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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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La nostra storia

Cristo non è democratico!

Riprendiamo, dal sito Qui Europa, una breve ma folgorante riflessione del grande Prof. Giacinto Auriti, genio della teoria monetaria e padre della proprietà popolare della moneta. Risale al 1973, ma è ancora molto attuale.

O cristiani o democratici

Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti – Dopo il riconoscimento della legittimità del divorzio [era il 1° giugno del 1973 – Ndr] sembra inevitabile, salvo miracolistiche o differimenti, il pronunciamento popolare mediante referendum. Su questo argomento molto è stato detto e scritto, sicché non mi sembra che la notizia meriti considerazione, se non per dire qualcosa di diverso, se non nuovo. Com’è noto, lo schieramento cattolico, in nome dei principi democratici vuole il referendum, mentre gli ambienti laicisti sono prevalentemente contrari.
È ovvio che i cattolici puntino sul referendum perché sorretti dalla certezza della vittoria.
Non possiamo esimerci, a questo punto, dal fare alcune considerazioni fondamentali, senza le quali la giustificazione etica del mondo cattolico potrebbe essere gravemente compromessa. Quando, infatti, alla parola cristiano si aggiunge quella di democratico, potrebbe sorgere il malinteso per cui il cristiano democratico sarebbe tenuto a rispettare moralmente la volontà dell’eventuale (anche improbabile) maggioranza che accettasse democraticamente il divorzio, sicché, in ultima analisi, egli sarebbe posto di fronte alla necessità, di scegliere alternativamente tra essere cristiano o essere democratico. Continua a leggere

Fotografie di civiltà scomparse

Abbiamo trovato alcune immagini di gente fotografata a Roma, Milano e Palermo, nei bei tempi andati, quando la nostra società si poteva ancora dire cristiana.
Non che oggi la civiltà cristiana non esista più. Cristo è ieri, oggi e sempre. Oggi però quella civiltà si trova solo in un piccolo resto, e non è più generalmente condivisa.
Ora, al di là di tanti altri aspetti, la civiltà cristiana esiste là dove in qualche modo gli uomini e le donne assomigliano ai loro eterni Modelli, Gesù e Maria.
La somiglianza si vede intanto dal modo di vestire, soprattutto delle donne. Nelle foto che mostriamo, se ci fate caso, le donne, a parte un po’ il capo, sono coperte quanto la Madonna.
Per i lunghi secoli della civiltà cristiana nella sua pienezza, il Medioevo, le donne ebbero come Modello proprio Maria, la Madre di Dio e dei cristiani. E si vestivano in modo simile a Lei.
Le donne erano, allora come oggi, le spose e le madri. Le creature umane dunque, nell’Occidente, nascevano da mamme che imitavano la Madonna. E crescevano con quelle mamme, ricevendo una fede pura e salda. Continua a leggere

25 aprile, festa importante per lo Stato ateo-massonico

Ricorre di nuovo il 25 aprile. Se non ci fosse da mettersi le mani nei capelli (per chi li ha), verrebbe quasi da ridere. Lo Stato ateo-massonico festeggia la liberazione dal fascismo ancora 73 anni dopo, quando quelli che possono ricordare qualcosa sono più o meno i novantenni, e gli altri sono tutti passati nel regno dei più.
È ovvio comunque che i responsabili della scristianizzazione totale dell’Italia, iniziata con la presa del potere massonico-liberale nel Risorgimento, hanno molto da festeggiare.
Benito Mussolini, dopo una fase anticlericale del fascismo, aveva duramente represso, oltre che i comunisti, anche i massoni. Le società segrete erano state messe al bando nel novembre 1925, con una legge rivolta principalmente contro la massoneria.
Bisogna riconoscere che Mussolini fece dei gravi errori e anche peccati mortali. Si pensi all’infedeltà coniugale e soprattutto all’alleanza con i nazisti, che costò all’Italia le leggi razziali e l’entrata in guerra.
Tuttavia, a differenza di questi uomini e donne fissati con se stessi, con l’ideologia, con la cultura della morte, con l’anticristo che invocano al potere sulla terra, Mussolini riscoprì e non calpestò la propria fede cattolica. Favorì molto la Chiesa Cattolica, e verso la sua fine terrena si confessò un’ultima volta prima di essere trucidato. Continua a leggere

