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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore per i figli

Le condizioni dei bambini nell’Italia di oggi

Questa è una generazione che non ama i bambini. Purtroppo l’Italia è il Paese degli anziani. La denatalità in Italia è deprimente e spaventosa. Nelle case italiane si sentono più i lamenti degli anziani che le gioiose grida dei bambini.
I bambini danno fastidio e sono considerati un ostacolo alla libertà e alla realizzazione della carriera nel mondo civile. I figli non sono più considerati un dono del Cielo, ma un peso.
Dopo il primo figlio o al massimo dopo il secondo, la coppia (anche quella che si professa cattolica) si chiude alla procreazione. Se, per sfortuna, (come dicono i pagani) c’è una terza gravidanza, senza indugio si ricorre all’aborto. Sono convinto che, negli ultimi cinquant’anni, il 70% delle donne ha commesso il crimine dell’aborto.
C’è da dire che se una giovane donna di sani principi cristiani dicesse alla mamma o alla suocera di essere incinta per un terzo figlio, queste le risponderebbero così: “Ma sei matta a volere un terzo figlio! Ti consiglio di abortire. Ai tempi d’oggi non puoi crescere un terzo figlio!”. Continua a leggere

Aborto. Le parole che non salvano e quelle da dire

Tempo fa, mi ha molto colpito il racconto di un colloquio tra un noto medico e una donna in gravidanza, che doveva essere aiutata ad accogliere il suo bimbo malato.
Non avrei mai pensato che si potesse rispondere a quella mamma – perché già lo era – con le parole che riporterò per i lettori, e che di fatto l’hanno spinta ad abortire.
Dio abbia pietà di quella mamma, di quel medico e di noi tutti, ispirandoci un fedele annuncio cristiano in ogni situazione.
Come disse una volta Padre Pio a un uomo rivelandogli la condizione del padre defunto, «Davanti a Dio tutto si paga, nel bene e nel male!».
Inserirò nel racconto, in grassetto, dei commenti che ritengo necessari.

Claudia venne qui, da sola, nel 1992, a 18 settimane di gravidanza e mi disse:
– “Professor Noia, varie persone mi hanno fatto il suo nome, perché lei mi può dire se questo bambino ha i reni o no.”
– “Va bene – rispondo – facciamo alcuni esami”.

Fin da subito, il medico non aiuta la mamma a considerare anche Dio e l’anima del suo bambino, e non solo il corpo e le malattie fisiche. Continua a leggere

ALFIE SANTO SUBITO!

di Don Felice Prosperi

La Chiesa, con il Papa Francesco, proclami subito Santo il piccolo ALFIE EVANS e lo canonizzi, attribuendogli il titolo di “INNOCENTE E MARTIRE”, alla stessa stregua dei bambini, uccisi da Erode, celebrati dalla Chiesa Cattolica il 28 dicembre di ogni anno, quali “SANTI INNOCENTI E MARTIRI”.

Non c’è bisogno di un Processo canonico per appurare l’assimilazione di ALFIE all’Agnello di Dio, Gesù Cristo. In tanti siamo stati testimoni della crudeltà del Male, che si è abbattuto su di lui, in autentico odio alla Fede Cristiana e disprezzo della Dottrina Cattolica sulla Verità rivelata della intangibilità e dignità dell’essere umano vivente.

Non saranno gli ipocriti Vescovi Inglesi, quelli che promuoveranno la sua Canonizzazione, dopo che hanno giustificato la sua eliminazione, inchinandosi all’Idolo falso dello Stato e della Legge.

Né tantomeno il Vescovo di Liverpool, cui compete introdurre la Causa canonica, dopo che ha rifiutato di riconoscere come suoi figli i genitori Tom e Kate e ha dato in pasto ai lupi, nemici di Cristo e del Suo gregge, l’agnellino ALFIE. Continua a leggere

