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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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ABC della fede

Digiuno e astinenza. Perché, quando e come

Quesito

Caro Padre Angelo,

ho una domanda che potrebbe sembrare banale, ma che mi incuriosisce molto.
Leggendo e studiando il mio libro di economia ho trovato scritto: “Nel 1996 il Papa abolì l’obbligo di non mangiare carne il venerdì”. Innanzitutto, Lei mi può confermare quest’affermazione?
In secondo luogo, sarei molto interessata a sapere come ed eventualmente perché è nato questo obbligo/divieto. Dato che da sola non riesco a trovare le informazioni che desidero mi rivolgo a Lei, sperando di non farLe sprecare tempo.
La ringrazio moltissimo per la disponibilità.

Elisa

Risposta del sacerdote

Cara Elisa,

1. mi dici che nel tuo libro di economia hai trovato questa affermazione: “Nel 1996 il Papa abolì l’obbligo di non mangiare carne il venerdì”.
Il tuo libro di economia su questo punto si mostra inesatto e superficiale. Continua a leggere

Perché e come lottare contro il mondo

Che cos’è il mondo?

È difficile definirlo a motivo della sua complessità. Si tratta, in ultima analisi, del clima anticristiano che si forma tra le persone che vivono dimentiche di Dio e dedite solo alle cose della terra. Questo ambiente malsano è costituito e si manifesta in quattro forme principali:

1. False massime, in diretta opposizione a quelle del Vangelo. Il mondo esalta le ricchezze, i piaceri, la violenza, l’inganno e la frode posti al servizio del proprio egoismo, l’illimitata libertà per darsi ad ogni specie di eccessi e di peccati. “Siamo giovani, dobbiamo goderci la vita”; “Dio è buono e comprensivo e non ci danneremo solo perché godiamo e ci divertiamo”; “Occorre guadagnare molto denaro, in qualsiasi modo”; “La cosa più importante è la salute, la vita lunga, il mangiare e il vestire bene, il divertirsi più possibile”; ecc. Queste sono le massime consacrate dal mondo. Non riesce a concepire nulla di più nobile e di più elevato; lo stancano e lo infastidiscono le massime contrarie, che sono appunto quelle del Vangelo. E si spinge tanto avanti, il mondo, nella sovversione dei valori, che un volgare ladro viene reputato “un uomo abile nei suoi affari”; un seduttore, “un uomo allegro”; un empio e un libero pensatore, “uno spirito forte”; una donna abbigliata in modo indecente e provocante, una persona che “segue la moda”; e così via. Continua a leggere

Fede falsa e fede vera

Citiamo dal blog lascuredielia.blogspot.it

[…]
Avallare le trasgressioni più gravi della Legge divina o abolire le condanne dottrinali del passato in nome di un ecumenismo ipocrita e indifferentista: ecco le bestemmie dei falsi cristiani con cui oggi si flagella il Redentore. Ciò che, oltre a questo, fa molto soffrire è vedere tanti fedeli e sacerdoti in buona fede che ingoiano tutto con una superficialità disarmante: ecco il risultato di decenni di prassi pastorale che, alla cura d’anime, ha sostituito tutta una serie di pratiche basate sul sentimentalismo di presunte esperienze spirituali, sul sensazionalismo di periodici raduni oceanici, sul narcisismo di un autocelebrarsi senza oggetto né merito… L’azione soprannaturale della grazia è scambiata, a seconda degli ambienti, per sensazioni fisiche, emozioni piacevoli o risultati sociologici; anche là dove, in opposizione alle derive socialeggianti, ci si picca di essere spirituali, si finisce spesso nelle sabbie mobili di chi gusta se stesso convinto di gustare Dio. Continua a leggere

Come rispondere a chi ci chiede la carità?

Siamo in Italia, all’inizio del 2018, e le città dove vivo e lavoro sono disseminate di neri, tutti giovani e forti, che chiedono l’elemosina in giro per le strade o fissi davanti a supermercati, negozi vari, chiese…
A questa “ventata” dell’Africa si aggiungono degli zingari e, almeno dalle mie parti, rarissimi questuanti italiani.
Cosa fare? L’ho chiesto a un ottimo sacerdote, che mi ha dato una risposta sul valore dell’elemosina fatta a chi ne ha veramente bisogno e secondo le nostre possibilità; inoltre il Padre mi ha spiegato come trattare chi ci chiede la carità, nelle situazioni più varie.
Diciamo infatti che i poveri veri, senza loro colpa, tra di noi ci sono, e ovviamente bisogna partire dai nostri fratelli italiani. Doppiamente fratelli: per la fede cattolica ricevuta con il Battesimo e perché figli della nostra povera Patria.
Intanto, un consiglio che può valere in generale:

Dobbiamo venire incontro alle necessità del povero secondo le nostre capacità. Cioè, la carità non esige che diamo ciò che non possiamo, ma ciò che possiamo. Se sei in difficoltà economica, è certo che non puoi dare soldi al povero, eccetto magari per qualche spicciolo qua e là, ma devi comunque aiutare nel modo che puoi, se non con altro almeno con la preghiera e con un po’ di tempo dedicato all’ascolto del povero e con qualche buon consiglio cristiano… Continua a leggere

Sepoltura o cremazione?

