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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Amore

Una preghiera anche per Totò Riina e Charles Manson

L’agenzia di informazione ANSA pubblica sul suo sito frequenti aggiornamenti. La sera di oggi 16 novembre dà notizia che sono in fin di vita due persone note per i loro crimini: Totò Riina e Charles Manson.
Totò Riina si trova in coma da giorni dopo due interventi chirurgici. Oggi compie 87 anni. Sta scontando 26 condanne all’ergastolo per omicidi e stragi, tra cui quelle che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino. Non si è mai pentito. Il figlio terzogenito gli fa gli auguri dalla sua pagina Facebook: “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”. Continua a leggere

Poesie alla mamma scritte dai figli

Proponiamo ai lettori tre perle stupende, poesie dedicate alla propria madre, uscite dal cuore di figli che furono poeta o poetessa. Gli autori sono Guido Cavani (1897-1967), Ada Negri (1870-1945) e Giuseppe Ungaretti (1888-1970). A volte affiora il rimpianto, altre la lode, ma in tutti e tre i componimenti si celebra la purezza della fede trovata nella propria mamma. Del resto, solo dal puro amore di una mamma diventa possibile risalire al Cuore Immacolato di Maria, e riporre in Lei tutta la nostra fiducia. I figli orfani di una vera mamma di solito finiscono per rinnegare anche la Madre più vera, dolce e santa, la Madonna. Tuttavia, mentre persino la mamma che ci ha portato in grembo può mortificarci e abbandonarci, valgono per Maria Santissima le parole che il Signore rivolge a ciascuno di noi nel libro di Isaia: «Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai» (49, 15).

Alla madre

Quante volte ho deluso
il tuo povero cuore;
quante volte i tuoi occhi
m’hanno guardato dolorosamente.
Preso dalla paura di me stesso,
mi liberavo dalla tua dolcezza,
girovagavo solo; il grigio, il vuoto
di certi pomeriggi e lo splendore
di quei tuoi occhi sofferenti e puri
l’ho ancora dentro l’anima.
Raggiunto il fiume in magra, mi sdraiavo
fra la sterpaglia secca, sopra l’argine,
come in agguato, perché anch’io soffrivo.
Mi credevo lontano finalmente
dalla tua vita, mi sentivo un altro;
quello che poi m’ha rivelato il tempo:
un uomo senza quiete,
che non amò che il canto e la sua strada. Continua a leggere

Amore amaro

«Ama Gesù, amalo tanto, ma per questo ama di più il sacrificio. Amore vuole essere amaro.»
Padre Pio

Tra le frasi di Padre Pio, questa sembra essere una delle più note. Soprattutto l’espressione caratteristica: «Amore vuole essere amaro». Padre Pio non temeva di insegnare che su questa terra l’amore più genuino e sostanzioso è l’amore amaro, così come nel Regno dei cieli, al contrario, avremo soltanto l’amore beatifico e gioioso.
La scuola dell’amore amaro ci viene anzitutto e soprattutto da Gesù stesso. La sua nascita nella povera stalla di Betlemme è stata tutta amore per noi, ma amore amaro; la sua circoncisione con il versamento del primo sangue divino, è stata ancora amore amaro per noi; la sua fuga in Egitto, come un esiliato sotto minaccia di morte, è stata ancora amore amaro per noi; la vita trascorsa a Nazareth per circa trent’anni nel nascondimento e nel silenzio, nella povertà e nel sacrificio è stato ancora amore amaro per noi; le incomprensioni, le insidie e le persecuzioni degli scribi e dei farisei durante la sua vita pubblica sono state tutto amore amaro per noi e, infine, le sofferenze e le ignominie patite durante i giorni della sua Passione e Morte, con il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, la fuga degli Apostoli, sono state ancora più amore amaro fino alla feccia per noi uomini da salvare. Continua a leggere

Chi discrimina le persone con tendenze omosessuali?

