile, rivolgiamoci a Gesù o a Maria realmente presenti dentro di noi, e affidiamo a Gesù o a Maria, che ci porta sempre a Gesù, il nostro stato d’animo, quel pensiero, quella parola o quell’azione, che così diventano belli, puri e secondo la Volontà di Dio. Continua a leggere

A Garibaldi, oggi socialmente utile

Il Consorzio Ateo-Massonico, padrone dell’Italietta, dopo il decesso di Garibaldi ha trovato finalmente il modo di renderlo utile alla società: come Appoggino per Piccioni.
Adesso sì che la sua testa e la sua spada, prestate agli assalti anticattolici, servono a qualcosa…
Gli ornitologi osservano e con il popolo ringraziano.

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Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

di Nicola Arena, Sete di Giustizia

Il fenomeno della dematerializzazione del contante nasconde crimini contro l’umanità: è il più grande attacco alle libertà dei singoli. Perché dematerializzare il denaro? Perché fidarsi dei banchieri?

Denaro virtuale e perdita della libertà

Attualmente, non sono gli Stati e i popoli che hanno la proprietà del loro denaro. Sono i banchieri centrali che lo creano a costo zero e lo prestano allo Stato, pretendendo la restituzione dell’intero valore di quel denaro, che alle banche non è costato nulla, e in più gli interessi.
Il denaro viene fatto stampare a costo tipografico (comunque nullo) o creato attraverso una tastiera del computer semplicemente digitando dei numeri.
Perciò comprendiamo quanto sia importante per un popolo avere la piena autonomia di poter creare quei numeri cioè avere la SOVRANITÀ MONETARIA e più precisamente la PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA.
Nelle banconote notiamo la materia, cioè la carta e l’inchiostro per la grafica e notiamo anche dei numeri che ne stabiliscono il valore. Il valore nominale del denaro è quindi dato dai numeri ma anche dalla materia e dall’aspetto fisico del denaro, e quindi per essere visibile e dimostrabile ha bisogno di questi elementi.
Il denaro contante garantisce al portatore il diritto di acquistare beni e servizi per le sue necessità, in piena autonomia, anonimato e libertà.
Possedendo il denaro contante, possediamo il cosiddetto valore indotto stampato sul denaro, e possiamo aver diritto a beni che corrispondono a quel valore.

La strategia del denaro elettronico

Perché allora i grossi istituti bancari fanno propaganda per sostituire il contante con il denaro elettronico?
Semplice, perché con il contante abbiamo nelle nostre mani un valore e il diritto ad acquistare dei beni, mentre il denaro elettronico non viene gestito da noi ma da un potere estraneo, che in qualunque momento ci può negare il diritto a comprare o a vendere. Continua a leggere

Il senso di Elvis per l’amicizia

Un uomo dal cuore grande, anche se errante, ci ha lasciato delle parole che una sua ammiratrice ha trasformato in un bellissimo video. Parliamo di Elvis Presley e della sua amicizia con il cugino Billy Wayne Smith, scolpita nei versi di una poesia intitolata The Pledge, Il Patto, perché lo fu davvero e nel modo più solenne.
Elvis, nonostante tutto, non perse mai la fede nel Signore Gesù Cristo, e non tutti sanno che proprio lui, non cattolico, diede voce a un inno grandioso alla Madonna: Miracle of the Rosary, Il miracolo del Rosario. Sentiamo Elvis cantare, poco prima di intonare l’Ave Maria: “Grazie per il miracolo del tuo Rosario. Solo tu puoi trattenere la mano del tuo santo Figlio, fino a che il mondo intero comprenda”.
Di seguito riportiamo The Pledge, prima nella nostra versione in italiano e poi nell’originale.

Il Patto

Basta una semplice parola, vedi,
Per entrare non hai bisogno di chiavi.
Poiché noi che sappiamo, lo sappiamo bene
E tu che non sai non puoi mai dire.

Come io appoggio la mano sul tuo cuore
E tu appoggi la tua sul mio,
Da oggi le nostre menti, le nostre anime,
I nostri cuori s’intrecceranno.

Se l’uno o l’altro dovesse dubitare,
È ora il tempo di rivelarlo.
Poiché questo Patto ci legherà
Anche se uno di noi dovesse morire.
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Chi è il vero amico? Una risposta

Se apprezziamo l’amicizia, prima o poi ci sarà venuta spontanea la domanda: “Chi è il vero amico?”.
Si potrebbe tentare di fare una descrizione, un ritratto dell’amico ideale, o di quelli che conosciamo e stimiamo. Ma ancora così non riusciremmo a dire l’essenziale.
Ecco la risposta che coglie nel segno: il vero amico, il mio e il tuo vero amico, è il Signore Gesù Cristo.
Il nostro adorabile Signore ci insegna che «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13). E Gesù a noi ha donato, prima ancora della nostra vita, la sua stessa vita sulla croce.
Con la morte di croce, infatti, la maggioranza degli uomini ha voluto ricompensare l’Autore della vita. E anche oggi è così. Ma che ne sarà di tutta questa gente, quando verrà la sua ultima ora e dovrà rendere conto a Dio?
Gesù ci ha creati per donarci Se Stesso e perché noi ci doniamo a Lui, che è il sommo e unico vero Bene, la nostra felicità, la nostra gioia eterna, il nostro fine, lo Sposo della nostra anima, il nostro tutto.
A Gesù poi certo non sfugge l’importanza dell’amicizia umana per la nostra vita. Più volte nei Vangeli il Signore parla dell’amicizia o usa la parola “amico”. Continua a leggere

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