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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Fedeltà

Presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary

This is the presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary, which is the English version of La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, one of my new Italian books.

(Questa è la presentazione di The Way of Purity: To be true children of Mary, la versione inglese de La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, uno dei miei nuovi libri in italiano).

Dear Reader,

I present to you a book that has to do with the greatest questions of our life.
As you can already notice from the title, everything here is seen from the standpoint of purity and devotion to Our Lady, two aspects of a believer’s life that are inseparable.
We need to share the treasure of faith, love and purity especially nowadays, when all of this is fought against like never before in human history.
It is a fiery battle indeed, or rather a war that will mark the end of a decaying world and the renewal of all that exists. Continua a leggere

Una figlia adottiva e la sua madre naturale. Una storia di vita, fede ed eroismo

Sabato 20 maggio si terrà a Roma la Marcia per la Vita. Mentre il mondo sprofonda nell’oscurità, lasciamoci conquistare dalla luce che si trova nella storia di una figlia adottiva e della sua madre naturale. Una storia in cui trionfano la vita, la fede e l’eroismo.

1 maggio 2017 – Per tutta la vita mi è stato fatto sentire quanto ero speciale, perché ero tanto amata non solo da due genitori, ma da un altro ancora.

La gente mi faceva domande sui miei genitori “veri”, ma io sapevo che i miei genitori adottivi erano i miei “veri genitori”. Avevo sempre saputo di essere stata adottata, e come la maggior parte dei figli adottivi, ero restia a cercare i miei genitori naturali, perché temevo di far soffrire i miei genitori. Poi nel 1989, con il benestare dei miei genitori, incominciai la ricerca.

L’agenzia che aveva facilitato la mia adozione non poteva indicarmi una persona precisa, ma quello che mi dissero mi turbò. Mentre ai miei genitori era stato detto che mia madre era morta durante il parto, i dati riportavano che a quel tempo lei aveva 22 anni e soffriva di “nervosismo”.

“Nervosismo”? Che voleva dire? Continua a leggere

L’invenzione del prete in borghese. Per una storia dell’abito sacro

Nella storia della Chiesa abbiamo avuto anche per l’abito prima una crescente consapevolezza e poi il declino, soprattutto nel XX secolo.
Seguiremo, molto in sintesi, il racconto fatto da Don Michele De Santi nel suo libro L’abito ecclesiastico, sua valenza e storia, dove l’autore si riferisce più che altro al clero maschile.
Come sappiamo, dopo la venuta del Signore Gesù i cristiani subirono persecuzioni non per poco tempo, ma per circa tre secoli.
Nei primi secoli (I-V), i sacerdoti non portavano vesti diverse da quelle dei laici. Finché duravano le persecuzioni, era impensabile darsi un segno riconoscibile dal potere imperiale. In più, la veste usata nell’Impero Romano aveva un aspetto molto dignitoso e scendeva all’incirca fino ai talloni. Continua a leggere

L’abito fa il monaco? Eccome!

Prossimamente su questi schermi (per navigatori) racconteremo, in breve, la storia dell’abito di preti e religiosi. Quello che da solo, come dice il proverbio, non fa il monaco, ma non c’è vero monaco senza l’abito.
Anche le persone consacrate si rivelano con il loro modo di presentarsi. E dalla situazione dell’abito sacro si comprende quella della Chiesa.
La responsabilità più grande ricade sul Papa, i cardinali e i vescovi. Spetta a loro per primi obbligare il clero a portare l’abito sacro.
Tradizionalmente, i consacrati indossano un abito lungo fino ai talloni (per cui si chiama “talare” la veste nera dei preti). Il modello può variare, ma ha sempre una sua bellezza semplice e austera.
Preti e religiosi devono essere coperti quasi interamente per mostrare che si mantengono casti e riservati a Dio. Continua a leggere

Le meraviglie dell’unione con la Divina Volontà

Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta (12 Luglio 1937)

