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Eutanasia

Il criterio della morte cerebrale è ormai completamente delegittimato

Il criterio della morte cerebrale fu inventato cinquant’anni fa (1968) dall’università di Harvard come pretesto per giustificare i primi trapianti d’organi vitali.

di Alfredo de Matteo

Quest’anno ricorrono i cinquant’anni (1968) della prima definizione del criterio di morte cerebrale, ad opera di una commissione medica creata appositamente dall’università di Harvard per giustificare dal punto di vista etico i primi trapianti d’organi vitali. Sull’“Avvenire” del 4 febbraio è uscita un’interessante intervista, a firma di Lucia Bellaspiga, alla ricercatrice del Centro Neurolesi di Messina, Silvia Marino.
L’occasione è un incontro internazionale che si è svolto a Milano il 2 febbraio scorso sui disordini della coscienza, organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta.
La neurologa Marino si occupa da diversi anni di scandagliare i residui più nascosti della coscienza attraverso le tecniche di neuroimaging (immagini neurologiche) e di studiare le reazioni del cervello stimolato da suoni, odori ed immagini. Ai pazienti apparentemente privi di contatto con il mondo esterno e immobili da mesi o anni nel loro letto, spiega nell’intervista la ricercatrice, somministriamo stimoli di ogni genere, soprattutto grazie alla fondamentale collaborazione dei familiari. Mentre ciò avviene, attraverso la risonanza magnetica funzionale possiamo vedere se si attivano le aree del cervello del paziente. Continua a leggere

Eutanasia in Italia. Cosa prevede l’omicidio di Stato?

Vediamo in sintesi cosa prevede la legge per l’eutanasia approvata con il voto favorevole del Senato il 14 dicembre 2017. Ricordiamo che i partiti del centrodestra hanno favorito questa legge, tramite astensionismo in massa e voti favorevoli. In fondo all’articolo riportiamo i dati delle votazioni in Parlamento.

di Tommaso Scandroglio

Da oggi [14 dicembre 2017] il catalogo delle leggi intrinsecamente ingiuste varate dal nostro Parlamento si è arricchita di una nuova norma, quella sull’eutanasia, impudicamente definita “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.
Ricordiamo in sintesi quali sono gli aspetti più letali di questa legge (per un’analisi più dettagliata ci permettiamo di rinviare al libro Appuntamento con la morte). Quali sono i trattamenti che si possono rifiutare? Tutti, sia le terapie, anche salvavita, che idratazione e nutrizione, le quali non sono terapie e ad oggi, di per se stesse, non potrebbero essere fatte oggetto di rifiuto. La ventilazione non viene nominata, ma implicitamente farà parte del novero di trattamenti che si potranno rifiutare. Il paziente potrà rifiutare non solo l’attivazione di terapie anche salvavita (oggi già consentito) e presidi vitali quali idratazione e alimentazione, ma anche l’interruzione di terapie e presidi vitali già in essere (ad oggi vietati).
Dunque non solo si legittima l’eutanasia omissiva – io medico voglio lasciarti morire non dandoti le terapie utili a vivere (legittimazione già consentita oggi) – ma anche l’eutanasia commissiva, ossia attiva: io medico, ad esempio, ti stacco la Peg che ti alimentava ed idratava e così tu potrai morire. Non solo quindi il paziente potrà sottrarsi alle cure non sottoponendosi ad esse e così chiudere gli occhi per sempre, ma potrà chiedere al medico che lo aiuti a morire. Continua a leggere

Biotestamento, parla Gandolfini: “In un pronto soccorso il medico sarà obbligato a conoscere le DAT per prendersi cura del paziente”

