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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Francescani dell’Immacolata

Per ben recitare il Santo Rosario

“Nella recita del Santo Rosario l’attenzione deve essere posta all’Ave, al saluto che rivolgiamo alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri Ella era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore.”

Padre Pio

Non è rara questa domanda da parte di chi recita il Santo Rosario: «Nella recita del Rosario su che cosa bisogna riflettere? Alle parole dell’Ave Maria o al mistero che viene proposto alla contemplazione?».
Se è importante la domanda, ancora più importante è la risposta. Padre Pio risponde, come al solito, con la semplicità e la luminosità che tutto spiegano senza forzature. La sua risposta è questa: nella recita del Santo Rosario anzitutto «l’attenzione deve essere posta all’Ave»; e non può essere altrimenti, perché se sto recitando l’Ave Maria è ovvio che debbo pensare alle parole che dico, le quali mi mettono a colloquio diretto con la Madonna.
L’incontro e il colloquio con la Madonna, però, tramite la recita delle Ave Maria, non avvengono in astratto o solo idealmente, ma si localizzano, potrebbe dirsi, nel singolo mistero del Rosario proposto alla contemplazione. Ossia: se con le parole dell’Ave mi rivolgo alla Madonna, mi rivolgo, però, a Lei vedendola all’interno del mistero proposto alla contemplazione. La Madonna, infatti, «in tutti i misteri era presente», dice padre Pio, ed è a Lei, come la vedo in quel preciso mistero proposto, che mi devo rivolgere direttamente, incontrandola, parlandole e contemplandola. Continua a leggere

Ieri ho visto Padre Stefano M. Manelli – Silvano Dottori

Ave Maria! Voglio condividere un’esperienza edificante: ieri ho incontrato Padre Stefano Manelli!
Sono andato al Santuario di N.S. di Pontelungo con i miei due nipotini, uno di 3 anni, l’altra di due, per chiedere una benedizione, come spesso accade.
La piccola mi è scappata di mano e si è precipitata verso l’interno, dove c’è l’ascensore che porta ai piani superiori: in quel momento si è aperta la porta dell’ascensore ed è apparsa l’autorevole figura di Padre Stefano, appoggiata ad un bastone.
Il suo viso assorto, vedendo la piccola peste si è immediatamente illuminato, un dolce sorriso si è aperto sulla sua bocca e si è inchinato verso la bimba, per una carezza, estesa poi anche al fratellino. Si è quindi fermato per qualche minuto, interessandosi dei bimbi e scambiando qualche parola con il sottoscritto.
La sua voce era flebile, il viso tradiva momenti di sofferenza, lo sguardo si alternava dal triste al faceto a seconda dell’argomento del momento. Comunque sempre sereno, trasmetteva fortezza, sicurezza, fiducia. Continua a leggere

Una voce coraggiosa si leva

di Padre Paolo M. Siano

Pochi giorni fa, 21 gennaio, è stato un anniversario importante per la storia di noi Francescani dell’Immacolata (FI). In quel giorno di 6 anni fa (2012) si svolse nel nostro convento romano in via Boccea l’incontro tra l’allora Consiglio Generale FI da un lato, e dall’altro 5 frati (due americani e tre italiani) contestatori della persona e del governo di padre Stefano Manelli, fondatore e Ministro generale.
Il sottoscritto, insieme ad altri docenti dell’allora Seminario FI e responsabili della formazione, fu invitato da P. Manelli a partecipare all’evento. L’incontro, durato un’intera giornata in due sessioni, fu sconvolgente per la quantità e veemenza di accuse velenose mosse contro padre Manelli.
Col senno di poi si comprende che quelle accuse sarebbero state poi gradualmente dispiegate e sviluppate nel dossieraggio e nella guerra ecclesiastica, mediatica e giudiziaria condotta contro padre Manelli, guerra promossa e/o avallata da alcuni ecclesiastici (anche vaticani), frati, laici, e un prete diocesano un po’ “tridentino”… In questi 6 anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia Famiglia Religiosa (Frati, Suore, Laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del Padre Fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II. Continua a leggere

Amore amaro

«Ama Gesù, amalo tanto, ma per questo ama di più il sacrificio. Amore vuole essere amaro.»
Padre Pio

Tra le frasi di Padre Pio, questa sembra essere una delle più note. Soprattutto l’espressione caratteristica: «Amore vuole essere amaro». Padre Pio non temeva di insegnare che su questa terra l’amore più genuino e sostanzioso è l’amore amaro, così come nel Regno dei cieli, al contrario, avremo soltanto l’amore beatifico e gioioso.
La scuola dell’amore amaro ci viene anzitutto e soprattutto da Gesù stesso. La sua nascita nella povera stalla di Betlemme è stata tutta amore per noi, ma amore amaro; la sua circoncisione con il versamento del primo sangue divino, è stata ancora amore amaro per noi; la sua fuga in Egitto, come un esiliato sotto minaccia di morte, è stata ancora amore amaro per noi; la vita trascorsa a Nazareth per circa trent’anni nel nascondimento e nel silenzio, nella povertà e nel sacrificio è stato ancora amore amaro per noi; le incomprensioni, le insidie e le persecuzioni degli scribi e dei farisei durante la sua vita pubblica sono state tutto amore amaro per noi e, infine, le sofferenze e le ignominie patite durante i giorni della sua Passione e Morte, con il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, la fuga degli Apostoli, sono state ancora più amore amaro fino alla feccia per noi uomini da salvare. Continua a leggere

Tutto per amore di Gesù

«Quanto è buono il Signore con tutti; ma quanto più buono si dimostra con chi ha seri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli e di aspettare che si adempiano i divini disegni.»

