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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Francescani dell’Immacolata

Servire Dio con generosità

«In ogni cosa e sempre, più rettitudine di intenzione, più esattezza, più puntualità, più generosità nel servizio del Signore, e allora sarai quale il Signore vuole che tu sia.»
Padre Pio

Questo pensiero di padre Pio si presenta come l’esatto quadro della nostra vita cristiana, che molto spesso ha tutte le caratteristiche tipiche di una vita cristiana non riuscita, incompleta, ridotta, perché regolata e dominata dalla “mediocrità”.
Non si è sbandati, non si è fuori strada, non si è motivo di scandalo, non si è anticristiani e nemmeno cristiani del tutto indifferenti: non si è nulla di tutto questo, è vero; ma non si è neppure cristiani ferventi, determinati, generosi nel donarsi e nel sacrificarsi per Cristo e per la sua Chiesa.
Che cosa si è, allora? L’unica risposta più vera e concreta è questa: si è dei cristiani mediocri. Si potrebbe anche dire che si è dei cristiani ordinari, alla buona, senza infamia e senza lode. In sostanza, la mediocrità è la veste interna ed esterna di questi cristiani che sono presenti e che vogliono operare nel Corpo della Chiesa soltanto in misura ridotta, mortificando il potenziale di grazie che avrebbero a disposizione: si potrebbe anche dire, in effetti, che sono cristiani dimezzati. Continua a leggere

Desiderare la Volontà di Dio

«Il dovere prima di ogni altra cosa, anche se santa.»
Padre Pio

Quando la Madonna a Fatima raccomandò ai tre pastorelli, Lucia, Francesco e Giacinta, di fare molta penitenza e preghiera, i pastorelli chiesero, con ingenuità e candore: «In che cosa consiste la penitenza?». E la Madonna spiegò loro che la prima e più importante “penitenza” consiste nel compiere bene i dovere di ogni giorno. I pastorelli compresero la lezione della Madonna, e da quel giorno la loro obbedienza ai genitori, in ogni cosa da fare a casa, divenne più completa e pronta; così la loro preghiera giornaliera e il loro lavoro di pastorelli.
L’insegnamento della Madonna era semplice e sostanziale: ogni altra penitenza, per quanto buona o eccezionale, è sempre secondaria rispetto alla penitenza dei propri doveri, perché i doveri di ogni giorno sono la più certa Volontà di Dio da compiere per salvarsi e santificarsi. Continua a leggere

Saper riprendere con dolcezza

Padre Stefano M. Manelli, FI

In un colloquio istruttivo con un suo confratello cappuccino, padre Pio, un giorno, gli disse che nel trattare con gli altri non bisogna mai usare modi duri e aspri. A queste parole, il confratello rispose a padre Pio dicendo che, di fatto, egli non usava mai modi aspri. Ma padre Pio gli ribatté: «Tu sei troppo amaro e alle volte aspro nel riprendere», mentre «bisogna, anche nel riprendere, saper condire la riprensione con modi garbati e dolci».
A questo punto, il confratello ammise: «Hai ragione, mi pare di essermi sforzato di essere gentile e garbato; ma quando vedo che con ciò non ottengo nulla, allora scatto».
Padre Pio gli parlò quindi di Gesù «mite e umile di cuore», aggiungendo: «Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po’ di durezza». Continua a leggere

“Ascolta la Parola di Dio e tienila nel cuore”

Padre Stefano M. Manelli, FI

Mai come oggi, nella frenesia del quotidiano, è importante riservare almeno 20 minuti ogni giorno per l’orazione mentale che impegna il cuore e la mente a meditare sulla vita e sulle parole di Nostro Signore. È Lui la Luce del mondo, l’Acqua viva, il Maestro: è dunque da Lui e per mezzo di Lui che si viene illuminati, ristorati e guidati.