Alfie Evans, il bimbo condannato a morte perché figlio di Dio

In queste ore, le autorità del Regno Unito stanno cercando di portare a termine l’omicidio di Stato del piccolo Alfie Evans, come già hanno fatto per il bimbo Charlie Gard nel luglio 2017.
Il papà di Alfie è stato minacciato di arresto dalla polizia di quel Paese, perché contro la decisione della direzione dell’ospedale e di un giudice voleva portare via il suo figliolo in un altro ospedale, in un altro Paese. Un tentativo estremo, compiuto con il vero amore di un padre e di una madre, quelli che finora hanno lottato per salvare Alfie dall’assassinio voluto dalle autorità.
Siamo di fronte a un odio satanico per la vita umana, dovuto all’odio verso Dio e di conseguenza per la vita umana. Vogliono sopprimere chi non ha più la salute del corpo, perché allora si deve riconoscere che un bimbo, un adulto, sono comunque preziosi agli occhi di Dio, come sue creature o suoi figli, se cristiani battezzati.
Allora ci si deve inchinare di fronte al progetto di Dio, che dona a ciascuno di noi la vita non per godere piaceri e salute fisica, ma per vivere eternamente e risorgere un giorno, con un corpo glorioso che non conoscerà più né morte né malattia.
Vogliono uccidere Alfie perché non ha il valore di un individuo che gode, ma soltanto il valore di un figlio di Dio, di un piccolo cristiano. I potenti e i loro servi sono i nuovi Erode e i loro soldati, che fanno la strage degli innocenti, perché il loro odio più grande è contro il Figlio unigenito di Dio, Gesù Cristo.  Continua a leggere

Attacco al fine primario del Matrimonio. Reagire con forza

Questa mattina, come tanti che seguono grati il blog di Marco Tosatti, ho ricevuto un suo articolo che ne riprendeva un altro, della scrittrice Costanza Miriano.
Diciamo subito che auguro tutto il bene possibile a questa signora, ma proprio non riesco a leggerla. Ricordo con un’impressione penosa un linguaggio talvolta sguaiato e osceno, e delle foto di lei poco vestita. Sarei felice se anche lei riscoprisse quella che la Chiesa Madre e Maestra chiama “modestia femminile”. La signora avrà letto passi della Sacra Scrittura come quello che recita: «Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il pregio di un’anima modesta» (Sir 26,15)?
La Miriano interviene sull’iniziativa recente di un certo teologo, che sarebbe anche prete, il quale si è espresso pubblicamente a favore della contraccezione. E lei suggerisce di mandare a vari indirizzi pertinenti delle testimonianze di laici che vivano secondo gli insegnamenti della Chiesa.
Tuttavia, l’intonazione del discorso è piuttosto fiacca. Non dice mai che bisogna richiamare ai suoi doveri – o ad andarsene – un clero deviato e pericoloso. Sembra quasi proporre una specie di dialogo all’acqua di rose, evocativo del mortifero «dialogo col mondo» intrapreso una cinquantina d’anni fa dalla Chiesa ufficiale, con i risultati che vediamo.
Ma ciò che è veramente grave sta nella contrarietà espressa da questa signora al fine primario del Matrimonio, che la Chiesa Madre e Maestra ha sempre riconosciuto nella procreazione e nel bene dei figli. Continua a leggere

In Italia una donna su due è senza figli (spesso per scelta)

di Teresa Moro

Fare figli non va di moda, non va di moda per niente. A fotografare la situazione è l’Istat: le donne che non hanno (ancora) figli in una fascia d’età che va – convenzionalmente – dai 18 ai 49 anni sono circa 5 milioni e mezzo, ossia la metà delle persone di sesso femminile ricomprese tra questa fascia anagrafica in Italia.
Si tratta, in realtà, di un dato noto da anni e che ha fatto coniare la definizione di “inverno demografico”, ma è la prima volta che il numero di figli viene posto in relazione al numero di donne fertili. E si tratta anche di un dato che ci avvicina agli Stati Uniti, dove – secondo un censimento non recentissimo, del 2014 – le donne (in questo caso tra i 15 e i 44 anni) senza figli erano il 47%.
Quali sono le cause alla base di questo fenomeno? Dare una risposta univoca è impossibile, perché entrano in gioco variabili molto personali.
Innanzitutto c’è da dire che vi sono anche coppie (un figlio non lo fa solo la donna…), e purtroppo sempre di più, che non riescono ad avere figli per questioni fisiche o patologiche si parla di circa 1 coppia su 5.
Tolta questa fetta di persone, rimane comunque un cospicuo numero di donne senza figli: come mai? Proviamo ad avanzare alcune ipotesi. Continua a leggere

