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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

Sento nostalgia di mia Madre

Siamo in tempo d’estate, ma non è un’estate come le altre. Ogni anno, le donne si svestono per le strade in modo ancora più spinto. E per un uomo che vuole conservare il cuore puro, questo è uno spettacolo desolante, non piacevole.
Anche quando le donne coprono un po’ le gambe, il petto e le braccia, su una cosa sembra che dobbiamo essere tutti d’accordo: l’ammirazione del loro fascino esteriore.
Le donne dell’era anticristiana vogliono essere ammirate. Ammirate per il loro viso, magari truccato, per i loro capelli, magari con la messa in piega e un colore creato ad arte, e ammirate per il loro corpo e i loro vestiti, scelti non per esprimere un legame spirituale con Dio ma per far meglio risaltare il loro aspetto esteriore.
Per lunghi secoli, nell’era cristiana dell’umanità, il Medioevo, le donne avevano nel cuore Dio e si vestivano, in tutto l’Occidente, per imitare la Madonna, dalla testa ai piedi. Erano immagini e imitatrici di Lei, di Maria Immacolata, agli occhi di ogni altra persona e in particolare dei loro mariti e dei loro figli.
Quelle vere donne non pensavano ad esibirsi, ma lasciavano appena intravedere la loro bellezza esteriore, per mostrare la bellezza interiore di chi appartiene a Dio e lo serve con tutto il cuore. Così gli uomini potevano apprezzare in modo spirituale e devoto anche la bellezza esteriore delle donne. Continua a leggere

Galleria della modestia femminile (chi cerca trova…)

Asili gender. Quello che fanno ai bambini in Svezia

In Svezia molte scuole dell’infanzia, finanziate dal governo, insegnano ai bambini a rifiutare le loro naturali inclinazioni verso attività maschili o femminili, indirizzandoli espressamente verso attività solitamente associate al sesso opposto. Questo – secondo loro – vuol dire “decostruire gli stereotipi gender”. [Era l’intenzione dichiarata dal ministro dell’istruzione Valeria Fedeli del PD, prima di perdere le elezioni politiche del 2018].
Dal 1998 i programmi ministeriali svedesi chiedono agli insegnanti di “contrastare i tradizionali ruoli di genere e modelli di genere” e molti bambini svedesi iniziano a subirli da quando hanno solo un anno.
Le scuole usano una varietà di tecniche: impediscono ai bambini di giocare solo con compagni dello stesso sesso, i maschietti vengono mandati a giocare in cucina, le bambine vengono istruite a gridare a squarciagola «No!».
Se qualcuno si rifiuta di fare qualche gioco “gender” entrano in campo gli “specialisti di genere”, personale “specializzato” che prende da parte i bambini che si rifiutano di dipingere o ballare, o di disegnare del trucco su occhi e bocca delle figure che vengono loro consegnate e li psicanalizza.
I bambini sono invitati a indossare la gonna e gli insegnanti celebrano le bambine quando diventano meno femminili. Continua a leggere

Vuoi sconfiggere il demonio? Invoca il nome di Maria!

Scrive sant’Alfonso Maria de’ Liguori ne Le glorie di Maria (capitolo 11):

Quante belle vittorie sui nemici hanno riportato i devoti di Maria in virtù del suo santo nome!
Così li vinse sant’Antonio da Padova, così il beato Enrico Suso, così tanti altri servi fedeli di Maria.
Leggiamo nelle relazioni dei missionari in Giappone che in quel paese apparvero a un cristiano molti demoni in forma di animali feroci per spaventarlo e minacciarlo, ma egli disse loro: « Io non ho armi che voi possiate temere; se l’Altissimo ve lo permette, fate di me quel che volete. In mia difesa ho soltanto i dolcissimi nomi di Gesù e di Maria ». Aveva appena detto ciò, che al suono dei temibili nomi la terra si aprì inghiottendo quegli spiriti superbi.
Sant’Anselmo attesta per sua esperienza di aver veduto e udito molti che pronunciando il nome di Maria sono stati subito liberati da ogni pericolo. Continua a leggere

Beatrice, una splendida ragazza che si vedeva grassa

Forse avrete saputo di Beatrice Inguì, una ragazza piemontese che ha perso la vita sotto un treno il 4 aprile scorso. Aveva solo 15 anni.
Beatrice era splendida di aspetto, come si può vedere dalla foto che mostriamo, ma le avevano creato il complesso di essere grassa. In realtà, come si nota, non era affatto grassa ma florida, quindi il suo era un pregio, non un difetto.
Purtroppo Beatrice non viveva con fede e la circondavano persone malvagie e perverse che guardano gli altri attraverso gli stereotipi, i luoghi comuni.
Sarà che la figliola era troppo sensibile oltre che atea o poco credente, ma i commenti che riceveva sul suo difetto immaginario l’avevano portata alla disperazione. La polizia ferroviaria ha trovato nel suo diario parole di dolore e di addio. È per questo che non si esclude il suicidio.
Non bisogna sottovalutare la questione, perché anche altri giovani e meno giovani possono cadere in una trappola simile.
Intanto, diciamo che né la floridezza né il vero e proprio grasso vanno considerati come un difetto fisico, se non imbruttiscono i lineamenti.
Ci sono ragazze (e ragazzi) che con un filo di grasso perdono molto della loro bellezza esteriore. L’assurdo di Beatrice è che faceva parte di quelle donne che ingrassando mantengono tutta la bellezza dei lineamenti, anzi, diventano anche più belle.
Diciamo pure che la donna florida è la più piacevole da vedersi sia come sposa che come mamma. Dà un’impressione di forza e femminilità. Continua a leggere

