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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore per la vita

Lettera aperta al Dr. Silvio Viale

Caro Dr. Viale,

in questi giorni, informandomi su internet, ho saputo della sua pratica abortista, del suo turpiloquio, delle sue bestemmie e dei suoi proclami di morte nei confronti del bimbo Charlie Gard. Ho pure letto che è stata chiesta la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.
Non mi sono mai trovato a uccidere una creatura umana nel grembo di sua madre, o ad invocare l’assassinio di un bimbo malato, e come questo sia possibile rimane per me un terribile mistero.
Tuttavia, ho vissuto in prima persona qualcosa dei sentimenti che lei esprime. Poi, solo quando ho ritrovato la fede che mi era stata rubata con l’innocenza, ho compreso cosa mi era successo.
Oggi so che se lei è stato battezzato, è divenuto figlio di Dio, e in quel momento né il diavolo né il mondo potevano vantare diritti o paternità su di lei.
Se siamo figli di Dio, lo siamo anche di Maria Santissima, la Madre che in fondo al nostro cuore abbiamo almeno una volta sognato, e possiamo chiamarci fratelli.
Ma come si fa a nutrire la fede, quando nella nostra famiglia, intorno a noi, non vi è chi ci ama con tutto il cuore, chi darebbe la vita per difendere la nostra innocenza? Continua a leggere

La vicenda del piccolo Charlie e la vergogna della chiesa conciliare

Un’altra serie di fatti inquietanti sconvolge l’umanità. In primo luogo la condanna a morte di un bambino gravemente malato imposta dalle Istituzioni pubbliche: un dolore immenso. Secondariamente l’atteggiamento sbalorditivo della chiesa conciliare e delle sue autorità vaticane (a cominciare da mons. Paglia per finire a papa Bergoglio) dinanzi un caso tanto grave. Dice bene, benissimo, il card. Caffarra, il solo cardinale che al momento ha parlato come dovrebbe fare un vero sacerdote cattolico, nel silenzio di un clero conciliare vergognoso: “Siamo arrivati al capolinea della cultura della morte. – tuona il card. Caffarra – Sono le istituzioni pubbliche, i tribunali, a decidere se un bambino ha o non ha il diritto di vivere. Anche contro la volontà dei genitori. Abbiamo toccato il fondo delle barbarie. Siamo figli delle istituzioni, e dobbiamo la vita ad esse? Povero Occidente: ha rifiutato Dio e la sua paternità e si ritrova affidato alla burocrazia! L’angelo di Charlie vede sempre il volto del Padre. Fermatevi, in nome di Dio. Altrimenti vi dico con Gesù: ‘Sarebbe meglio che vi legaste al collo una macina da mulino e vi gettaste nel più profondo del mare’”. Continua a leggere

Piazza San Pietro inospitale per i marciatori, quelli per la vita

Negli Stati Uniti la Marcia per la vita è ormai un classico, ogni anno a Washington sullo sfondo della Casa Bianca. Ma a Roma in piazza San Pietro no, papa Francesco non ama vederla comparire. Lo si è capito da come l’ha maltrattata al “Regina coeli” di domenica 8 maggio, festa dell’Ascensione. Continua a leggere

Anche Padre Pio ha parlato dell’aborto

Padre Pio, che la Chiesa fedele venera come San Pio da Pietrelcina, non ha scritto libri.
Ha però scritto molte lettere, raccolte nell’Epistolario di quattro volumi. Ma soprattutto, la sua vita è stata interamente o quasi un miracolo di grazia.
Ancora oggi, possiamo conoscere le sue parole e opere da una gran quantità di libri.
Tra gli altri, molto raccomandabile è la trilogia “Il Padre” San Pio da Pietrelcina, una straordinaria fonte di conoscenza su Padre Pio, di cui è autore Padre Marcellino IasenzaNiro (proprio così, una seconda maiuscola senza spazio prima…).
Il nostro amatissimo e grande Santo ha parlato anche dell’aborto. Dal libro citato, riporto per voi le due paginette che riferiscono le sue memorabili parole.

Padre Pellegrino un giorno disse al nostro Santo: «Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?». Continua a leggere

Sorpresa. In Germania crescono i patrioti prolife

di Francesco Filipazzi

Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, da qui in avanti AFD), partito di destra tedesco, ha avuto una notevole affermazione ad una tornata di elezioni locali svoltasi nello scorso weekend.

