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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Fedeltà

È giusto Dio o sono giusto io?

La domanda che abbiamo scelto per titolo è semplice e non sarà difficile rispondere: «È giusto Dio o sono giusto io?». Ma sarà pure interessante per i lettori sapere com’è nata.
Circa una settimana fa, ho ricevuto una notizia presa da Facebook.
La parte centrale del messaggio diceva che i padri di due noti politici di sinistra sono azionisti della Open Society Foundations di George Soros. Parliamo del ricchissimo speculatore americano di origini ungheresi, che finanzia i progetti anticristiani nel mondo.
Solo dopo aver letto la notizia, che non mi meraviglia, ho notato cosa c’era scritto poco più sopra: «Maledetti!».
Quindi il Signore Gesù è morto in croce per salvare ogni anima, e i presunti cristiani maledicono? Ma allora anche per loro, come per Soros e gli altri, è vano l’amore di Cristo, il suo Sacrificio della Croce!
Anche per questi presunti giusti che maledicono, il Signore ha detto la parabola del fariseo e del pubblicano, «per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri» (Lc 18,9).
Chi è il fariseo? È quello che cambia la giustizia di Dio nella sua giustizia personale, il Vangelo di Cristo nel “vangelo secondo me”, e divide le persone tra amici e spazzatura, tra i simpatici e le persone che il fariseo ritiene degne solo di essere colpite, annientate, condannate per sempre. Continua a leggere

Presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary

This is the presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary, which is the English version of La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, one of my new Italian books.

(Questa è la presentazione di The Way of Purity: To be true children of Mary, la versione inglese de La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, uno dei miei nuovi libri in italiano).

Dear Reader,

I present to you a book that has to do with the greatest questions of our life.
As you can already notice from the title, everything here is seen from the standpoint of purity and devotion to Our Lady, two aspects of a believer’s life that are inseparable.
We need to share the treasure of faith, love and purity especially nowadays, when all of this is fought against like never before in human history.
It is a fiery battle indeed, or rather a war that will mark the end of a decaying world and the renewal of all that exists. Continue reading “Presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary”

Il ringraziamento alla Comunione. Se non vogliamo perdere anche la fede

Nell’Eucaristia noi riceviamo Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Così viene insegnato ancora oggi, nonostante le profanazioni di chi ammette gli adulteri ai sacramenti.
Intanto, va precisato che la Messa oggi comunemente celebrata non è più la Messa tradizionale cattolica, chiamata tridentina, gregoriana o antica, e popolarmente detta Messa in latino. Si tratta invece di una Messa inventata da un certo Mons. Annibale Bugnini e accolta da Papa Paolo VI con la riforma liturgica del 1969.
Papa San Pio V, quando diede forma definitiva alla S. Messa tradizionale, stabilì che dovesse rimanere lecita e obbligatoria non solo per il suo tempo, ma per sempre (bolla Quo Primum del 1570).
Fra l’altro, mentre nella Messa in latino la SS. Eucaristia viene ricevuta nel modo più riverente, in ginocchio e nella bocca, nella Messa riformata viene ricevuta nel modo più irriverente, in piedi e sulla mano. E quanti dei cattolici che vanno a comunicarsi hanno la dignità e il coraggio di inginocchiarsi al momento di ricevere Gesù Eucaristia? Continua a leggere

Il silenzio in chiesa. Dall’omelia di un Padre carmelitano

Il Padre carmelitano Giorgio Maria Faré svolge un importante apostolato, anche attraverso i moderni mezzi di comunicazione. Abbiamo trascritto per i nostri lettori e chiunque altro gran parte di una registrazione di una sua omelia recente. Riguarda un argomento che ha implicazioni molto serie, il silenzio in chiesa.

