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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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ABC della fede

Si può definire la Madonna “Madre dell’umanità?”

Da uno scambio con il Padre spirituale.

Ave Maria! Caro Padre, è giusto chiamare la Madonna “Madre dell’umanità”? Grazie.

Padre: Strettamente parlando, no. È Madre dei battezzati, Madre dei redenti (rigenerati in Cristo nel battesimo). È potenzialmente Madre di tutti in quanto tutti sono nella possibilità di accedere al battesimo. È Madre dell’umanità solo in un senso esteso, cioè, poiché il suo amore e le sue premure materne si estendono a tutti, affinché tutti giungano alla conoscenza della Verità e si salvino.
In quanto Corredentrice il suo amore materno si è esteso a tutta l’umanità.
Ma diventa nostra Madre nel senso più pieno solo quando col battesimo rinasciamo a nuova vita in Cristo.

Grazie Padre! Risposta della Chiesa Madre e Maestra!

Perché si deve ritenere che la Madonna sia morta. Rivelazioni a Santa Brigida di Svezia e a Suor Maria d’Agreda

È stato pubblicato e recentemente ancora recensito un libro dove si nega che la Madonna sia morta, prima della sua gloriosa Assunzione in Cielo. Alla luce del Magistero della Chiesa e delle testimonianze dei Santi, sicuramente però i due autori del libro hanno preso una strada sbagliata, pur se in buona fede. Per amore di Maria Santissima e della Verità di Dio, desideriamo allora esporre gli insegnamenti autorevoli al riguardo. Nella scorsa puntata abbiamo ripreso per intero un’udienza di Giovanni Paolo II, mentre in questa citiamo dalle rivelazioni mariane affidate a Santa Brigida di Svezia e a Suor Maria d’Agreda.

Da Santa Brigida di Svezia, Rivelazioni celesti, Libro VI, Capitolo 62:

La dormizione della Santa Vergine

Parla la Madre di Dio e dice: «Un giorno, diversi anni dopo l’Ascensione di mio Figlio, provai molta afflizione per il desiderio di andare in cielo e vedere mio Figlio. Allora vidi un angelo luminoso, come già mi era capitato in passato, che mi disse: ‘Tuo Figlio, Dio e nostro Signore, mi manda a te per annunciare che è arrivato il momento in cui devi raggiungerlo con il corpo, per ricevere la corona che è stata preparata per te. Al che, risposi: ‘Sai il giorno e l’ora in cui devo andarmene da questo mondo per passare nell’altro?’ E l’angelo disse: ‘Gli amici di tuo Figlio seppelliranno il tuo corpo. Dopo aver pronunciato queste parole, l’angelo scomparve ed io mi preparai all’evento, visitando, come di consueto, ogni luogo in cui aveva sofferto mio Figlio. Continua a leggere

Perché si deve ritenere che la Madonna sia morta. Udienza di Giovanni Paolo II

È stato pubblicato e recentemente ancora recensito un libro dove si nega che la Madonna sia morta, prima della sua gloriosa Assunzione in Cielo. Alla luce del Magistero della Chiesa e delle testimonianze dei Santi, sicuramente però i due autori del libro hanno preso una strada sbagliata, pur se in buona fede. Per amore di Maria Santissima e della Verità di Dio, desideriamo allora esporre gli insegnamenti autorevoli al riguardo. In questa puntata riprendiamo per intero un’udienza di Giovanni Paolo II, mentre nella prossima citeremo dalle rivelazioni mariane affidate a Santa Brigida di Svezia e a Suor Maria d’Agreda.

GIOVANNI PAOLO II
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 25 giugno 1997

La dormizione della Madre di Dio (Fil 1, 20b-21)

1. Circa la conclusione della vita terrena di Maria, il Concilio riprende i termini della Bolla di definizione del dogma dell’Assunzione ed afferma: “L’Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in corpo e anima” (Lumen Gentium, 59). Con questa formula la Costituzione dogmatica Lumen gentium, seguendo il mio Venerato Predecessore Pio XII, non si pronuncia sulla questione della morte di Maria. Pio XII tuttavia non intese negare il fatto della morte, ma soltanto non giudicò opportuno affermare solennemente, come verità che doveva essere ammessa da tutti i credenti, la morte della Madre di Dio. Continua a leggere

Lo Stato deve essere cattolico? La libertà religiosa come va intesa?

Una lettrice scrive a «Il Settimanale di Padre Pio» chiedendo lumi su due questioni: lo Stato deve essere cattolico? La libertà religiosa come va intesa? Riportiamo l’autorevole risposta dell’ottimo settimanale, curato dai Francescani dell’Immacolata.

[…] Riflettiamo sul fatto che il fine della società non è diverso dal fine dell’uomo. Come Dio ha il diritto di essere il primo nel cuore dell’uomo, così deve essere posto al centro di ogni società, se si vuol trovare ordine e stabilità. Valgono anche qui le parole di Cristo: «Chi non è con me è contro di me» (Mt 12,30): una società senza Cristo è una società contro Cristo.
Oggi la vita è organizzata in modo tale che Dio non solo non è al primo posto, ma non è proprio preso in considerazione. Il rovesciamento dell’ordine è la causa principale dei mali politici e sociali che ci affliggono. Una ricostruzione politica e sociale non può che partire dalla ricostruzione di quest’ordine: ossia dall’assegnare a Dio la priorità non solo nella vita privata ma anche in quella pubblica. Continua a leggere

La sottomissione della donna in senso cristiano

Nella fede cristiana, che la Chiesa Cattolica ci ha tramandato fin dalle origini, si parla di sottomissione della donna nel Matrimonio. Nel più ampio contesto sociale, non è questione di sottomissione, ma di ruoli che rispettino l’indole maschile e l’indole femminile.
Purtroppo, in una società perversa e adultera come la nostra, se si accenna alla sottomissione della donna si può essere fraintesi. Del resto, bisogna avere saggezza; lanciare questo concetto in un ambiente mondano, con delle mezze frasi, è logico che attiri l’incomprensione generale.
Comunque, la preclusione verso questa verità di fede, già espressa da San Paolo nella Sacra Scrittura (Ef 5, 22-33), mostra se non altro tre diversi problemi: superbia, confusione e delusione.
Innanzitutto viene la superbia, primo peccato di satana omicida e impostore. La superbia acceca la ragione e indurisce il cuore, pervertendo lo sguardo umano persino sulla Parola di Dio. Così, la creatura impazzita trova il male là dove il Creatore le rivela il suo Amore. Continua a leggere

Le rivelazioni private. Che senso hanno per noi?