di Don Leonardo Maria Pompei

Strettamente connessa con il tema della risurrezione della carne è la delicatissima problematica relativa alla cremazione dei defunti. Si tratta di tematica così particolare e su cui oggi circolano talmente tante idee errate, incomplete e a volte addirittura grossolane, che su di essa ha ritenuto opportuno intervenire recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede con un’apposita istruzione (“Ad resurgendum cum Christo”) datata 15 Agosto 2016 (approvata dal Papa) per dare assai eloquenti delucidazioni su tale pratica, le quali si possono così sintetizzare.
Per antichissima tradizione la Chiesa ha da sempre raccomandato con insistenza che i defunti fossero seppelliti nei cimiteri o altri luoghi sacri, anzitutto come segno esteriore di fede e speranza nella risurrezione della carne, ma anche come espressione della dignità del corpo umano che, sulla terra, è servito come strumento per l’anima e come vaso per raccogliere le grazie concesse dal Signore in vita e infine – ma non da ultimo – allo scopo di favorire il ricordo e la preghiera di suffragio di familiari e amici del defunto. Continua a leggere

Il ringraziamento alla Comunione. Se non vogliamo perdere anche la fede

Nell’Eucaristia noi riceviamo, se siamo in grazia di Dio, Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Così viene insegnato ancora oggi, nonostante le profanazioni sorte e addirittura richieste all’interno della Chiesa Cattolica, da parte di chi ammette gli adulteri ai sacramenti.
Intanto, va messo in rilevo il fatto che la Messa oggi comunemente celebrata è una Messa inventata da un certo Mons. Annibale Bugnini e diventata la forma ordinaria per celebrare con la riforma liturgica del 1969.
Sappiano e ricordino tutti che Papa San Pio V, nel dare forma definitiva alla S. Messa tradizionale, la “Messa in latino”, aveva stabilito che rimanesse lecita e obbligatoria non solo per il suo tempo, ma per sempre (bolla Quo Primum del 1570).
Fra l’altro, mentre nella S. Messa tridentina, la “Messa in latino”, la SS. Eucaristia viene ricevuta nel modo più riverente, in ginocchio e sulla bocca, nella Messa riformata viene ricevuta nel modo più irriverente, in piedi e sulla mano. E quanti dei cattolici che vanno a comunicarsi hanno la dignità e il coraggio di inginocchiarsi al momento di ricevere Gesù Eucaristia? Continua a leggere

Il significato del parto verginale della Madonna

Lo straordinario Pontefice San Leone I, insediato sul trono di Pietro nel 440 d.C., governò per circa vent’anni la Santa Chiesa di Dio con altissimo prestigio, autorità e dottrina, come pochi altri nella storia, nel periodo difficilissimo dell’instabilità dell’Impero Romano che cadeva e si sgretolava sotto i colpi tremendi delle invasioni barbariche.
Per due volte, grazie al suo carisma veramente soprannaturale, salvò Roma, prima dagli Unni guidati dal feroce Attila costretto, non si sa da quale segno misterioso, a tornare al di là delle Alpi dopo aver incontrato il Santo Pontefice (452), e poi dai Vandali di Genserico che arrivarono a saccheggiare la città ma, per intervento di San Leone, risparmiarono la vita di tutti i cittadini (455). Continua a leggere

Come salvarsi dall’Inferno? Risponde in breve un sacerdote

Quando la Madonna apparve ai tre pastorelli di Fatima (1917), fra l’altro fece loro vedere l’Inferno: un mare di fuoco e fiamme che si levavano in alto trascinando come carboni accesi anime e demoni; questi si distinguevano per le forme orribili e strane. I tre piccoli ebbero grande orrore e paura. La Madonna li confortò e poi disse: “Avete visto l’Inferno. Ecco dove vanno a finire le anime dei peccatori”. Per impedire un tale esito, che è la sventura più grave che mai si possa verificare, perché dall’Inferno non si esce più, occorre che i peccatori si convertano finché sono in vita e tornino a vivere in Grazia di Dio, che è la vita divina ricevuta col Battesimo. Per facilitare questo ritorno e quindi la Salvezza eterna, la Santa Madre di Dio raccomanda la preghiera del S. Rosario, la Confessione dei peccati, la S. Comunione e la consacrazione o affidamento al Suo Cuore Immacolato. Ai tre pastorelli insegnò anche questa preghiera, da dire ad ogni decina del Rosario: “O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in Cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della tua Misericordia”. Continua a leggere

Quali sono le vie che portano all’Inferno? Risponde un sacerdote

Quali sono le vie che portano all’Inferno? Sono molte e purtroppo molto frequentate. Dice Gesù: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7,13-14). Ecco alcune vie di perdizione:
1. Perdere la fede e vivere come se Dio non ci fosse. Non pregare, non tener conto dei Comandamenti di Dio né dei richiami dei Sacerdoti. Disertare la Chiesa, profanare la Domenica. Non credere al Papa, alle apparizioni della Madonna o del Signore, ai loro “Messaggi”, etc.; vivere come se mai si dovesse rendere conto.
2. Crescere e vivere secondo il principio del piacere. Io faccio solo ciò che mi piace, ciò che mi dà gusto e soddisfazione. Voglio le mie gratifiche. I figli – dicono tutti – non bisogna farli crescere inibiti e complessati. Si devono lasciare liberi (di perdersi?)!
3. Lasciarsi teleguidare dalla Tv. Vedo cosa c’è. Vedo come ci si diverte. Guardo come fanno gli altri. Mi interessa la moda, mi piacciono gli spettacoli; voglio divertirmi; cerco cose interessanti, rilassanti, stimolanti… Voglio novità! Desidero tutto ciò che vedo! Non nego nulla ai miei occhi! Continua a leggere

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