[…] E notiamo che i profanatori non stavano nel tempio, ma nel cortile più esterno al tempio, dove era lecito anche ai pagani di entrare. Era uno dei cortili, non era il Santo e non era il Santo dei Santi, e ciò nonostante Gesù caccia fuori tutti. Quindi ci viene da pensare che non è sacro solo il tempio, ma tutto ciò che ne è attinenza, che ne è completamento.
Pensiamo ai giorni nostri, pensiamo alla sacrestia, per esempio, e a tutto quello che serve al culto divino. Ciò che appartiene a Dio non va mai profanato con un comportamento irrispettoso, che ha a cuore i propri interessi, le proprie faccende anche se importanti.
Pensiamo alle nostre chiese: quante volte si vede la gente entrare, correre, andare, fare, da una parte all’altra, durante la Messa, senza neanche un atto di adorazione verso il Santissimo Sacramento, se non un inchino, una genuflessione sgangherata, un segno di croce brutto, buttato lì, senza nessuna percezione, coscienza che sei alla presenza di Dio. Per credere questo bisogna credere nell’Eucaristia, ma credere nell’Eucaristia non è che sia una cosa così diffusa, oggi. Continua a leggere

Come vincere la solitudine?

In un precedente articolo abbiamo detto che la solitudine è rimanere soli con se stessi, o stare in compagnia di altri, ma senza rivolgere lo sguardo a Gesù Cristo, nostra Via, Verità e Vita.
Solo il nostro rapporto sincero e profondo con il Signore Gesù sconfigge la solitudine. Solo Gesù, nella Trinità Divina e con Maria nostra Madre, può restare sempre con noi, abitare nel nostro cuore, nel profondo della nostra anima, e donare pienezza alla nostra vita.
Se osserviamo i Comandamenti e ci impegniamo nella preghiera, possiamo arrivare a sentire presenti dentro di noi Gesù e la Madonna, come pure ogni Persona della SS. Trinità.
Può però succedere che per un’incolpevole aridità spirituale (vissuta anche dai Santi) non riusciamo a sentirli in noi. Ma anche allora c’è una comunicazione, e la fede ci dice che la loro presenza in noi non viene mai meno.
Più spesso possibile, rivolgiamoci a Gesù o a Maria realmente presenti dentro di noi, e affidiamo a Gesù o a Maria, che ci porta sempre a Gesù, il nostro stato d’animo, quel pensiero, quella parola o quell’azione, che così diventano belli, puri e secondo la Volontà di Dio. Continua a leggere

È giusto negare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica?

Da qualche settimana ho notato che su internet alcuni siti amici propongono seriamente di negare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica. Per chi, magari giovane o straniero, non sapesse di che si tratta, lo spieghiamo brevemente: è una frazione, devoluta se vogliamo alla Chiesa Cattolica, dell’importo dovuto allo Stato per la tassa dell’Irpef, pagata da tutti i residenti in Italia che abbiano un reddito.
Mi ha colpito in particolare una lettera di un sacerdote, pubblicata dal caro Marco Tosatti sul suo blog Stilum Curiae (qui l’articolo). Quel sacerdote afferma che da tre anni non versa più l’8×1000 alla Chiesa Cattolica!
Le argomentazioni della lettera si possono riassumere in tre punti: 1) la Chiesa Cattolica è pervasa da eresia e malvagità, e quindi le va negato il sostegno economico; 2) il clero sano troverà comunque l’aiuto, perché Dio nella sua Provvidenza non glielo farà mancare; 3) tale vero o presunto sacerdote cattolico destina l’8×1000 alla chiesa ortodossa, cioè agli scismatici. All’origine del loro credo c’è infatti lo Scisma d’Oriente del 1054, con il quale gli ortodossi si separarono dalla Chiesa e incorsero nella scomunica.
Sull’ultimo punto non avevo dubbi: si tratta di favoreggiamento nei confronti di chi nega la retta fede cattolica. Sul resto, non ero minimamente convinto di quanto leggevo, ma avevo bisogno di chiedere consiglio. Sentivo un’aria di religione fai da te, che come sempre diventa più che “fai”, “disfai da te”. Chi vuol fare di testa sua non ha lo Spirito Santo, che è Spirito di Sapienza e di unità.
E siccome grazie a Dio ho un Padre spirituale che non parla a nome di se stesso, ma di Cristo e della sua Chiesa, ho fatto ricorso al suo prezioso consiglio.
Di seguito riporto solo quello che mi ha detto il Padre, e dopo, in maniera riconoscibile, aggiungerò altre mie osservazioni. Continua a leggere

Volgarità e oscenità. «La bocca parla dalla pienezza del cuore»

Il Signore Gesù, rivolgendosi agli uomini del suo tempo, in particolare ai farisei, avverte così loro e tutti noi (Mt 12,34-36):

Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio.

