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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore

Occhi che non vedono, orecchie che non sentono. Perché?

Vi sarà capitato, magari tante volte, di offrire il meglio di voi stessi ad altre persone e di non trovare altro che silenzio, indifferenza o un aperto disprezzo.
Forse volevamo donare agli altri le cose sante e le nostre perle (Mt 7,6), e ci siamo rivolti a quelli che non sembravano proprio cani e porci. Eppure, nessuna risposta o il disprezzo.
Per noi, la cosa più importante è restare uniti a Gesù, nostro Signore e Maestro. Allora, se non siamo ascoltati, sappiamo che il primo a non essere considerato è il Signore Gesù. Vuol dire che veramente siamo suoi discepoli, e anche noi saremo ricompensati per l’indifferenza o il disprezzo che ci sono toccati.
Può anche succedere che ci impegniamo al massimo, insistendo, annunciando la Verità, mettendoci il cuore, con parole veramente ispirate dall’alto. Eppure niente. Tutto sembra scivolare addosso a quelle persone.
Allora ci domandiamo: perché? Quale sortilegio mai li rende così ciechi e sordi da non reagire, come se il loro cuore si fosse pietrificato? Continua a leggere

Se vogliamo fare del bene, c’è una persona che lo merita

Cari lettori, con il tempo ho imparato che se qualcuno mi chiede un aiuto, e lo merita, non devo mai tirarmi indietro. Anche il poco, o addirittura il pochissimo, è apprezzato da chi ha fede e da Dio stesso che vede, e provvederà anche per noi nel momento del bisogno.
Riporto per voi uno scambio avuto su Whatsapp con un caro amico, dal 12 giugno scorso ad oggi. Come dice il titolo del presente articolo, se vogliamo fare del bene c’è una persona che lo merita.

[12/6, 14:07] Isidoro: Ave Maria! Carissimo, immagino che tu ti trovi di nuovo in difficoltà con le bollette. Ogni tanto penso a te. E purtroppo, dato il ferreo controllo “familiare” sulle uscite, non ho un aiuto materiale da offrirti. Semmai potrei riuscire a raggranellare circa 20 euro, ma non subito, se ne hai bisogno per un nuovo viaggio o altro. Che mi dici, [nome dell’amico] mio? Come ti va?
[12/6, 14:26] Amico: Ave Maria! Carissimo, oggi ho pagato affitto e solo la bolletta di internet e sono a terra. Ho in pentola alcune faccende lavorative che promettono bene ma per ora riesco a gestirle da casa. Sarei ormai pronto a presentare la domanda di invalidità ma devo attendere di avere il quid per pagare la parcella del medico che la deve confezionare… Confidiamo fratello che il Signore rinnovi le Sue Provvidenze. Per il resto è battaglia quotidiana. Domenica ho fatto il 40° di matrimonio. Sei nelle mie preghiere giornaliere. Grazie ti abbraccio.
[12/6, 14:31] Isidoro: Carissimo, quel notaio benefattore non potrebbe aiutarti ancora?
[12/6, 14:38] Amico: Sto sempre in ambasce se devo chiedere…
[12/6, 14:45] Isidoro: Ma tu sei un galantuomo, e penso che troveresti le parole giuste. Coraggio carissimo, il buon Dio vuole l’aiuto cristiano reciproco. Anche chi dà ci guadagna, perché compie un’opera gradita a Dio. Magari prega la Mamma nostra che ti aiuti a essere ancora ben ricevuto. E speriamo che gli aiuti previsti dal nuovo governo arrivino presto… ti prego di tenermi informato. Magari fa’ pure presente il tuo impegno nel lavoro e quello del [nome del figliolo], che ne dici? Ti arciabbraccio Continua a leggere

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È uscito Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso!

Cari tutti,

sono lieto di annunciarvi l’uscita del mio ultimo libro, Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso.
L’idea di scriverlo è nata non molto tempo fa, per il desiderio di parlare a tante persone dell’amore, del matrimonio e della famiglia.
Bisogna riscoprire quelle verità che sono troppo spesso ignorate, eppure ci riguardano profondamente.
Oggi vediamo che la famiglia, oltre a essere in crisi al suo interno, subisce attacchi da ogni parte.
Dobbiamo allora mostrare al mondo la bellezza, la sacralità e la grandezza del matrimonio cattolico. E non trascuriamo nessuno, ma anche per chi si trova nella convivenza o è divorziato risposato c’è uno sguardo amichevole, una via della fedeltà che porta in Paradiso.
Quando annunciamo tutto questo, non è più la voce di un solo uomo. È la voce della Chiesa viva, Madre e Maestra, e dell’intera civiltà cristiana. È il tesoro che la Chiesa ha ricevuto dal Cielo per donarlo agli uomini, generazione dopo generazione, Pontefice dopo Pontefice, Santo dopo Santo.
Ed è il tesoro che offro ai lettori, scrivendo in uno stile semplice, facile da capire, come parlando a degli amici.
Invito tutti gli uomini e le donne di buona volontà a leggere e diffondere questo libretto. Sono fiducioso che potrà fare tanto bene, perché non esprime opinioni personali ma dona la Verità cristiana che ci rende liberi e felici. Continua a leggere

