Sento nostalgia di mia Madre

Siamo in tempo d’estate, ma non è un’estate come le altre. Ogni anno, le donne si svestono per le strade in modo ancora più spinto. E per un uomo che vuole conservare il cuore puro, questo è uno spettacolo desolante, non piacevole.
Anche quando le donne coprono un po’ le gambe, il petto e le braccia, su una cosa sembra che dobbiamo essere tutti d’accordo: l’ammirazione del loro fascino esteriore.
Le donne dell’era anticristiana vogliono essere ammirate. Ammirate per il loro viso, magari truccato, per i loro capelli, magari con la messa in piega e un colore creato ad arte, e ammirate per il loro corpo e i loro vestiti, scelti non per esprimere un legame spirituale con Dio ma per far meglio risaltare il loro aspetto esteriore.
Per lunghi secoli, nell’era cristiana dell’umanità, il Medioevo, le donne avevano nel cuore Dio e si vestivano, in tutto l’Occidente, per imitare la Madonna, dalla testa ai piedi. Erano immagini e imitatrici di Lei, di Maria Immacolata, agli occhi di ogni altra persona e in particolare dei loro mariti e dei loro figli.
Quelle vere donne non pensavano ad esibirsi, ma lasciavano appena intravedere la loro bellezza esteriore, per mostrare la bellezza interiore di chi appartiene a Dio e lo serve con tutto il cuore. Così gli uomini potevano apprezzare in modo spirituale e devoto anche la bellezza esteriore delle donne. Continua a leggere

Fotografie di civiltà scomparse

Abbiamo trovato alcune immagini di gente fotografata a Roma, Milano e Palermo, nei bei tempi andati, quando la nostra società si poteva ancora dire cristiana.
Non che oggi la civiltà cristiana non esista più. Cristo è ieri, oggi e sempre. Oggi però quella civiltà si trova solo in un piccolo resto, e non è più generalmente condivisa.
Ora, al di là di tanti altri aspetti, la civiltà cristiana esiste là dove in qualche modo gli uomini e le donne assomigliano ai loro eterni Modelli, Gesù e Maria.
La somiglianza si vede intanto dal modo di vestire, soprattutto delle donne. Nelle foto che mostriamo, se ci fate caso, le donne, a parte un po’ il capo, sono coperte quanto la Madonna.
Per i lunghi secoli della civiltà cristiana nella sua pienezza, il Medioevo, le donne ebbero come Modello proprio Maria, la Madre di Dio e dei cristiani. E si vestivano in modo simile a Lei.
Le donne erano, allora come oggi, le spose e le madri. Le creature umane dunque, nell’Occidente, nascevano da mamme che imitavano la Madonna. E crescevano con quelle mamme, ricevendo una fede pura e salda. Continua a leggere

Scoprire l’anima o il corpo?

Ognuno di noi ha un’anima e un corpo. L’anima è la nostra parte spirituale, anzi, siamo noi stessi, nel tempo e nell’eternità. Poi un giorno verrà la risurrezione e avremo un corpo spirituale, che sarà il riflesso dell’anima.
L’anima è eterna, grazie all’Amore misericordioso di Dio che vuole così.
L’anima può essere buona o cattiva, in grazia di Dio o nel peccato grave, bella e splendente o deforme e nera.
Quando siamo in grazia di Dio, perché osserviamo i Comandamenti evitando almeno il peccato grave, Gesù e tutta la Santissima Trinità, insieme con Maria nostra Madre, abitano in noi, nel profondo della nostra anima. Sono viventi nel profondo di noi stessi, nel nostro cuore che è il centro dell’anima.
Com’è bello, allora, che un volto esprima qualcosa di Gesù e Maria, che sia spirituale e rimandi a Loro senza possibilità di dubbio. E così la nostra voce, le nostre parole, i nostri atteggiamenti e il nostro modo di vestire.
Il volto è lo specchio dell’anima. Quando l’anima è pura e luminosa, anche il volto lo è. Ma cosa dire di un volto di donna con sopra il trucco?
Il trucco spegne i riflessi spirituali del volto, sempre che quel volto li possieda. È una maschera che la donna si mette senza rendersene conto. O si nasconde un’anima in grazia di Dio che teme di manifestare Gesù e Maria al mondo, o oppure si nasconde un’anima nel peccato che ha bisogno di una copertura che faccia pensare ad altro, magari all’attrazione fisica, perché spiritualmente non c’è più nulla da offrire. Continua a leggere

Come ti vesti, donna cristiana? Professare la fede con il vestito

di Don Dolindo Ruotolo

Il mondo corre all’impazzata verso l’impurità più sfacciata. Ogni anno la moda porta la sua novità, e è sempre una novità degradante… La vita moderna poi, con le sue stranezze e le sue vertigini, induce in molte donne e in moltissimi uomini la persuasione che in date circostanze si può o si deve fare a meno del decoro e della più elementare modestia…
Eppure il clima nel quale viviamo è un clima eroico [si fa qui riferimento alle migliaia di sacerdoti, religiosi e fedeli martirizzati in odio alla fede nella guerra civile spagnola: anni 1936 e seguenti, ndr] nel quale non si dovrebbe dare così miserabile spettacolo d’incoscienza. Sono morti i martiri a migliaia, immolando tutto per la Fede, come ai primi tempi del Cristianesimo. Avanzano le orde dei senza Dio, orde ignominiose, vergogna dell’umanità, ed avanzano col programma militante di demolire la società cristiana ed instaurare una repubblica di bruti. Avanzano sfacciatamente oggi, e sfacciatamente stabiliscono come testa di ponte della loro lotta, l’impurità e la disonestà della donna, la corruzione morale e il nudismo. Continua a leggere