La crescita di questo partito sta da qualche tempo mettendo seriamente in difficoltà Angela Merkel e la sua CDU, fino ad ora collettore di tutti i voti di destra e centro. La donna che esulta è invece Frauke Petry, leader dell’Alternativa, che si candida ora ad essere l’anti-cancelliera e per alcuni la Le Pen tedesca. Continua a leggere

Riflessioni sull’aborto e sulla speranza che rimane

Una mattina di qualche giorno fa, percorrevo in auto una strada di paese.
Non mi dilungo sui dettagli, ma a un certo punto ho visto una signora di circa quarant’anni e un bambino, forse sui dieci anni.
Lei era di corporatura larga, certo non più giovane, ma con un aspetto femminile, dolce e materno.
Il bambino appariva robusto, massiccio, con un paio di occhialoni dalla montatura nera. Aveva un’aria come di chi avanza a forza per le vie della vita.
Qualcuno lo avrebbe definito un disabile.
Ora, con che occhi guardare quel bambino e la mamma, se è lei, che ha cura di lui e lo accompagna?
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I latinoamericani confermano la loro opposizione all’aborto

I latinoamericani sono ancora fortemente, convintamente e fieramente contrari all’aborto.
Lo dice un recente sondaggio dell’Ipsos, secondo cui Perù, Messico, Brasile e Argentina sono tra i Paesi più pro-life del mondo. Per questo le organizzazioni internazionali stanno premendo da lungo tempo per depenalizzare e legalizzare la cosiddetta “interruzione volontaria della gravidanza”, ovvero l’omicidio di Stato dell’innocente.

Come riporta AciPrensa, solo l’11% dei peruviani approva una legislazione abortista. In Brasile solo il 16%, in Messico il 25% e in Argentina il 26%. Questi quattro Paesi si rivelano così quelli in cui la popolazione è più avversa all’aborto. E si contrappongono drasticamente ad una nazione, come la Svezia, che vede addirittura l’84% della sua popolazione favorevole alle pratiche abortive.

Purtroppo, dalla ricerca risulta pure che tra i dieci Paesi maggiormente “pro-morte” vi sono Francia, Regno Unito, Canada e la nostra povera Italia (il 55%). Continua a leggere

8 marzo: “Festa della donna”, in memoria di cento operaie di New York morte in un incendio appiccato dal padrone della fabbrica per vendicarsi di uno sciopero. Peccato che sia tutto falso…

In realtà l’8 marzo fu inventato a Mosca nel 1921 dove fu lanciato da Lenin come ‘‘Festa internazionale delle operaie’’; in Italia è organizzata dal 1952 dal Partito Comunista e dalla CGIL

da Zenit

Alessandra Nucci, studiosa del femminismo: l’8 marzo come Festa della donna risale alla III Internazionale comunista del 1921 a Mosca, dove Lenin lanciò la “Festa internazionale delle operaie”.
E oggi, in un’epoca in cui si vuole tutto “naturale” e “olistico”, si cerca a tutti i costi manipolare la naturale fisiologia della donna, scorporandone la maternità come fosse un aspetto aggiuntivo.
La festa delle donne ha assunto nel corso degli anni una valenza ideologica sempre più forte, al punto da essere espressione di una cultura radicale che identifica la figura femminile come ribelle contro le caratteristiche naturali di madre e moglie. Continua a leggere

Il tradimento dei politici “cattolici” e l’ideologia democristiana

di Corrado Gnerre

In questi giorni, al Senato, politici, che pur si definiscono “cattolici” e che vorrebbero intercettare il voto dei cattolici, hanno spudoratamente tradito votando a favore di un disegno di legge che legittima la perversione sessuale, che offende la dignità della famiglia e dell’istituto matrimoniale e che aprirà inevitabilmente a scenari di ulteriore degradazione morale. E quel che è peggio è che costoro hanno difeso la loro scelta appellandosi alla realizzazione del “possibile”, laddove sul rispetto del “bene comune” non è mai legittimo alcun cedimento, “bene comune” che non può esistere senza il riconoscimento della legge naturale. Continua a leggere

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