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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore per i figli

Il perdono è vita eterna. Una testimonianza di Madre Teresa di Calcutta

E mi ricordo di una volta che raccolsi una donna da un bidone dei rifiuti, e capivo che stava morendo. La tolsi da lì e la portai al convento. Lei non faceva che ripetere le stesse parole: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Neanche una volta pronunciò le parole “Ho fame”, “Sto morendo”, “Soffro”. Non faceva altro che ripetere: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Mi ci volle molto tempo per aiutarla a dire: “Perdono mio figlio”, prima che morisse.

Originale inglese:

I remember also, once I picked up a woman from a dustbin and I knew she was dying. I took her out and took her to the convent. She kept on repeating the same words: “My son did this to me.” Not once did she utter the words: “I’m hungry”, “I’m dying”, “I’m suffering”. She just kept on repeating: “My son did this to me.” It took me a long time to help her to say: “I forgive my son”, before she died (LS, 72). Continua a leggere

Sensualità

Una voce nuova nel Dizionarietto, cliccabile nel menù in alto:

Sensualità

La sensualità non è innocenza, e non può essere spiegata agli innocenti. Pensiamoci bene, anche come genitori. Non vorremmo anche noi essere puri e innocenti allo sguardo dei nostri bambini?

 

Mai maledire! Da un’intervista a Padre Gabriele Amorth

Domanda: Se una donna maledice i propri figli, nipoti e tutte le persone a loro care, che cosa bisogna fare?
Padre Amorth: Oh, sono tremende le maledizioni dei genitori sui figli quando sono fatte con vera perfidia satanica come, aggiungo subito, sono efficacissime le benedizioni dei genitori sui figli, efficacissime.
Che cosa si deve fare? Uno resta maleficiato, il maleficio c’è e allora deve usare tutti quei mezzi che possono tentare di liberarlo, preghiera, opere buone, esorcismi, e molte volte la maledizione dei genitori sui figli è così forte che gli esorcismi possono dare un po’ di sollievo, ma non arrivano a liberare dal male di quella maledizione.
Un’altra volta vi ho portato un esempio, ve lo ripeto perché è un fatto accaduto a Padre Candido, me lo ha ripetuto più volte e mi ha colpito veramente: “Un papà e una mamma che erano contadini, avevano una figliola ed erano riusciti a farla laureare. Per loro contadini avere una figlia che si era laureata era come toccare il cielo con un dito. Continua a leggere

Una figlia adottiva e la sua madre naturale. Una storia di vita, fede ed eroismo

1 maggio 2017 – Per tutta la vita mi è stato fatto sentire quanto ero speciale, perché ero tanto amata non solo da due genitori, ma da un altro ancora.

La gente mi faceva domande sui miei genitori “veri”, ma io sapevo che i miei genitori adottivi erano i miei “veri genitori”. Avevo sempre saputo di essere stata adottata, e come la maggior parte dei figli adottivi, ero restia a cercare i miei genitori naturali, perché temevo di far soffrire i miei genitori. Poi nel 1989, con il benestare dei miei genitori, incominciai la ricerca.

L’agenzia che aveva facilitato la mia adozione non poteva indicarmi una persona precisa, ma quello che mi dissero mi turbò. Mentre ai miei genitori era stato detto che mia madre era morta durante il parto, i dati riportavano che a quel tempo lei aveva 22 anni e soffriva di “nervosismo”.

“Nervosismo”? Che voleva dire? Continua a leggere

“Lo devo a mia madre”. Pensiero per la Solennità dell’Annunciazione

Un cordiale augurio a tutti voi per la Solennità dell’Annunciazione, anche se siamo già alla sera.
Maria Santissima, Immacolata, è divenuta Madre di Dio e dei cristiani nel momento in cui ha concepito il Signore Gesù. Ogni donna poi può far nascere Gesù nel cuore e nella vita dei suoi figli, e sarà con loro grande agli occhi di Dio.