Per ascoltare con frutto la Parola di Dio, che è di importanza vitale per la vera vita cristiana, ecco il “consiglio” che ci viene dalla Madonna del Buon Consiglio, da mettere in pratica fedelmente: ogni giorno dobbiamo ritagliarci almeno 20 minuti di tempo per raccoglierci, stando possibilmente da soli, a casa o in chiesa o in un altro luogo adatto alla custodia dei sensi esterni e alla concentrazione della mente, per non essere distratti da persone o da altre cose.
Bisogna avere fra le mani un libro adatto per la meditazione: può essere il Vangelo, anzitutto, o un libro spirituale, la vita di un santo o di una santa…
Si comincia con un’invocazione allo Spirito Santo: «Vieni, Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore».
Si invoca la Madonna con la recita di un’Ave Maria e con la giaculatoria: “Madonna del Buon Consiglio, prega per noi”.
Si comincia a leggere per pochi minuti qualche pagina del libro e poi ci si ferma a riflettere attentamente, esaminandoci sui nostri difetti e peccati per poterci correggere e migliorare giorno per giorno. Continua a leggere

Per ben recitare il Santo Rosario

“Nella recita del Santo Rosario l’attenzione deve essere posta all’Ave, al saluto che rivolgiamo alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri Ella era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore.”

Padre Pio

Non è rara questa domanda da parte di chi recita il Santo Rosario: «Nella recita del Rosario su che cosa bisogna riflettere? Alle parole dell’Ave Maria o al mistero che viene proposto alla contemplazione?».
Se è importante la domanda, ancora più importante è la risposta. Padre Pio risponde, come al solito, con la semplicità e la luminosità che tutto spiegano senza forzature. La sua risposta è questa: nella recita del Santo Rosario anzitutto «l’attenzione deve essere posta all’Ave»; e non può essere altrimenti, perché se sto recitando l’Ave Maria è ovvio che debbo pensare alle parole che dico, le quali mi mettono a colloquio diretto con la Madonna.
L’incontro e il colloquio con la Madonna, però, tramite la recita delle Ave Maria, non avvengono in astratto o solo idealmente, ma si localizzano, potrebbe dirsi, nel singolo mistero del Rosario proposto alla contemplazione. Ossia: se con le parole dell’Ave mi rivolgo alla Madonna, mi rivolgo, però, a Lei vedendola all’interno del mistero proposto alla contemplazione. La Madonna, infatti, «in tutti i misteri era presente», dice padre Pio, ed è a Lei, come la vedo in quel preciso mistero proposto, che mi devo rivolgere direttamente, incontrandola, parlandole e contemplandola. Continua a leggere

Ieri ho visto Padre Stefano M. Manelli – Silvano Dottori

Ave Maria! Voglio condividere un’esperienza edificante: ieri ho incontrato Padre Stefano Manelli!
Sono andato al Santuario di N.S. di Pontelungo con i miei due nipotini, uno di 3 anni, l’altra di due, per chiedere una benedizione, come spesso accade.
La piccola mi è scappata di mano e si è precipitata verso l’interno, dove c’è l’ascensore che porta ai piani superiori: in quel momento si è aperta la porta dell’ascensore ed è apparsa l’autorevole figura di Padre Stefano, appoggiata ad un bastone.
Il suo viso assorto, vedendo la piccola peste si è immediatamente illuminato, un dolce sorriso si è aperto sulla sua bocca e si è inchinato verso la bimba, per una carezza, estesa poi anche al fratellino. Si è quindi fermato per qualche minuto, interessandosi dei bimbi e scambiando qualche parola con il sottoscritto.
La sua voce era flebile, il viso tradiva momenti di sofferenza, lo sguardo si alternava dal triste al faceto a seconda dell’argomento del momento. Comunque sempre sereno, trasmetteva fortezza, sicurezza, fiducia. Continua a leggere