Il neuropsichiatra Massimo Gandolfini (Comitato Difendiamo i nostri figli), ritiene l’approvazione del testo di legge sulle DAT «un altro strappo ai valori antropologici che si fondano sul bene prezioso ed insostituibile della vita, aprendo la strada all’autodeterminazione per la morte, legittimata e garantita dalla norma pubblica.
«Accadrà così che in un Pronto Soccorso, in presenza di un ictus cerebrale o di un arresto cardiaco per infarto, il medico sarà obbligato non già a tentare di salvare il paziente e restituirgli la salute, bensì – prima di tutto – a conoscere se e dove questi abbia scritto e depositato le sue DAT… poi, semmai, a prendersi cura di lui. E non avrà miglior sorte un neonato grande prematuro, per il quale chi “gestirà la potestà genitoriale” avrà la possibilità di pretendere che non venga alimentato per via artificiale, in previsione di possibili disabilità.
«E se il medico fosse contrario, si ricorrerà al giudice: ancora una volta sarà un giudice a decidere la vita o la morte di un piccolo: proprio come è accaduto a Londra al piccolo Charlie, la cui vita – dichiarata per via giurisprudenziale indegna di essere vissuta – è stata uccisa negandogli il sostegno vitale.
«Questo tragico connubio fra un legislatore che si crede un dio ed un giudice che non gli è da meno è tutto a scapito del vero bene del malato. Di questo i nostri concittadini devono essere ben consapevoli. Continua a leggere

In memoria di Charlie Gard, vittima della generazione più perversa e adultera

Siamo nell’estate dell’anno 2017, e la generazione attuale aggredisce crudelmente la vita, l’innocenza, la pietà religiosa. I capi e la massa, in fin dei conti, vanno nella stessa direzione.
Se il Signore Gesù definiva «perversa e adultera» (Mt 16, 4) la generazione di allora, la nostra, con i suoi misfatti, è la più perversa e adultera mai esistita.
Ad esempio, il bimbo Charlie Gard non ha potuto sottrarsi al sacrificio umano compiuto dai genitori, perché, come ha spiegato la madre, mentre abbigliata con un minivestito leggeva la sua sentenza di morte il 24 luglio scorso davanti al tribunale, il bimbo «ancora ci risponde», ma «la sua qualità di vita ormai non sarebbe quella che noi vorremmo per il nostro prezioso bambino».
È la «qualità di vita» che vale per questa generazione, non la vita stessa, neppure se del proprio bambino. E cosa conta per decidere della vita e della morte di un bimbo? «Quella che noi vorremmo», non quella che Dio vuole, una vita fatta di fede, amore, sacrificio e conquista, e non di orgoglio, ipocrisia, meschinità e piacere.
Perciò hanno deciso che «lo lasceremo andare e starà con gli angeli», levandoselo finalmente dai piedi, anche se non possono ammetterlo quelli che si rappresentano, tra le righe della loro sentenza di morte, come «i genitori devoti e amorevoli di Charlie». Continua a leggere

Eutanasia e tortura. Solo per alcuni, non per altri

di Massimo Viglione

Da decenni sinistri e “moderati” depenalizzano i reati di violenza, al punto che anche i più efferati assassini dopo pochi anni escono di carcere, mentre il delinquente comune, specie se non italiano, in carcere non ci va proprio.
Da decenni sinistri e “moderati” aggravano le pene per i presunti reati tributari, anche per i padri di famiglia, i pensionati o per uno scontrino non emesso. Ovvero, in carcere veramente vanno gli italiani.
Da decenni quindi sinistri e “moderati” hanno creato la mentalità che la vera unica colpa e vergogna è quella di non pagare le tasse a uno Stato che preleva fino al 60% delle entrate dei suoi cittadini, ovvero allo Stato più ladro e usuraio del mondo.
Da decenni sinistri e “moderati” creano un clima ostile all’intervento delle forze dell’ordine.
Da decenni sinistri e “moderati” stanno facendo entrare in Italia milioni e milioni di immigrati, i quali, spiantati dalle loro terre, sopravvivono quotidianamente senza fare assolutamente nulla e quindi finiscono – volenti o nolenti – per delinquere.
Ora, sinistri e “moderati” hanno pure creato il reato di tortura: ovvero hanno reso impossibile per le forze dell’ordine come per qualsiasi cittadino qualsivoglia tentativo di legittima difesa.
Ecco l’indovinello:
Perché da decenni sinistri e “moderati” fanno tutto questo? Continua a leggere