Desiderare la Volontà di Dio

«Il dovere prima di ogni altra cosa, anche se santa.»
Padre Pio

Quando la Madonna a Fatima raccomandò ai tre pastorelli, Lucia, Francesco e Giacinta, di fare molta penitenza e preghiera, i pastorelli chiesero, con ingenuità e candore: «In che cosa consiste la penitenza?». E la Madonna spiegò loro che la prima e più importante “penitenza” consiste nel compiere bene i dovere di ogni giorno. I pastorelli compresero la lezione della Madonna, e da quel giorno la loro obbedienza ai genitori, in ogni cosa da fare a casa, divenne più completa e pronta; così la loro preghiera giornaliera e il loro lavoro di pastorelli.
L’insegnamento della Madonna era semplice e sostanziale: ogni altra penitenza, per quanto buona o eccezionale, è sempre secondaria rispetto alla penitenza dei propri doveri, perché i doveri di ogni giorno sono la più certa Volontà di Dio da compiere per salvarsi e santificarsi. Continua a leggere

Cristo non è democratico!

Riprendiamo, dal sito Qui Europa, una breve ma folgorante riflessione del grande Prof. Giacinto Auriti, genio della teoria monetaria e padre della proprietà popolare della moneta. Risale al 1973, ma è ancora molto attuale.

O cristiani o democratici

Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti – Dopo il riconoscimento della legittimità del divorzio [era il 1° giugno del 1973 – Ndr] sembra inevitabile, salvo miracolistiche o differimenti, il pronunciamento popolare mediante referendum. Su questo argomento molto è stato detto e scritto, sicché non mi sembra che la notizia meriti considerazione, se non per dire qualcosa di diverso, se non nuovo. Com’è noto, lo schieramento cattolico, in nome dei principi democratici vuole il referendum, mentre gli ambienti laicisti sono prevalentemente contrari.
È ovvio che i cattolici puntino sul referendum perché sorretti dalla certezza della vittoria.
Non possiamo esimerci, a questo punto, dal fare alcune considerazioni fondamentali, senza le quali la giustificazione etica del mondo cattolico potrebbe essere gravemente compromessa. Quando, infatti, alla parola cristiano si aggiunge quella di democratico, potrebbe sorgere il malinteso per cui il cristiano democratico sarebbe tenuto a rispettare moralmente la volontà dell’eventuale (anche improbabile) maggioranza che accettasse democraticamente il divorzio, sicché, in ultima analisi, egli sarebbe posto di fronte alla necessità, di scegliere alternativamente tra essere cristiano o essere democratico. Continua a leggere

Povertà

Caro fratello o sorella laici, prete, religioso o religiosa,

vorrei condividere con te/lei un pensiero sulla povertà.
Qual è la vera povertà? Qual è lo spirito cristiano e cattolico di povertà?
Se davvero ami la povertà e i poveri, spogliati innanzitutto del tuo orgoglio.
È inutile vivere una povertà esteriore, quando siamo ricchi di orgoglio e amiamo fare come ci pare e piace.
La vera povertà è una forma di amore, perché ci spinge a fare tutto come Dio comanda, nella santa obbedienza, con umiltà e cuore puro.
Pensa al Santo Curato d’Ars, Patrono universale dei parroci e grandissimo devoto della Madonna. Lui portava l’abito talare e le scarpe del prete e viveva in grande povertà, senza bisogno d’inventarsi orgogliosamente qualcos’altro.
E quindi, se davvero ami i poveri, sappi che a loro non serve la messinscena di una povertà solo esteriore. I poveri, come i ricchi, hanno bisogno della ricchezza della grazia e di essere portati a Dio. Anche loro hanno il diritto di farsi santi.
Se tu invece fai come ti pare, ti approfitti dei poveri per tenerteli vicino e insegnare loro la via dell’orgoglio. Così i poveri saranno ancora più poveri, anche se magari ti ringrazieranno. Continua a leggere

Per una vacanza con l’anima

Vediamo che tuttora si parte con la massima tranquillità per le vacanze. Tra le mete estive, la “sabbia” la fa sempre da padrone. La roccia delle montagne e la terra delle campagne (agriturismo eccetera) riscuotono decisamente meno successo.
Vi confido d’aver scelto anche per quest’anno, invece di sabbia, roccia e terra, la mattonella e l’asfalto, quelli di casa mia (ho una casa con tanto di mattonelle, pensa tu) e della città dove risiedo.
Sulle vacanze al mare, un campanello d’allarme mi era suonato qualche anno fa. Avevo letto un’osservazione di un sacerdote di ottima stoffa, se non addirittura santo: Don Giuseppe Tomaselli, siciliano di Biancavilla in provincia di Catania.
In uno dei suoi molti libretti, che hanno fatto tanto bene alle anime (e tanta rabbia al diavolo), Don Giuseppe a un certo punto osserva, rivolto al lettore, che «la spiaggia potrebbe essere la tomba della tua purezza». Continua a leggere

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