Una voce coraggiosa si leva

di Padre Paolo M. Siano

Pochi giorni fa, 21 gennaio, è stato un anniversario importante per la storia di noi Francescani dell’Immacolata (FI). In quel giorno di 6 anni fa (2012) si svolse nel nostro convento romano in via Boccea l’incontro tra l’allora Consiglio Generale FI da un lato, e dall’altro 5 frati (due americani e tre italiani) contestatori della persona e del governo di padre Stefano Manelli, fondatore e Ministro generale.
Il sottoscritto, insieme ad altri docenti dell’allora Seminario FI e responsabili della formazione, fu invitato da P. Manelli a partecipare all’evento. L’incontro, durato un’intera giornata in due sessioni, fu sconvolgente per la quantità e veemenza di accuse velenose mosse contro padre Manelli.
Col senno di poi si comprende che quelle accuse sarebbero state poi gradualmente dispiegate e sviluppate nel dossieraggio e nella guerra ecclesiastica, mediatica e giudiziaria condotta contro padre Manelli, guerra promossa e/o avallata da alcuni ecclesiastici (anche vaticani), frati, laici, e un prete diocesano un po’ “tridentino”… In questi 6 anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia Famiglia Religiosa (Frati, Suore, Laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del Padre Fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II. Continua a leggere

Amore amaro

«Ama Gesù, amalo tanto, ma per questo ama di più il sacrificio. Amore vuole essere amaro.»
Padre Pio

Tra le frasi di Padre Pio, questa sembra essere una delle più note. Soprattutto l’espressione caratteristica: «Amore vuole essere amaro». Padre Pio non temeva di insegnare che su questa terra l’amore più genuino e sostanzioso è l’amore amaro, così come nel Regno dei cieli, al contrario, avremo soltanto l’amore beatifico e gioioso.
La scuola dell’amore amaro ci viene anzitutto e soprattutto da Gesù stesso. La sua nascita nella povera stalla di Betlemme è stata tutta amore per noi, ma amore amaro; la sua circoncisione con il versamento del primo sangue divino, è stata ancora amore amaro per noi; la sua fuga in Egitto, come un esiliato sotto minaccia di morte, è stata ancora amore amaro per noi; la vita trascorsa a Nazareth per circa trent’anni nel nascondimento e nel silenzio, nella povertà e nel sacrificio è stato ancora amore amaro per noi; le incomprensioni, le insidie e le persecuzioni degli scribi e dei farisei durante la sua vita pubblica sono state tutto amore amaro per noi e, infine, le sofferenze e le ignominie patite durante i giorni della sua Passione e Morte, con il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, la fuga degli Apostoli, sono state ancora più amore amaro fino alla feccia per noi uomini da salvare. Continua a leggere

Tutto per amore di Gesù

«Quanto è buono il Signore con tutti; ma quanto più buono si dimostra con chi ha seri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli e di aspettare che si adempiano i divini disegni.»

Padre Pio

Gesù ama tutti. È morto per tutti. Vuole la salvezza di tutti. Ha offerto il suo Sangue per tutti, riaprendo le porte del Paradiso a tutti. Nessuno può essere escluso da questa bontà misericordiosa del Signore. Tutti possono ritrovarsi in Lui e avere un posto nel suo Cuore.
Per questo Padre Pio può esclamare: «Quanto è buono il Signore con tutti». È la verità, questa. È la consolante verità che dovrebbe accompagnarci in ogni ora della nostra vita, a salvaguardia dei timori e pericoli che ci circondano, a garanzia che c’è sempre chi ci vuole bene, senza venire mai meno: Gesù!
Ma se Gesù è tanto buono con tutti, scrisse Padre Pio, «quanto più buono si dimostra» con coloro che lo ripagano sforzandosi di coltivare «veri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli»!
È chiaro, infatti, che molto «più buono» Egli è con chi lo ama lottando contro tutto ciò che può offenderlo o amareggiarlo, cercando in ogni pensiero o parola, in ogni desiderio e azione, soltanto ciò che piaccia a Lui, che sia di suo gusto. Continua a leggere

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