Ora, se una piccola bugia o una frase sciocca sono già parole infondate, cosa dire della volgarità e dell’oscenità?
La volgarità consiste nel portare all’attenzione di altre persone, in modo violento e a sproposito, cose che di per sé sono poco onorevoli e pulite. Per far questo le si chiama con il loro nome o addirittura si usano delle parole nate da un’ispirazione diabolica per dare più evidenza alle cose sporche. Sono le cosiddette parole volgari, anche se, come appena detto, è volgare qualsiasi riferimento a certe cose, anche con parole di per sé corrette, quando viene fatto in modo violento e a sproposito.
Il comportamento volgare può essere fatto di parole, ma anche di atti che ottengono lo stesso effetto. Continua a leggere

Innamorarsi e amarsi oggi

Si può parlare di innamoramento e amore con lo sguardo della fede, oppure se ne può parlare come ne parla il mondo.
Per i mondani nostri contemporanei, qualsiasi relazione che porti alla confidenza sensuale è amore, tra due persone qualsiasi, di qualsiasi età, con qualunque storia alle spalle, compreso un matrimonio che sia tuttora valido.
Per i fedeli di Cristo Signore, la questione è molto semplice: Dio è Vita, Verità e Amore, e non c’è altro amore, come non c’è altra vita, se non quello che Dio ci dona. Solo Dio può benedire un uomo e una donna, come ha fatto un tempo per Adamo ed Eva, e consacrarli nell’amore, unendoli con un vincolo indissolubile, posto tra Cielo e terra. Un amore così è chiamato ad essere fecondo e a farsi vita, nel tempo e nell’eternità, per i figli mandati da Dio a quella coppia di sposi.
Chi cammina nelle vie di Dio, uomo o donna, ragazzo o ragazza, sa che il matrimonio è una vocazione, non un gioco da fare come pare e piace. Purtroppo, oggi ci sono pure tanti genitori che fanno giocare i loro figli all’amore, fin da bambini, con i compagnetti e le compagnette di scuola.
Vocazione vuol dire chiamata. Dio, che ci ha donato la vita e tutto quello che abbiamo, ci dona anche la vocazione, alla vita consacrata o al matrimonio.
Se il matrimonio è la nostra vocazione, dobbiamo aspettarci la donna o l’uomo della nostra vita non dal caso, ma da Dio stesso, che ha già creato l’altra metà del nostro amore. Facendo in tutto, e non solo in parte, la Volontà di Dio, potremo incontrare l’amore vero, l’amicizia vera, le occasioni vere. Continua a leggere

Quante bestemmie!

Da «Il Settimanale di Padre Pio» – 29 aprile 2018 – n. 17 – Rubrica Risposte ai lettori.

Da un po’ di tempo quando esco per la strada sento facilmente bestemmiare, con una naturalezza e semplicità che non mi ricordavo in tempi anteriori. Che sia forse questo un segno, oltre che del degrado morale e religioso attuale, anche di eventi soprannaturali che stanno per compiersi? Mi sembra che nella Bibbia la bestemmia diffusa sia stata spesso portatrice di grandi castighi sul popolo di Dio…

Livio U.

La bestemmia, come lei sa, è un insulto fatto a Dio. Se tutti i codici di diritto interno alle singole nazioni prevedono sanzioni penali per chi insulta un cittadino, tanto più in campo religioso si deve ritenere grave l’insulto fatto al Signore Dio, che essendo puro e onnipotente non merita alcun insulto ma anzi lode, supplica, benedizione e ringraziamento da parte di noi sue creature.
«La bestemmia si oppone direttamente al secondo comandamento. Consiste nel proferire contro Dio – interiormente o esteriormente – parole di odio, di rimprovero, di sfida, nel parlare male di Dio, nel mancare di rispetto verso di Lui nei propositi, nell’abusare del nome di Dio. San Giacomo disapprova coloro “che bestemmiano il bel nome [di Gesù] che è stato invocato” sopra di oro (Gc 27,7). La proibizione della bestemmia si estende alle parole contro la Chiesa di Cristo, i santi, le cose sacre» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2148). Continua a leggere

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