Dietro ogni Sacerdote, c’è sempre una madre che, non di rado, è stata anche la matrice spirituale della vocazione sacerdotale del proprio figlio. Scriveva commosso sant’Agostino nelle sue Confessioni:

…Tu hai steso la tua mano dall’alto e hai tratto la mia anima da queste dense tenebre, poiché mia madre, tua fedele, piangeva su di me più che non piangano le madri la morte fisica dei figli… La mia santa madre, tua serva, non mi ha mai abbandonato. Ella mi partorì con la carne a questa vita temporale e col cuore alla vita eterna. Ciò che sono divenuto e in che modo, lo devo a mia madre. Continua a leggere

Il Curato d’Ars e Padre Pio parlano della procreazione dei figli

Varie volte mi sono soffermato sulla missione che gli sposi hanno di dare la vita ai figli.
La procreazione associa i genitori alla paternità e alla bontà infinite di Dio, perché i figli degli uomini sono chiamati a diventare figli di Dio.
Non bisogna però credere che Dio si aspetti dai genitori più figli di quelli che possono generare. Non se ne aspetta né più né meno, ma bisogna vivere santamente per cogliere la vera misura.
Nei nostri tempi sorge una domanda nuova: è bene concepire dei figli, ora che sta per iniziare una nuova persecuzione mondiale dei cristiani? Ovvero non di tutti i battezzati, ma di quelli che non hanno rinnegato il loro battesimo. Continua a leggere

Frances Gillet, la donna Down più anziana del mondo

Non sono certo tempi facili per chi ha la sindrome di Down. Gli Stati democratici, infatti, non accettano più l’imperfezione, la malattia e la sofferenza. Ormai la mentalità eugenetica è predominante.
Ed è per questo che non si vedono più in giro bambini affetti da trisomia 21. Avere la sindrome di Down è un motivo sufficiente per venire abortiti. Uccisi. Eliminati. È la “nuova” eugenetica dei Paesi liberal-democratici.
Eppure il progredire della scienza e della medicina ha consentito che i Down oggi riescano a condurre una vita normale e, nonostante tutto, serena. Continua a leggere

“Ecco il cuore di una madre”. Pensiero per la mamma propria e non solo

di Don Dolindo Ruotolo

Ecco il cuore di una madre. Esso si conserva sempre tale, anche quando i figli sono cresciuti ed essa è invecchiata: è un cuore grande, un cuore nobile, che non deperisce mai.
Quale delitto, pertanto, non è quello della società quando, con le sue seduzioni, con la sua putredine, profana e fa deperire un cuore sì bello!
Certamente, una giovane sposa perduta dietro le vanità e abbrutita dai divertimenti del mondo distrugge radicalmente le sue belle proprietà; abbrutita dai divertimenti del male, subisce la generazione come un peso. Ma se la subisce, se profana questa qualità sublime, essa allora non è madre, non è donna, ma è una femmina ridotta ad essere peggiore di un animale bruto. Anche in questo caso, però, la donna non perde tutta la sua grandezza e la sua generosità ma, solo, la offusca e la annebbia. Continua a leggere

“Dai loro frutti li riconoscerete!” (Mt 7, 16). Louis e Zélie Martin

di Giuseppe Butrimo

Tutto nella loro vita familiare sarà impastato con il motto: “Dio è il primo servito”. La loro storia di santità sarebbe rimasta forse nascosta se non avesse generato una figlia come Santa Teresa di Lisieux. In tutto ciò risalta la bellezza dell’intreccio tra la vocazione verginale e quella familiare…

Una famiglia secondo Dio e con lo sguardo rivolto a Dio

Sono note a molti le vicende di questa famiglia esemplare, di questa “terra vergine” e “terra santa” (così come la stessa santa Teresina la chiamava) che ha generato quel fiorellino che con la sua discreta bellezza ha attratto molte anime a Dio e col suo profumo ha inebriato il mondo di santità: come disse molti anni fa il Cardinal Mercier, santa Teresina non fu solo un dono del Cielo ma anche «la ricompensa ad una famiglia esemplare». Continua a leggere

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