Sono tra le braccia del Volere Divino, il Quale più che vigile sentinella, non solo vuol farsi vita di ogni mio atto, ma penetrando in ogni nascondiglio del mio cuore e della mia mente, mi richiama se tutto ciò che entra in me non è parto del Fiat. Ed il mio sempre amabile Gesù, visitando la piccola anima mia ed atteggiandosi a Maestro, perché in tutto vuole ammaestrare la figlia sua, mi ha detto:
“Figlia benedetta della mia Volontà, tu devi sapere che le riflessioni proprie, le impressioni, le oppressioni, le malinconie, i dubbi, i piccoli timori, impediscono le riflessioni divine, le impressioni sante, il rapido volo verso il Cielo, le gioie del vero bene, la pace celeste; esse sono come tante pietrucce gettate dentro un lago, mentre la persona si sta rimirando in quelle acque limpide come dentro uno specchio e vede tutta intera la sua persona, bella e ordinata qual è. Ora che succede? Mentre si sta rimirando in quelle acque tersissime, se viene gettata in quel lago una piccola pietruccia, l’acqua si increspa, si intorbida e forma tanti giri e rigiri da intorbidire tutta l’acqua e della povera persona che si stava rimirando che è avvenuto? Continua a leggere

Bambini “rumorosi” in chiesa?

Domanda e risposta tra una lettrice e «Il Settimanale di Padre Pio»

Ho bambini piccoli che fanno molto caos… e spesso durante la Messa domenicale ho avuto belle umiliazioni da parte di alcuni parrocchiani, perché non riuscivano a seguire la Messa in “santa pace”! In questi casi si è scusati dal non partecipare alla Messa domenicale quando non si possono lasciare i bambini a casa da soli? A che età diventa un obbligo anche per i bambini la Messa domenicale? Grazie.

Assunta F.

Cara Signora, Gesù ci dice: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio» (Mc 10, 14). Cosa voleva dire però Gesù? Non certo che i bambini bisogna portarglieli per forza, anche quando non vogliono. Sarà Lui con la sua divina dolcezza a chiamarli dal profondo del cuore e farli avvicinare a Sé al momento opportuno. Quando sono troppo piccoli e hanno solo voglia di giocare sembra una forzatura costringerli a seguire lunghe liturgie che non capiscono. Bisognerebbe con linguaggio adeguato cominciare a spiegare loro con pazienza il significato della liturgia, rito per rito, come se fosse un gioco, in modo da farli partecipare all’evento, come già si fa in alcune parrocchie dove si offrono opportunità di catechesi anche per i più piccoli. Continua a leggere

Palermo. Il Vescovo in bicicletta toglie la parrocchia e impone il silenzio al prete critico

di Marco Tosatti

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia di cui è responsabile entro quindici giorni, di mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. Qui sotto l’annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere “in comunione ecclesiale”.

Don Minutella - comunicato Continua a leggere

Verità e Amore, un linguaggio da ritrovare

Dio è Verità e Amore, ma prima di tutto Verità. Si insegna giustamente che la Verità può dirci cos’è l’Amore, ma l’Amore, da solo, non può dirci cos’è la Verità.
C’è una profezia di Nostro Signore Gesù Cristo che vale per gli ultimi tempi (Lc 18, 8): «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Guardiamo adesso l’umanità che abita sulla terra. La fede è quasi scomparsa, perché nella Chiesa Cattolica, la Chiesa universale, si crede in un dio inventato dall’uomo, un dio che giustificherebbe il peccato.
Molti di più non credono affatto, oppure adorano un dio che non è Padre (i non cristiani) o satana stesso (gli occultisti).
Ora, Dio si fa comprendere attraverso un linguaggio, che deve essere parlato innanzitutto dai genitori con i propri figli. E poiché Dio è Verità e Amore, anche il linguaggio per far conoscere Dio deve essere un linguaggio di Verità e Amore. A questo linguaggio poi deve corrispondere la sostanza, la vita vissuta. Continua a leggere

Voglio confessarmi bene!

Anni fa, ai tempi di Benedetto XVI regnante, era disponibile in un Santuario mariano un pieghevole intitolato Voglio confessarmi bene!, di cui abbiamo conservato una copia come un tesoro prezioso. S’incentra sui Dieci Comandamenti, con una serie di domande per esaminare davvero a fondo la nostra vita. Lo riportiamo integralmente.

Maria Vergine, Madre di Misericordia, abbi pietà di me!

PREGHIERA

O Dio, nostra salvezza, che con la Croce del Tuo Figlio hai spezzato il giogo del peccato, aiutami a sentire il peso delle mie colpe e a confessarle con umiltà.
Rendimi la gioia di essere salvato per lodare la Tua misericordia e vivere nella Tua pace. Amen.
Signore Gesù Cristo, figlio di Davide, abbi pietà di me!

Per fare una buona Confessione si richiedono cinque cose: Continua a leggere

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