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Come musica e parole influiscono sulla natura. Una scoperta dal Giappone

Il ricercatore giapponese dottor Masaru Emoto (1943-2014) ha indagato la relazione che esiste tra certi comportamenti umani e la struttura dell’acqua, che com’è noto forma gran parte del nostro corpo.
La sua grande scoperta riguarda il modo in cui le parole ma anche la musica, i pensieri e persino le scritte agiscono sull’acqua.
L’acqua può assumere una struttura splendida o devastata, a seconda degli stimoli, e il risultato lo si può osservare quando è in forma cristallizzata.
Dai suoi esperimenti, il dottor Emoto ha ricavato delle interessantissime prove fotografiche.
L’acqua non riflette solo il mondo fisico, per esempio la salubrità o l’inquinamento di un fiume. Si imprimono nell’acqua anche le influenze che vengono dal mondo umano circostante.
In uno degli esperimenti hanno avvolto su delle bottiglie d’acqua dei biglietti con la parola “Grazie”, rivolta verso il contenuto. La lingua in cui era scritta non faceva differenza. Dalle fotografie successive dell’acqua congelata, si poteva notare la bellezza dei cristalli. Continua a leggere

È giusto Dio o sono giusto io?

La domanda che abbiamo scelto per titolo è semplice e non sarà difficile rispondere: «È giusto Dio o sono giusto io?». Ma sarà pure interessante per i lettori sapere com’è nata.
Circa una settimana fa, ho ricevuto una notizia presa da Facebook.
La parte centrale del messaggio diceva che i padri di due noti politici di sinistra sono azionisti della Open Society Foundations di George Soros. Parliamo del ricchissimo speculatore americano di origini ungheresi, che finanzia i progetti anticristiani nel mondo.
Solo dopo aver letto la notizia, che non mi meraviglia, ho notato cosa c’era scritto poco più sopra: «Maledetti!».
Quindi il Signore Gesù è morto in croce per salvare ogni anima, e i presunti cristiani maledicono? Ma allora anche per loro, come per Soros e gli altri, è vano l’amore di Cristo, il suo Sacrificio della Croce!
Anche per questi presunti giusti che maledicono, il Signore ha detto la parabola del fariseo e del pubblicano, «per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri» (Lc 18,9).
Chi è il fariseo? È quello che cambia la giustizia di Dio nella sua giustizia personale, il Vangelo di Cristo nel “vangelo secondo me”, e divide le persone tra amici e spazzatura, tra i simpatici e le persone che il fariseo ritiene degne solo di essere colpite, annientate, condannate per sempre. Continua a leggere

La solitudine in rapporto al mondo e al Signore

La solitudine non è un bene, ma il suo significato davanti al mondo e davanti a Dio è completamente diverso.
Per il mondo, la solitudine è da condannare perché rappresenta il rifiuto della sua falsità, il ritirarsi dai suoi rapporti basati sul degrado e sul potere. Titolava emblematicamente, anni fa, uno dei giornali più venduti in Italia: «La follia dei solitari». Un marchio a fuoco, un’espressione di odio bruciante verso coloro che non hanno accettato di conformarsi e unirsi alla massa, sotto la guida di capi malvagi.
Il Signore Gesù invece di condannare semplicemente la solitudine ci invita ad uscirne, con le sue parole sublimi (Gv 12, 24): «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».
Davanti al mondo, ciascuno di noi è solo qualcuno da schiavizzare, da abbassare nel fango. Davanti a Dio, che ci ha creati, tu e io abbiamo una grande fecondità di vita nascosta nel profondo di noi stessi. Quando spostiamo lo sguardo dal nostro nulla egoistico alla pienezza divina di Gesù, allora muoriamo a noi stessi e al mondo, e nasciamo a vita nuova, vita eterna. Continua a leggere