Sul senso della modestia cattolica

Purezza e modestia sono due virtù cristiane, anzi più propriamente cattoliche, inseparabili perché esprimono il nostro rapporto con Dio e con il prossimo.
La purezza non riguarda solo i sensi ma tutto il nostro essere. È puro chi cerca Dio in tutto quello che fa, pensa, dice, e di conseguenza vuole donare Dio e ogni bene alle persone, invece di usarle e sfruttarle. La modestia ha invece più a che fare con il nostro atteggiamento e con la nostra vita esteriore. È modesto chi si riveste di Gesù Signore e di Maria Santissima, per mostrare Loro e non le attrattive della carne e della vanità.
Ovviamente, per una vera donna cattolica mostrare Maria Santissima vuol dire attirare le persone verso Cristo Gesù e non verso se stessa. La Madonna non vuole altro che portarci a Dio. Lei è il Capolavoro di Dio, e manifesta la grandezza infinita del suo Fattore.
Quindi si può dire che la purezza è cercare Dio, mentre la modestia è mostrare Dio, agli occhi di ogni persona e del mondo intero.
Non si tratta solo di evitare un male – l’oscenità e la vanità – ma soprattutto di affermare un bene – la nostra vita fondata in Dio, ora e nell’eternità. Continua a leggere

Il velo della donna in chiesa. Un suo aspetto e dove acquistarlo

Sul velo della donna in chiesa, un ottimo sacerdote, Don Leonardo Maria Pompei, ha pubblicato un articolo quasi esauriente che abbiamo ripreso sul blog e in un libro.
In realtà, non è una pecca che resti da dire qualcosa sull’argomento, perché Don Leonardo ha già scritto l’essenziale.
Comunque, riflettendo, il velo muliebre (cioè della donna) in chiesa fa pensare a un requisito importante della modestia: la quotidianità.
Non ha senso infatti essere meno modesti fuori dalle chiese che dentro, perché la modestia è sì un atto di riverenza a Dio, ma Dio è in ogni luogo. Siamo sempre alla presenza di Dio, e del nostro prossimo.
Ora però, mentre è abbastanza fattibile essere modesti nel vestiario in ogni momento, non è così per il velo.
Ad esempio, se non abbiamo proprio la smania del fresco o la fissazione dell’indecenza, possiamo benissimo tenere coperte braccia e gambe anche d’estate, magari con un abbigliamento molto leggero e non trasparente.
Ma il velo sul capo non fa più parte dell’abbigliamento femminile da diversi secoli. Le donne lo portarono nell’età cristiana della storia umana, ossia nel Medioevo, quando il loro Modello era Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani. Oggi invece i modelli delle donne sono l’immagine conformista che si sono fatte del loro genere, e magari questa o quell’attrice, questa o quella persona fotografata e spacciata come una falsa moneta. Continua a leggere

A proposito del costume maschile della donna. Lettera del Card. Giuseppe Siri

Il Cardinale di Genova Giuseppe Siri (1906-1989) avrebbe dovuto regnare come Pontefice al posto di Giovanni XXIII e Paolo VI, ma vi rinunciò in occasione di entrambi i conclavi. Una fumata bianca si vide chiaramente il 26 ottobre 1958, quale prova inconfutabile che un nuovo Papa era stato eletto come successore del Pastore Angelico, Pio XII. Rivelazioni provenienti dagli USA, e tuttora facilmente reperibili in rete, indicano nel Card. Siri il nuovo Pontefice di quella elezione, e mostrano i retroscena di un clero perverso che riuscì a convincerlo subito ad abdicare. Verso la fine della sua vita terrena, il Card. Siri dichiarò al vaticanista Benny Lai: «Ho fatto male, perché avrei evitato di compiere certe azioni… Vorrei dire, ma ho timore a dirlo, certi errori. Quindi ho avuto un grande rimorso e ho chiesto perdono a Dio. Ho commesso un errore, e oggi lo capisco. Spero che Dio mi perdoni».
Dell’eminentissimo Card. Siri proponiamo ai lettori e a tutte le persone di buona volontà una lettera sull’argomento del vestiario maschile indossato dalle donne. La lettera è del 1960, un tempo in cui le povere donne sedotte dal diavolo attraverso la moda e il conformismo iniziavano a portare diffusamente i pantaloni. Giudichino i lettori se non si è poi avverato il presentimento del Card. Siri sulla società mostruosa che sarebbe nata dalla confusione dell’abbigliamento, e quindi dei ruoli e dei generi. Continua a leggere

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