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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore

Come essere in grazia di Dio dopo il divorzio? Testimonianza di Tiziano e Marzia

C’è in Italia un’associazione, Cuori Nuovi, che aiuta veramente i divorziati risposati civilmente e i conviventi a riscoprire la bellezza di una vita cristiana, e a tornare in grazia di Dio senza necessariamente lasciarsi.
Devo dire che mi sono ripetutamente rivolto a tre indirizzi e-mail indicati sul loro sito per i contatti, proponendo in grande spirito di amicizia una collaborazione in qualsiasi modo fosse possibile, e non ho ricevuto nessuna risposta.
Considero una grave mancanza rifiutare una risposta a chiunque si rivolga a noi, anche a chi lo fa in modo sbagliato, e tanto più a chi lo fa con fiducia e amore. Spero che la risposta arrivi, anche se provo grande amarezza. Comunque bisogna saper prendere il buono dovunque ci sia, ed ecco quindi a voi la preziosa testimonianza di Tiziano e Marzia di Cuori Nuovi, che ci parlano di amore e castità.

Lodi alla sposa pia

Una vera sposa cattolica merita sicuramente le lodi di suo marito e di ogni altra persona. Le espressioni che presentiamo di seguito non siano una spinta a inorgoglirsi, ma a raggiungere l’ideale di donna secondo il progetto di Dio.

LODI ALLA SPOSA PIA

Sposa nobilissima
Sposa degna di riverenza
Sposa biblica
Regina della casa
Regina del tuo re
Regina ornata di virtù

Sogno dell’Onnipotente
Figlia diletta del Padre
Fedelissima di Cristo
Disegno dello Spirito Santo
Immagine di Maria
Tesoro dell’angelo custode

Mistero di bellezza
Fuoco ardente
Astro splendente
Voce del Paradiso
Corona dei miei pensieri
Dolce colomba Continua a leggere

Se solo amassimo veramente. L’esempio di San Paolo

Ci dice il Signore Gesù nel Vangelo di San Giovanni (13,34-35): «Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».
Chiaramente, la Madonna ha avuto l’amore più grande verso Dio e il prossimo. A Dio ha donato tutta se stessa, e per noi poveri peccatori ha dato il Figlio sulla croce, soffrendo Lei stessa la Passione, invisibilmente ma realmente.
Qui però vorremmo soffermarci sull’amore dimostrato da San Paolo, che rinunciò a tutto per seguire Cristo e portare la fede alle nazioni pagane.
C’è bisogno di vedere bene cosa è l’amore, e come ha saputo amare un cristiano già duemila anni fa.
Dov’è infatti, oggi, l’amore tenero, ardente, accogliente, coraggioso, premuroso, intraprendente, generoso e puro che dobbiamo avere tutti noi per meritare di chiamarci cristiani?
Pensiamo a quante porte chiuse, quanta freddezza, quanti silenzi di chi non risponde neppure, quanta sporcizia s’incontrano rivolgendosi oggi a quelli che sarebbero cattolici e credenti.
Allora vogliamo tornare sulle Lettere di San Paolo, scegliendo quei passi dove l’Apostolo delle genti esprime con più intensità il suo amore per il prossimo. Seguiremo l’ordine di successione della Sacra Scrittura, nella versione CEI del 1974. Continua a leggere

Contemplare la bellezza

Se ci pensiamo, è meglio contemplare e amare profondamente la bellezza, o volerla anche toccare e consumare, in cerca del piacere sensuale?
Certo il Matrimonio deve essere consumato, ma il fine primo, più alto e sublime di questo è la procreazione. La procreazione è l’Amore infinito di Dio che dona la vita attraverso l’amore degli sposi. Gli sposi stessi donano la vita, se è vero che il loro amore è gioia per ogni figlio che nasce.
Ci sono diversi motivi per preferire la contemplazione della bellezza dell’amata o dell’amato, al desiderio sensuale della sua bellezza.
Intanto, come insegna fra gli altri Giovanni Paolo II, del coniuge vanno amati non solo l’anima, ma anche il corpo. Sì, il corpo della persona che si è sposata deve ricevere il nostro amore. Così anche eventuali difetti vengono visti in una luce nuova, con uno sguardo d’amore che li rende graditi perché amiamo l’intera persona, anima e corpo.
Contemplare la bellezza della persona amata, e accarezzarla e baciarla castamente, invece di toccarla per ottenere il piacere sensuale, dimostra l’amore più puro e nobile. Com’è grande l’amore di un uomo che s’inchina a baciare la mano della sua sposa e prova una tenera riverenza per lei! Continua a leggere

Come rispondere a chi ci chiede la carità?

Siamo in Italia, all’inizio del 2018, e le città dove vivo e lavoro sono disseminate di neri, tutti giovani e forti, che chiedono l’elemosina in giro per le strade o fissi davanti a supermercati, negozi vari, chiese…
A questa “ventata” dell’Africa si aggiungono degli zingari e, almeno dalle mie parti, rarissimi questuanti italiani.
Cosa fare? L’ho chiesto a un ottimo sacerdote, che mi ha dato una risposta sul valore dell’elemosina fatta a chi ne ha veramente bisogno e secondo le nostre possibilità; inoltre il Padre mi ha spiegato come trattare chi ci chiede la carità, nelle situazioni più varie.
Diciamo infatti che i poveri veri, senza loro colpa, tra di noi ci sono, e ovviamente bisogna partire dai nostri fratelli italiani. Doppiamente fratelli: per la fede cattolica ricevuta con il Battesimo e perché figli della nostra povera Patria.
Intanto, un consiglio che può valere in generale:

Dobbiamo venire incontro alle necessità del povero secondo le nostre capacità. Cioè, la carità non esige che diamo ciò che non possiamo, ma ciò che possiamo. Se sei in difficoltà economica, è certo che non puoi dare soldi al povero, eccetto magari per qualche spicciolo qua e là, ma devi comunque aiutare nel modo che puoi, se non con altro almeno con la preghiera e con un po’ di tempo dedicato all’ascolto del povero e con qualche buon consiglio cristiano… Continua a leggere

La castità, luce che rischiara l’umanità

Nell’Epifania appare Gesù Cristo Signore come Luce che si manifesta alle genti. «Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo», si legge nel Prologo (1,9) del Vangelo di San Giovanni.
La Luce di Cristo rischiara l’umanità e rende lo sguardo di ogni persona puro e nobile verso Dio e ogni altra persona.
Gesù dirà nella sua predicazione: «La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso» (Mt 6,22-23).
Dunque com’è oggi lo sguardo dell’uomo verso la donna, e viceversa? È lo sguardo dei discepoli di Cristo, dei credenti che hanno veramente trovato in Lui e non nella carne il fine della propria vita?
È lo sguardo degli adoratori del Signore Gesù, che si sono incontrati, conosciuti e amati in Cristo?
Come guardano l’uomo alla donna, il fidanzato alla fidanzata, il giovane alla giovane, lo sposo alla sposa, e viceversa? Hanno nel cuore e nella mente il pensiero dell’adorabile Gesù Eucaristico e della sua Madre purissima, Maria, che ce l’ha donato? Hanno fame e sete di Dio e della sua giustizia, o fame e sete di piaceri carnali, orgoglio, compiacimento umano e così via? Continua a leggere

Una preghiera anche per Totò Riina e Charles Manson

L’agenzia di informazione ANSA pubblica sul suo sito frequenti aggiornamenti. La sera di oggi 16 novembre dà notizia che sono in fin di vita due persone note per i loro crimini: Totò Riina e Charles Manson.
Totò Riina si trova in coma da giorni dopo due interventi chirurgici. Oggi compie 87 anni. Sta scontando 26 condanne all’ergastolo per omicidi e stragi, tra cui quelle che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino. Non si è mai pentito. Il figlio terzogenito gli fa gli auguri dalla sua pagina Facebook: “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”. Continua a leggere

Poesie alla mamma scritte dai figli

Proponiamo ai lettori tre perle stupende, poesie dedicate alla propria madre, uscite dal cuore di figli che furono poeta o poetessa. Gli autori sono Guido Cavani (1897-1967), Ada Negri (1870-1945) e Giuseppe Ungaretti (1888-1970). A volte affiora il rimpianto, altre la lode, ma in tutti e tre i componimenti si celebra la purezza della fede trovata nella propria mamma. Del resto, solo dal puro amore di una mamma diventa possibile risalire al Cuore Immacolato di Maria, e riporre in Lei tutta la nostra fiducia. I figli orfani di una vera mamma di solito finiscono per rinnegare anche la Madre più vera, dolce e santa, la Madonna. Tuttavia, mentre persino la mamma che ci ha portato in grembo può mortificarci e abbandonarci, valgono per Maria Santissima le parole che il Signore rivolge a ciascuno di noi nel libro di Isaia: «Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai» (49, 15).

Alla madre

Quante volte ho deluso
il tuo povero cuore;
quante volte i tuoi occhi
m’hanno guardato dolorosamente.
Preso dalla paura di me stesso,
mi liberavo dalla tua dolcezza,
girovagavo solo; il grigio, il vuoto
di certi pomeriggi e lo splendore
di quei tuoi occhi sofferenti e puri
l’ho ancora dentro l’anima.
Raggiunto il fiume in magra, mi sdraiavo
fra la sterpaglia secca, sopra l’argine,
come in agguato, perché anch’io soffrivo.
Mi credevo lontano finalmente
dalla tua vita, mi sentivo un altro;
quello che poi m’ha rivelato il tempo:
un uomo senza quiete,
che non amò che il canto e la sua strada. Continua a leggere

Amore amaro

«Ama Gesù, amalo tanto, ma per questo ama di più il sacrificio. Amore vuole essere amaro.»
Padre Pio

Tra le frasi di Padre Pio, questa sembra essere una delle più note. Soprattutto l’espressione caratteristica: «Amore vuole essere amaro». Padre Pio non temeva di insegnare che su questa terra l’amore più genuino e sostanzioso è l’amore amaro, così come nel Regno dei cieli, al contrario, avremo soltanto l’amore beatifico e gioioso.
La scuola dell’amore amaro ci viene anzitutto e soprattutto da Gesù stesso. La sua nascita nella povera stalla di Betlemme è stata tutta amore per noi, ma amore amaro; la sua circoncisione con il versamento del primo sangue divino, è stata ancora amore amaro per noi; la sua fuga in Egitto, come un esiliato sotto minaccia di morte, è stata ancora amore amaro per noi; la vita trascorsa a Nazareth per circa trent’anni nel nascondimento e nel silenzio, nella povertà e nel sacrificio è stato ancora amore amaro per noi; le incomprensioni, le insidie e le persecuzioni degli scribi e dei farisei durante la sua vita pubblica sono state tutto amore amaro per noi e, infine, le sofferenze e le ignominie patite durante i giorni della sua Passione e Morte, con il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, la fuga degli Apostoli, sono state ancora più amore amaro fino alla feccia per noi uomini da salvare. Continua a leggere

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