«Se non diventerete come i bambini…», Parola del Signore

Davanti alle ambizioni dei suoi Apostoli ancora incerti nella via del Vangelo, il Signore Gesù «chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli”» (Mt 18, 2-4).
C’è una piccolezza dei bambini che non è infantilismo, né per loro, né per noi, che dobbiamo diventare come loro. È fatta di dolce e totale affidamento a chi vuole loro bene, e quindi a Dio e a Maria nostra Madre Immacolata.
La piccolezza dei bambini ci insegna l’assenza di ambizioni che non siano quella di fare il bene, servendo Dio e la Madre nostra con tutto noi stessi, e accogliendo prontamente la Verità e tutto quello che viene da Dio.
L’umiltà, regina delle virtù, risplende gioiosamente e naturalmente sui volti e nella vita dei buoni bambini.
I bambini sono veramente tutti belli, finché possiedono i tesori che Dio ha loro affidato: l’innocenza e la purezza. Quando, per l’influenza degli adulti perversi, questi tesori sfioriscono, passa anche la bellezza dei bambini, e i loro volti, le loro voci, i loro comportamenti iniziano a sfigurarsi.
Non dobbiamo permettere al mondo, anche se oggi è più che mai anticristiano, di rovinare l’innocenza e la purezza dei bambini. E non dobbiamo arrenderci al mondo se per una, cento, mille volte è riuscito a rubare l’innocenza e la purezza dal nostro cuore. «Il Signore rialza chi è caduto», si legge nel Salmo 145. Facendoci piccoli e fiduciosi nelle mani di Dio e di Maria come bambini, anche noi ci rialziamo e lasciamo che attraverso la Confessione la grazia di Dio ci purifichi. Continua a leggere

La contraccezione viene usata per separare i figli dai genitori. Parla un medico cattolico

Roma, 28 ottobre 2017 (LifeSiteNews) – La contraccezione non solo separa nell’atto coniugale (sessuale) il fine di creare la vita dal fine unitivo, ma è stata usata dai nemici della famiglia come uno strumento – chiamato apertamente “educazione sessuale” – per separare i figli dai loro genitori, ha affermato un medico di famiglia cattolico durante una conferenza tenutasi oggi a Roma.

“La contraccezione separa sia la procreazione dall’unione che i procreati, i figli, dai loro genitori”, ha dichiarato il Dr. Thomas Ward nel corso di una conferenza intitolata “Humanae Vitae 50 anni dopo: il suo significato ieri ed oggi”, svoltasi per iniziativa di Voice of the Family, un’organizzazione inglese che riunisce 25 associazioni pro-life internazionali. La conferenza ha avuto luogo nella Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.

Ward, fondatore e presidente della National Association of Catholic Families, ha detto ai partecipanti alla conferenza che “l’eliminazione dei diritti dei genitori come primi educatori è iniziata con la contraccezione e l’indottrinamento che l’ha portata nell’educazione sessuale”.

“Ora è diventata una metastasi che include l’aborto di minorenni, servizi medici generali, indottrinamento omosessuale e gender nelle scuole e, in Germania, persino l’arresto di genitori che esercitavano il loro diritto primario di educatori”, ha detto. Continua a leggere

Padre Pio e la sua mamma

Nel dicembre del 1928, la madre di Padre Pio, che tutti chiamano affettuosamente «mamma Peppa», accompagnata da Maria Pyle, si trasferisce a San Giovanni Rotondo per trascorrere il Natale con il figlio.
L’incontro tra i due avviene sul piazzale della chiesetta. Padre Pio non ha mai permesso che sua madre gli baciasse le mani. Ogni volta che ha tentato di farlo, l’ha sgridata dicendole: «È il figlio che deve baciare le mani alla madre, non il contrario». In questa occasione, mamma Peppa ricorre a uno stratagemma, come racconta Maria Pyle in un suo scritto: «Nascondendo la sua grande gioia sotto un’apparente calma, mamma Peppa prese la mano del figlio e, prima che egli la ritirasse, disse: “Padre Pio, ti bacio la mano per zia Libera (primo bacio) e per zia Pellegrina (secondo bacio), e per zia Filomena (terzo bacio)” e così oltre per circa dieci e più comari. E per finire disse: “E adesso, Padre Pio, la bacio per me”. Tentò ma non vi riuscì. Mentre si piegava per baciare, Padre Pio alzò di scatto le mani e, tenendole alzate, disse: “Questo mai. Il figlio deve baciare la mano alla mamma e non la mamma al figlio”». Continua a leggere

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