Dio scrive a Mussolini

di Paolo Risso

Nell’imperversare del secondo conflitto mondiale che avrebbe coinvolto le nazioni d’Europa nel secolo XIX, Dio, che aveva per l’Italia piani di misericordia, mandò a Mussolini suor Elena Aiello come sua “ambasciatrice di pace”. Ma la voce della Suora che recava l’appello di Dio rimase inascoltata…

Nacque nel 1895, figlia di un sarto di Montalto Uffago (Cosenza), padre di nove figli. Elena Aiello studiò in un istituto di suore. A dieci anni, era già orfana di madre e aiutava nella piccola sartoria di casa. Poi venne “l’inutile strage” della prima Guerra mondiale, cui seguì la terribile epidemia, della “spagnola”, in Calabria assai più grave per la situazione già grave di miseria. Elena tornò dalle sue suore per aiutarle e assistere poveri, malati e morenti. Fabbricava persino le bare per la sepoltura. Continua a leggere

10 febbraio, Giornata del Ricordo. Ventimila italiani uccisi con la complicità del PCI

di Luciano Garibaldi

Per inquadrare storicamente l’evento cui è dedicata la “Giornata del Ricordo”, è opportuno ricordare che al summit di Yalta tra le tre potenze che stavano per vincere la seconda guerra mondiale, la sorte dell’Istria e della Venezia Giulia era rimasta sfumata. La matita di Stalin, nel tracciare la linea di demarcazione tra le due zone d’influenza, occidentale e sovietica, in Europa, si era fermata all’Austria.
Invano il premier britannico Churchill (e poi il suo ministro degli Esteri Eden, nei suoi incontri con i colleghi ministri degli Esteri americano, Stettinius, e sovietico, Molotov) aveva sollecitato chiarezza. Nessuna soddisfazione.
Sia Roosevelt sia Stettinius, se non erano disposti ad avallare la pretesa sovietica di togliere all’Italia, oltre alla Dalmazia e all’Istria, l’intera Venezia Giulia fino all’Isonzo, non erano neppure preparati al braccio di ferro. Per gli americani, era ancora il tempo dell’«eroica Armata Rossa che liberava l’Europa dal giogo nazista».
Ebbe inizio così, tra gli inglesi dell’8a Armata (punta avanzata il XIII Corpo) e gli jugoslavi della 4a Armata (punta avanzata il IX Korpus), una vera propria gara di velocità a chi arrivava primo. Si sa come finì. La corsa la vinse il IX Korpus che già il 20 aprile 1945, mentre ancora gli inglesi combattevano sull’Appennino, raggiunse i confini della Venezia Giulia, prese Fiume e tutta l’Istria interna. Continua a leggere

L’esorcismo del Pantheon

Il Pantheon è un monumento alla grandezza della Roma antica (e moderna). È rimasto in piedi per più di duemila anni, resistendo ai terremoti, agli incendi e alle inondazioni del Tevere.
L’oculo aperto della cupola ha turbato architetti e scrittori. Perché la calotta del Pantheon non è chiusa da una lanterna? Il fascio di luce che penetra da lì sembra una lancia che fende il buio interno. Molti autori l’hanno considerato simbolo di una presenza divina, che affronta le tenebre e giunge in soccorso degli uomini.
Un tempo, quando la città era pagana, lì si veneravano tutti gli dei del politeismo romano. Nel 608 l’imperatore bizantino Foca lo donò a Papa Bonifacio IV e si organizzò la suggestiva cerimonia per consacrarlo al Dio cristiano.
Il 13 maggio 609 una folla immensa si radunò nei pressi del Pantheon per assistere all’evento. Le cronache raccontano del trambusto e delle urla agghiaccianti che si avvertivano dall’interno: i demoni pagani erano consci di ciò che stava per accadere. Le porte furono spalancate e il Papa, di fronte all’ingresso, iniziò a recitare le formule per l’esorcismo. Continua a leggere