Padre Pio

Gesù ama tutti. È morto per tutti. Vuole la salvezza di tutti. Ha offerto il suo Sangue per tutti, riaprendo le porte del Paradiso a tutti. Nessuno può essere escluso da questa bontà misericordiosa del Signore. Tutti possono ritrovarsi in Lui e avere un posto nel suo Cuore.
Per questo Padre Pio può esclamare: «Quanto è buono il Signore con tutti». È la verità, questa. È la consolante verità che dovrebbe accompagnarci in ogni ora della nostra vita, a salvaguardia dei timori e pericoli che ci circondano, a garanzia che c’è sempre chi ci vuole bene, senza venire mai meno: Gesù!
Ma se Gesù è tanto buono con tutti, scrisse Padre Pio, «quanto più buono si dimostra» con coloro che lo ripagano sforzandosi di coltivare «veri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli»!
È chiaro, infatti, che molto «più buono» Egli è con chi lo ama lottando contro tutto ciò che può offenderlo o amareggiarlo, cercando in ogni pensiero o parola, in ogni desiderio e azione, soltanto ciò che piaccia a Lui, che sia di suo gusto. Continua a leggere

Il Vaticano a Padre Manelli: mani in alto, fuori i soldi o ti sanzioniamo canonicamente

di Marco Tosatti

Non ha fine il calvario per padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI), istituto commissariato ormai da quattro anni, senza che sia stata fornita mai dalle autorità competenti una motivazione chiara del provvedimento. Si parlava di una possibile “deriva lefebvrista”; il che adesso fa un po’ ridere, posto che il Pontefice è più che pronto ad accogliere gli eredi di Marcel Lefebvre con una Prelatura personale nella Chiesa.

L’opinione che si può azzardare dall’esterno è quella di un’identificazione di cause molteplici: Un assalto alla gestione del fondatore da parte di un gruppo di “giovani turchi” che volevano impadronirsi dell’ordine, uno dei più fiorenti – allora – dal punto di vista delle vocazioni (ora devono importarle dalla Nigeria, in spregio alla direttiva vaticana che impone la formazione in loco); e poi i soldi, la “roba”. Continua a leggere

Amore alla Croce

«Sì, io amo la Croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù.»

Padre Pio

Padre Pio non ama la Croce per se stessa. Nessuno può amare la sofferenza per se stessa. L’istinto naturale fa respingere la sofferenza con impulso netto ed immediato. Anche l’istinto di conservazione entra subito in azione per respingere ciò che attenta al benessere dell’uomo.
Qual è il motivo, allora, per cui Padre Pio ha amato la Croce, l’ha voluta, l’ha fatta propria con una passione spinta fino alla predilezione per la sofferenza? La risposta è questa: «l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù».
Padre Pio ha scoperto il valore della Croce, la sua importanza, la sua preziosità. Dal momento che Gesù si è addossato la Croce, dalla nascita nella stalla di Betlemme alla morte sulla Croce del Calvario, c’è da credere che la Croce abbia un valore, un grande valore. Continua a leggere

L’orribile piaga del rispetto umano

«Ricordalo: è più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto che arrossisce di operare il bene.»

Padre Pio

La vergogna e il dispiacere nell’offendere Dio valgono ben più del rispetto umano o della vergogna nel compiere un’azione buona. Quel che vale di più, dunque, è l’intimo del cuore, che Dio vede e di cui tiene conto nella valutazione dei nostri comportamenti.
La tristezza o la vergogna nell’operare il male rivelano una coscienza aperta e sensibile al Volere di Dio che condanna il male. La tristezza o la vergogna di operare il bene, invece, rivelano una coscienza indifferente a Dio e schiava delle valutazioni degli uomini senza coscienza.
Quante volte per la paura di essere considerati o chiamati “bigotti” si evita di compiere un gesto di pietà religiosa, di vestirsi in un modo più serio, di usare un linguaggio più riservato. Ugualmente, per viltà, a volte si evita di intervenire a difendere la propria Fede derisa, o a correggere chi offende e oltraggia le cose sante e divine.
Un penitente, una volta, si accusò da Padre Pio di non essere intervenuto a richiamare i colleghi di ufficio che bestemmiavano durante il lavoro. Padre Pio lo apostrofò subito: «Vigliacco! Hai la fede di un coniglio, anziché di un vero cristiano?». Continua a leggere

Parole sante (di un amico) sui Francescani dell’Immacolata

In questi giorni, da uno scambio di pensieri con due amici, è venuta fuori una bella testimonianza di uno di loro sui Francescani dell’Immacolata.
Con il permesso del caro amico la riporto qui di seguito, omettendo la firma per riservatezza.

Ave Maria!

Carissimi Isidoro e C.,

non entro nella questione di Padre Manelli se non per dire che lo ritengo una vittima innocente insieme a molti suoi confratelli e consorelle di quella Congregazione.
Alla stampa non presto nessun credito perché ormai quasi tutto è menzogna e il compito della stampa è quello di trasformare la menzogna in verità per i fini di chi la paga.
Infine non credo ad una virgola di tutta la vicenda per almeno due motivi.
Il primo è che Padre Manelli è stato un figlio spirituale di Padre Pio.
Il secondo è che, oltre agli interessi materiali, sulla Congregazione è stato scatenato un attacco satanico che aveva ed ha l’obiettivo di attaccare Maria Immacolata. Continua a leggere

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