Discriminazione significa ledere i diritti di una persona – al rispetto, al lavoro, a dei servizi e così via – a causa dell’identità assunta da quella persona – per natura, convinzioni, tendenze di qualsiasi tipo.
Se però a nessuno si devono negare il rispetto e la cura sociale, vanno comunque garantiti il rispetto e la cura sociale verso tutti. Quindi si deve assicurare il rispetto per l’ordine sociale, per la fede delle persone, per l’innocenza dei bambini, per la purezza e l’equilibrio di ogni persona e famiglia.
Tutto questo, chiaro per noi credenti, non è considerato se non per calpestarlo da chi oggi ha potere e influenza nel mondo visibile.
Ormai siamo a pochi passi dal mettere fuori legge, e poi condannare con la pena di morte, l’annuncio cristiano e la stessa pronuncia del nome di Gesù, il Signore della Vita, che la gente di potere osa sfidare con folle temerarietà.
Sono talmente accecati dal diavolo, di cui si sono fatti figli e discepoli, da non immaginare l’abisso verso cui il padre loro li sta conducendo.
E il diavolo è il «padre della menzogna» (Gv 8, 44). Imitando il padre loro, questi uomini e donne perduti si aggirano «come leone ruggente», «cercando chi divorare» (1 Pt 5, 8). Non hanno certo il coraggio del leone, ma solo il potere arrogante di chi ha venduto l’anima per ottenerlo.
Malvagi e menzogneri, usano le persone con tendenze omosessuali e d’altro tipo come strumenti di distruzione, mentre non hanno per loro né amore né pietà. Continua a leggere

Padre Pio e la sua mamma

Nel dicembre del 1928, la madre di Padre Pio, che tutti chiamano affettuosamente «mamma Peppa», accompagnata da Maria Pyle, si trasferisce a San Giovanni Rotondo per trascorrere il Natale con il figlio.
L’incontro tra i due avviene sul piazzale della chiesetta. Padre Pio non ha mai permesso che sua madre gli baciasse le mani. Ogni volta che ha tentato di farlo, l’ha sgridata dicendole: «È il figlio che deve baciare le mani alla madre, non il contrario». In questa occasione, mamma Peppa ricorre a uno stratagemma, come racconta Maria Pyle in un suo scritto: «Nascondendo la sua grande gioia sotto un’apparente calma, mamma Peppa prese la mano del figlio e, prima che egli la ritirasse, disse: “Padre Pio, ti bacio la mano per zia Libera (primo bacio) e per zia Pellegrina (secondo bacio), e per zia Filomena (terzo bacio)” e così oltre per circa dieci e più comari. E per finire disse: “E adesso, Padre Pio, la bacio per me”. Tentò ma non vi riuscì. Mentre si piegava per baciare, Padre Pio alzò di scatto le mani e, tenendole alzate, disse: “Questo mai. Il figlio deve baciare la mano alla mamma e non la mamma al figlio”». Continua a leggere

Il perdono è vita eterna. Una testimonianza di Madre Teresa di Calcutta

E mi ricordo di una volta che raccolsi una donna da un bidone dei rifiuti, e capivo che stava morendo. La tolsi da lì e la portai al convento. Lei non faceva che ripetere le stesse parole: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Neanche una volta pronunciò le parole “Ho fame”, “Sto morendo”, “Soffro”. Non faceva altro che ripetere: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Mi ci volle molto tempo per aiutarla a dire: “Perdono mio figlio”, prima che morisse.