Non tutti, fra noi, hanno saputo fin dall’età della ragione in che periodo della storia si sono venuti a trovare. Molti avranno compreso solo piuttosto avanti nella loro vita che il mondo e la Chiesa erano in agonia.
Sì, è questo il tempo in cui la «grande prostituta» di cui parla il libro dell’Apocalisse ha sostituito la Sposa fedele di Cristo, vivente ormai solo in un piccolo resto di fedeli. «Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione» (Ap 17, 2).
Non più Sposa fedele, non più Madre, la Chiesa nella sua quasi totalità si è data al «dialogo», cioè alla prostituzione, «col mondo». Ha così manifestato predilezione per uno dei tre nemici irriducibili di Dio e dell’uomo: il mondo, il diavolo e la carne. Nemici che operano insieme e conducono alla stessa destinazione.
Coerentemente, oggi la Chiesa ufficiale perseguita in modo sistematico e crudele chiunque si opponga alla prostituzione con il mondo.
Tuttavia, almeno dalle apparizioni di Lourdes (1858) Maria Santissima è apparsa a numerose anime elette. È venuta ad illuminarci sul decadimento dell’umanità, a chiedere penitenza per salvare noi stessi e gli altri, e a guidarci come Condottiera invincibile.
Di fronte alle rivelazioni private che si susseguono fino al presente, dobbiamo fare un attento discernimento. Continua a leggere

Mai maledire! Da un’intervista a Padre Gabriele Amorth

Domanda: Se una donna maledice i propri figli, nipoti e tutte le persone a loro care, che cosa bisogna fare?
Padre Amorth: Oh, sono tremende le maledizioni dei genitori sui figli quando sono fatte con vera perfidia satanica come, aggiungo subito, sono efficacissime le benedizioni dei genitori sui figli, efficacissime.
Che cosa si deve fare? Uno resta maleficiato, il maleficio c’è e allora deve usare tutti quei mezzi che possono tentare di liberarlo, preghiera, opere buone, esorcismi, e molte volte la maledizione dei genitori sui figli è così forte che gli esorcismi possono dare un po’ di sollievo, ma non arrivano a liberare dal male di quella maledizione.
Un’altra volta vi ho portato un esempio, ve lo ripeto perché è un fatto accaduto a Padre Candido, me lo ha ripetuto più volte e mi ha colpito veramente: “Un papà e una mamma che erano contadini, avevano una figliola ed erano riusciti a farla laureare. Per loro contadini avere una figlia che si era laureata era come toccare il cielo con un dito. Continua a leggere

Amore alla Croce

«Sì, io amo la Croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù.»

Padre Pio

Padre Pio non ama la Croce per se stessa. Nessuno può amare la sofferenza per se stessa. L’istinto naturale fa respingere la sofferenza con impulso netto ed immediato. Anche l’istinto di conservazione entra subito in azione per respingere ciò che attenta al benessere dell’uomo.
Qual è il motivo, allora, per cui Padre Pio ha amato la Croce, l’ha voluta, l’ha fatta propria con una passione spinta fino alla predilezione per la sofferenza? La risposta è questa: «l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù».
Padre Pio ha scoperto il valore della Croce, la sua importanza, la sua preziosità. Dal momento che Gesù si è addossato la Croce, dalla nascita nella stalla di Betlemme alla morte sulla Croce del Calvario, c’è da credere che la Croce abbia un valore, un grande valore. Continua a leggere

Che cosa dire quando mi confesso?

Un sacerdote molto stimato spiega uno dei requisiti fondamentali della Confessione e ci aiuta a riconoscere i peccati, innanzitutto quelli gravi.

di Don Leonardo Maria Pompei

Il quarto requisito per una buona Confessione è l’accusa sincera dei peccati commessi di cui si ha memoria. Come la Santa Madre Chiesa ha autorevolmente (e dogmaticamente) insegnato, sono oggetto obbligatorio e necessario tutti e ciascuno i singoli peccati commessi da quando si ha l’uso della ragione in poi, i quali vanno confessati bene, ovvero non genericamente, ma per specie, numero e circostanze.
L’inosservanza volontaria di tale indicazione, come già visto per ciò che concerne il sincero pentimento, non solo rende la Confessione invalida, ma la trasforma in sacrilega. Cerchiamo di focalizzare bene i dettagli di questo importantissimo ulteriore elemento costitutivo della “quasi materia del Sacramento”.
Bisogna quindi anzitutto distinguere tra oggetto obbligatorio e necessario della Confessione e oggetto consigliato e raccomandato di essa. È strettamente obbligatorio confessare i peccati mortali, ovvero quelli aventi una materia grave (in sé o per le “proporzioni” della trasgressione) e che siano stati commessi con piena avvertenza (rendendosi conto della gravità di ciò che si stava facendo) e deliberato consenso (non sotto la spinta di violenza o altra gravissima causa).  Continua a leggere

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