Lettera aperta al Dr. Silvio Viale

Caro Dr. Viale,

in questi giorni, informandomi su internet, ho saputo della sua pratica abortista, del suo turpiloquio, delle sue bestemmie e dei suoi proclami di morte nei confronti del bimbo Charlie Gard. Ho pure letto che è stata chiesta la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.
Non mi sono mai trovato a uccidere una creatura umana nel grembo di sua madre, o ad invocare l’assassinio di un bimbo malato, e come questo sia possibile rimane per me un terribile mistero.
Tuttavia, ho vissuto in prima persona qualcosa dei sentimenti che lei esprime. Poi, solo quando ho ritrovato la fede che mi era stata rubata con l’innocenza, ho compreso cosa mi era successo.
Oggi so che se lei è stato battezzato, è divenuto figlio di Dio, e in quel momento né il diavolo né il mondo potevano vantare diritti o paternità su di lei.
Se siamo figli di Dio, lo siamo anche di Maria Santissima, la Madre che in fondo al nostro cuore abbiamo almeno una volta sognato, e possiamo chiamarci fratelli.
Ma come si fa a nutrire la fede, quando nella nostra famiglia, intorno a noi, non vi è chi ci ama con tutto il cuore, chi darebbe la vita per difendere la nostra innocenza? Continua a leggere

La scala di satana. Dal rifiuto dei figli alla dittatura sodomitica

La società satanica in cui viviamo, di certo le nostre generazioni più anziane ai loro tempi non potevano nemmeno immaginarsela.
Era ovviamente già nella mente del demonio e dei suoi adepti, satanisti e massoni. Con questi sono da sempre alleati gli atei e i falsi credenti, quei ribelli che si dichiarano “cattolici”.
La gente perduta di queste quattro categorie ha sempre lavorato per gli stessi obiettivi, procedendo di pari passo.
La società della contraccezione e dell’aborto, del divorzio e dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali e dell’utero in affitto era inimmaginabile per i nostri nonni più vecchi. Continua a leggere

Medici olandesi praticano l’eutanasia su una vittima di abusi sessuali a causa di sofferenza mentale “incurabile”

11 maggio 2016 (LifeSiteNews.com) – Una donna sui vent’anni, che soffriva di sindrome da stress post-traumatico dovuta ad abusi sessuali, l’anno scorso è stata sottoposta a eutanasia dietro sua richiesta da alcuni medici, dopo che questi avevano dichiarato che la sua sofferenza era “incurabile”, stando a un recente articolo del giornale britannico “Daily Mail”.

Hanno stabilito che la donna, della quale non è stata resa nota l’identità, fosse in grado di scegliere l’eutanasia, nonostante soffrisse di “grave anoressia, depressione cronica e sbalzi d’umore di tipo suicida, tendenza all’autolesionismo, allucinazioni, ossessioni e compulsioni,” riferisce il “Mail”. Continua a leggere

George era stato dichiarato morto cerebralmente in seguito a un ictus e si stava per procedere all’espianto di organi, quando all’improvviso…

Suo padre ha impugnato la pistola e ha minacciato di sparare ai medici che stavano per procedere. E’ allora che George si è risvegliato e ha recuperato pienamente la salute

di Alfredo De Matteo

Il concetto di morte cerebrale, lungi dal soddisfare pienamente i criteri di accertamento della morte (storicamente determinata dalla cessazione di tutte le funzioni vitali di un organismo umano), fu elaborato nel 1968 da un comitato dell’Harvard Medical School, appositamente istituito per fornire una legittimazione scientifica e giuridica alla pratica dei trapianti di organi vitali, che notoriamente non può effettuarsi da cadavere. Continua a leggere

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