Originale inglese:

I remember also, once I picked up a woman from a dustbin and I knew she was dying. I took her out and took her to the convent. She kept on repeating the same words: “My son did this to me.” Not once did she utter the words: “I’m hungry”, “I’m dying”, “I’m suffering”. She just kept on repeating: “My son did this to me.” It took me a long time to help her to say: “I forgive my son”, before she died (LS, 72). Continua a leggere

Lettera aperta al Dr. Silvio Viale

Caro Dr. Viale,

in questi giorni, informandomi su internet, ho saputo della sua pratica abortista, del suo turpiloquio, delle sue bestemmie e dei suoi proclami di morte nei confronti del bimbo Charlie Gard. Ho pure letto che è stata chiesta la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.
Non mi sono mai trovato a uccidere una creatura umana nel grembo di sua madre, o ad invocare l’assassinio di un bimbo malato, e come questo sia possibile rimane per me un terribile mistero.
Tuttavia, ho vissuto in prima persona qualcosa dei sentimenti che lei esprime. Poi, solo quando ho ritrovato la fede che mi era stata rubata con l’innocenza, ho compreso cosa mi era successo.
Oggi so che se lei è stato battezzato, è divenuto figlio di Dio, e in quel momento né il diavolo né il mondo potevano vantare diritti o paternità su di lei.
Se siamo figli di Dio, lo siamo anche di Maria Santissima, la Madre che in fondo al nostro cuore abbiamo almeno una volta sognato, e possiamo chiamarci fratelli.
Ma come si fa a nutrire la fede, quando nella nostra famiglia, intorno a noi, non vi è chi ci ama con tutto il cuore, chi darebbe la vita per difendere la nostra innocenza? Continua a leggere

Un doloroso equivoco e il cuore grande del Padre

Per l’artrosi che soffrivo alle ginocchia, mi permisero di confessarmi seduta davanti al confessionale. Mi sentivo davanti a Gesù giudice; ma giudice buono, indulgente, misericordioso. Sotto quegli occhi, pieni di luce e di amore, la coscienza si sentiva tutta scrutata, per cui mi studiavo di ricordare ogni piccola colpa. Il Padre mi aiutava: mi dirigeva amando. Oh! Quanto poco conoscevo quel cuore! Mi stancavo della mia incostanza, mentre lui non si stancava. Non sopportavo me stessa, mentre lui così perfetto e santo mi sopportava, mi scusava, mi porgeva tutte e due le mani per rialzarmi. […].
In quel tempo ero molto occupata a scuola; non potendo parlargli a voce, scrissi un biglietto al Padre per esporgli alcuni dubbi di coscienza. Il giorno dopo quella consorella che mi perseguitava [una signora che abitava vicino al convento] mi disse: «Per forza ti devono venire quei dubbi, ce ne dai occasione».
Rimasi senza parola, mi affrettai ad entrare in chiesa. Quel che successe nell’anima mia Dio solo sa. Il nemico approfittò della mia coscienza sconvolta per sussurrarmi: «Fidati pure di Padre Pio, guarda com’è riservato. Tutto quello che tu gli dici lo fa sapere a quella». Non volevo credere a quello che il bugiardo mi diceva in quel momento di sconvolgimento, ma ripetevo a me stessa: le parole che ella mi ha ripetuto sono precisamente quelle che ho scritto al Padre. Perché gliele ha riferite, sapendo che va in cerca di nuovi pretesti per perseguitarmi di più? Continua a leggere

Due. Un amore grande e innocente

Il video che oggi offriamo ai visitatori è poesia in musica. S’intitola Due e dà voce a un amore grande e innocente. Alla pura bellezza delle note si aggiunge quella del testo. Non a caso, tra gli autori del pezzo c’è il paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol, un uomo che non ha perso la sua fede cattolica. La musica invece è di Riccardo Cocciante.

Su YouTube non è disponibile un buon video con l’interpretazione del solo Cocciante. O duetta con una signora che stravolge la sua parte, oppure ci s’imbatte in immagini di dubbia decenza.

Cercando ancora, abbiamo trovato l’interpretazione di un altro cantante, non sappiamo se dilettante o professionista. Non raggiunge il livello del famoso artista, ma almeno il canto ritrova la sua dimensione.

Di seguito potete leggere il testo.

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