L’arte cristiana di amare

Anche a voi sarà successo, chissà quante volte, di non essere accolti con amore.
Ora, potremmo restare con lo sguardo su noi stessi, ma sorgono invece due domande.
La prima: chi ha accolto Gesù con amore? E noi, tu, io, abbiamo accolto Gesù con amore?
Gesù è il nostro adorabile Signore, vero Dio e vero Uomo. Gesù è l’Amore.
Gesù vive nella sua eterna Gloria, e non soffre più per la sua vita fra i peccatori, per la sua dolorosa Passione.
Eppure è Gesù il più escluso, l’Adorabile non adorato, non ricercato e non amato. È Gesù l’Immenso non anelato, lo Sposo ignorato e non bramato, l’Amico su cui quasi nessuno vuole contare, il Redentore che trova ancora cuori di pietra.
In realtà, noi dimostriamo amore a una persona, compreso noi stessi, a seconda di quanto amiamo Gesù.
Noi dimostriamo amore nella misura in cui accogliamo Gesù, e lasciamo che sia Gesù a vivere e amare in noi, attraverso di noi. Continua a leggere

Innamorarsi e amarsi oggi

Si può parlare di innamoramento e amore con lo sguardo della fede, oppure se ne può parlare come ne parla il mondo.
Per i mondani nostri contemporanei, qualsiasi relazione che porti alla confidenza sensuale è amore, tra due persone qualsiasi, di qualsiasi età, con qualunque storia alle spalle, compreso un matrimonio che sia tuttora valido.
Per i fedeli di Cristo Signore, la questione è molto semplice: Dio è Vita, Verità e Amore, e non c’è altro amore, come non c’è altra vita, se non quello che Dio ci dona. Solo Dio può benedire un uomo e una donna, come ha fatto un tempo per Adamo ed Eva, e consacrarli nell’amore, unendoli con un vincolo indissolubile, posto tra Cielo e terra. Un amore così è chiamato ad essere fecondo e a farsi vita, nel tempo e nell’eternità, per i figli mandati da Dio a quella coppia di sposi.
Chi cammina nelle vie di Dio, uomo o donna, ragazzo o ragazza, sa che il matrimonio è una vocazione, non un gioco da fare come pare e piace. Purtroppo, oggi ci sono pure tanti genitori che fanno giocare i loro figli all’amore, fin da bambini, con i compagnetti e le compagnette di scuola.
Vocazione vuol dire chiamata. Dio, che ci ha donato la vita e tutto quello che abbiamo, ci dona anche la vocazione, alla vita consacrata o al matrimonio.
Se il matrimonio è la nostra vocazione, dobbiamo aspettarci la donna o l’uomo della nostra vita non dal caso, ma da Dio stesso, che ha già creato l’altra metà del nostro amore. Facendo in tutto, e non solo in parte, la Volontà di Dio, potremo incontrare l’amore vero, l’amicizia vera, le occasioni vere. Continua a leggere

L’innamoramento politicamente corretto

Non molto tempo fa m’è venuta l’idea, spero gradita a Dio, di scrivere dei pensieri sull’innamoramento e l’amore. Mi sono poi ricordato che un noto sociologo, Francesco Alberoni (classe 1929), aveva pubblicato un libro sull’argomento. Un libro di successo, come si dice. Cioè un libro che ha venduto moltissime copie e ha ricevuto moltissimi applausi. Se a ragione o a torto, andiamo a vederlo insieme.
Siamo sul sito dell’Autore in questione, proprio alla pagina dedicata a quel suo libro, che s’intitola Innamoramento e amore. Ne viene offerto un riassunto ricco d’informazioni.
Il sipario si apre con l’annuncio del «successo»: 45 edizioni e oltre un milione di copie vendute dal 1979, anno della pubblicazione, ad oggi.
E cosa dice sull’innamoramento, il celebratissimo Autore?
Alberoni scrive che ci innamoriamo quando siamo pronti a cambiare, quando i tentativi di salvare le nostre relazioni precedenti sono falliti.
Fin qui, sembra di stare a pieno titolo nella vita dei conviventi. Non amano secondo Dio, falliscono nell’amore e s’innamorano a ripetizione, o almeno così sembra a loro.
Addirittura, secondo Alberoni un qualsiasi innamoramento è uno «stato nascente». La precedente relazione va a pezzi e si ricostruisce tutto intorno alla persona amata.
Bellissimo linguaggio, non trovate? E ancora parliamo, con parole raffinate, delle solite convivenze e matrimoni statali a ripetizione. Continua a leggere

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