Il posto ideale per le vacanze? Dove il Signore ci attende

Trascorrere le vacanze in un modo che non sia profondamente cristiano vuol dire che ancora sentiamo di dover qualcosa al nostro io, più che a Dio.
Magari, per grazia di Dio, non ci abbandoniamo alla villeggiatura dei nudisti, integrali o quasi, che affollano le spiagge. Forse, anzi, abbiamo già in mente una meta sicuramente spirituale, accogliente per noi e se ne abbiamo anche per i bambini.
Ma quale che sia la meta, una domanda vale più di tutte: è Volontà di Dio? Dio mi vuole, ci vuole là, in quel luogo e per quella durata di tempo?
Anche qui ci sono d’aiuto le parole del Signore Gesù: «Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo» (Gv 12,25-26).
Cosa significa servire Gesù? Tutto il contrario che servire il proprio io e quindi il mondo, padroni pieni di vanità e duri di cuore.
Servire il proprio io vuol dire mortificare la nostra intelligenza e la nostra libertà, facendone cattivo uso. Vuol dire fare un percorso che Dio non ha preparato per noi e nel quale faremo incontri meno felici, se non infelici, e avremo meno occasioni di grazia, se non guai.
Servire Gesù e seguirlo vuol dire volare con la nostra volontà dietro alla Volontà infinita di Dio, vuol dire vivere nella pienezza e incontrare tutte le occasioni che Dio ha preparato per noi: futuri amici, sposi, collaboratori per il lavoro e l’apostolato, pastori d’anime, fratelli e sorelle sinceri, persone da scoprire e a volte da aiutare con la parola, la preghiera, l’azione. Continua a leggere

Per una vacanza con l’anima

Vediamo che tuttora si parte con la massima tranquillità per le vacanze. Tra le mete estive, la “sabbia” la fa sempre da padrone. La roccia delle montagne e la terra delle campagne (agriturismo eccetera) riscuotono decisamente meno successo.
Vi confido d’aver scelto anche per quest’anno, invece di sabbia, roccia e terra, la mattonella e l’asfalto, quelli di casa mia (ho una casa con tanto di mattonelle, pensa tu) e della città dove risiedo.
Sulle vacanze al mare, un campanello d’allarme mi era suonato qualche anno fa. Avevo letto un’osservazione di un sacerdote di ottima stoffa, se non addirittura santo: Don Giuseppe Tomaselli, siciliano di Biancavilla in provincia di Catania.
In uno dei suoi molti libretti, che hanno fatto tanto bene alle anime (e tanta rabbia al diavolo), Don Giuseppe a un certo punto osserva, rivolto al lettore, che «la spiaggia potrebbe essere la tomba della tua purezza». Continua a leggere

Prima di tatuarvi… qualche suggerimento!

Oggi ormai quasi tutti, bambini, adolescenti e adulti, hanno il tatuaggio. Tutti lo fanno, nessuno si domanda se sia giusto cambiare il proprio corpo con una immagine che viene disegnata in modo permanente sulla nostra pelle. Il tatuaggio però è assolutamente contrario all’etica cristiana, ma non solo. Parlare solo di etica sarebbe riduttivo, parlare solo (come solo pochi sacerdoti fanno), di peccato grave è altrettanto riduttivo. Il tatuaggio è una consacrazione indiretta (ma pur sempre consacrazione) a cui ci si sottopone in maniera permanente almeno sul corpo.
Quanti giovani hanno il tatuaggio? Tantissimi. Quanti giovani vanno in chiesa? Pochissimi. Cari lettori, però, non è solo questa statistica a dimostrare quanto detto. Infatti la tecnica con la quale si viene sfregiati con disegni che molte volte non conosciamo, è una tecnica satanica che consiste nel marchiare l’uomo (consacrandolo).
Come in ogni tipo di consacrazione, quello che il tatuato offre a satana è la volontà di peccare, ma non solo. La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio immensamente perfetta non ci ha dato. Chi si tatua quindi si allontana da Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per quello che è. Continua a leggere

Tatuaggi, piercing e altri sfregi umani

A settembre 2015, quasi sette milioni di italiani risultavano portatori di un tatuaggio. Sono dati dell’Istituto Superiore di Sanità.
Mentre il tatuaggio sanno tutti che cos’è, diciamo giusto due parole per descrivere il piercing. Consiste nel trapassare parti del corpo per fissarci dei piccoli oggetti di metallo o di altro materiale duro.
Altri sfregi umani – perché di questo si tratta – li vediamo sui poveri giovani che si tagliano a zero parte dei capelli, o li pettinano in creste o simili.
Queste pratiche hanno degli aspetti in comune. Soprattutto, il desiderio di sfigurarsi e quello di sottomettersi al potere del mondo. Continua a leggere

Vegetariani sì o no?

La mia prima insegnante d’inglese anglosassone era vegetariana. Una volta in qualche modo seppi da lei che non era credente. Dopo di che mise bene in chiaro che non voleva parlare di fede.
Il mio secondo insegnante d’inglese anglosassone era vegetariano. Non è stato difficile sapere che credeva in Dio, seppure da protestante. Purtroppo però il cristianesimo, con le sue esigenze anche basilari, gli andava piuttosto stretto.
La mia terza insegnante d’inglese anglosassone non è vegetariana. E’ protestante e in effetti ogni tanto protesta. Comunque, anche se non si ritrova nella purezza cattolica, non accetta un mondo dove si rinnega Cristo e si pratica l’aborto.
Ma vi faccio anche degli esempi di personaggi molto noti e vegetariani.
Ve li ricordo in ordine di comparsa sul palcoscenico della storia. Continua a leggere

Su danze e balli, cos’hanno da dirci i Santi?

Nella nostra lingua italiana distinguiamo tra danza e ballo. A volte può esserci una certa corrispondenza tra i due, ma qualcosa di buono lo riconosciamo solo in un tipo, o meglio in un’idea di danza. Quale?
Nella parabola evangelica del figliol prodigo, è proprio il Signore Gesù che ce ne parla. Dopo il ritorno di quel figliolo tanto amato e tanto atteso, compare sulla scena il suo fratello, mentre rientra dal lavoro nei campi.
«Quando fu vicino a casa,» si legge nel Vangelo di Luca (15, 25), «udì la musica e le danze.» Il padre, figura del Padre Eterno, aveva detto: «Mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Erano danze ispirate dal Cuore del Padre e movimentate dall’amore gioioso di fratelli e sorelle, uniti dalla stessa fede. Continua a leggere

Televisione, la fiera delle oscenità

La nostra società occidentale è così oscena che semmai si scandalizza per la purezza di cuore, rarissima come un tempo lo era l’oscenità.
Si potrebbe parlare di una dimensione televisiva, la quinta o la nona o la tredicesima, in cui entrano i nostri contemporanei per ricaricarsi di oscenità. Poi, ne escono per riversarla in famiglia, sul lavoro, per strada, dovunque. Continua a leggere

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