Come la sinistra italiana intende l’accoglienza

di Antonio Socci

È curioso lo slancio umanitario che ha colto d’improvviso la Sinistra italiana di fronte all’inedita marea migratoria di questi mesi. Perché storicamente non ha proprio le carte in regola in tema di “accoglienza”.
Su queste colonne più volte è stato ricordato l’atteggiamento comunista nei confronti dei profughi di Istria e Dalmazia, nel dopoguerra.
La vicenda – quasi assente dalla storiografia ufficiale – riguarda 300 mila profughi italiani che dovettero fuggire dalle loro case, dalla terra dei loro padri, perdendo tutto.
Verso di loro – che scappavano dal comunismo titino – avevamo un doppio dovere di accoglienza e di solidarietà perché erano italiani e pagavano loro per tutti noi, per la guerra persa.
Eppure la sinistra comunista non accolse questi nostri connazionali come fratelli, ma come avversari, con manifestazioni ostili, insulti e sputi. Continua a leggere

Re Ferdinando II di Borbone e la Solennità dell’Immacolata del 1856

L’8 dicembre 1856, giorno dell’Immacolata Concezione, Ferdinando II assistette a Napoli alla Santa Messa con tutta la famiglia, gli alti funzionari governativi e molti nobili del suo seguito. Dopo la celebrazione, il Sovrano si recò alla festosa sfilata delle truppe nazionali in quello che all’epoca era il Campo di Marte, l’attuale Capodichino.
In quel momento, un soldato di idee mazziniane, Agesilao Milano, che accusò Ferdinando II di essere un «tiranno da cui doveva liberarsi la nazione», si lanciò sul monarca e riuscì a ferirlo con un colpo di baionetta. Il Re fu ferito ma rimase stoicamente al suo posto e, dopo essere tornato a Palazzo Reale, fu visitato dai medici con esito tranquillizzante.
Si racconta che il giorno precedente, 7 dicembre, era stato riportato al Re un messaggio profetico da parte di un religioso, Fra Luigi di Sant’Antimo, il quale mentre era raccolto in orazione aveva udito la voce della Vergine Maria che l’avvertiva dell’imminente attentato. L’avvertimento, arrivato presto a Palazzo Reale, avrebbe dato modo al Re di non farsi trovare del tutto impreparato. Continua a leggere

Il Regno delle Due Sicilie. Da nazione fiorente a misero Meridione

Una delle piaghe aperte dall’Unità d’Italia fatta con la violenza dai massoni e dai senzadio, è il degrado del Meridione.
Pochi, soprattutto se indottrinati dalla scuola statale, sanno cosa è in realtà il nostro Sud. Là dove manca il lavoro, la sicurezza personale, un livello decente di sanità, la pulizia, il rispetto della natura e via dicendo, sorgeva una volta un Regno più avanzato e fiorente dell’intero Centro-Settentrione.
Era il Regno delle Due Sicilie, un grande Stato che aveva soprattutto una caratteristica: la profonda fede cattolica dei suoi sovrani e dei suoi abitanti. Ma si era ormai nell’Ottocento e si dovevano fare i conti con la massoneria, già vecchia di un secolo, e con le minoranze anticristiane che salivano alla ribalta. Il punto di svolta l’aveva segnato Napoleone Bonaparte, importando la Rivoluzione Francese nella penisola italiana con l’invasione del 1796.
Nella notte di Natale dell’anno 800 era nato il Sacro Romano Impero, retto dall’Imperatore Carlo Magno. Ancora nella notte del Santo Natale, nel 1130, Re Ruggero II d’Altavilla sancì a Palermo la nascita del Regno di Sicilia. Palermo diveniva la capitale di un Regno che comprendeva tutto il Sud della penisola italiana.
Il giorno prescelto aveva un valore simbolico: Ruggero II si presentava come il redentore di tutte le genti del Sud della penisola dagli arabi, dai bizantini e dai longobardi e nello stesso tempo annunciava all’umanità la nascita di un regno cristiano. Continua a leggere

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