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Matrimonio e famiglia

“A dicembre andrò a convivere con il mio fidanzato, ci amiamo da due anni e vorremmo tanto poterci sposare”. Un sacerdote risponde

Quesito

Caro Padre Angelo,
le scrivo perché ho un grande dubbio, ho trovato per caso la sua pagina e mi è sembrato un modo per trovare una risposta. A dicembre andrò a convivere con il mio fidanzato, ci amiamo da due anni e vorremmo tanto poterci sposare ma purtroppo per problemi economici e perché mia madre vuole prima che io termini l’università non possiamo. Cosa implicherebbe ciò? Io sono una catechista presso la mia parrocchia da diversi anni, vivo questo ruolo come un dono perché credo fermamente ma nonostante ciò ora mi trovo in questa situazione di incertezza. Potrò continuare ad essere catechista? Non infrangerei comunque il quarto comandamento andando contro il volere di mia mamma? Grazie.

Risposta del sacerdote

Carissima,

1. ti esorto a non compiere il passo che hai intenzione di fare: quello di andare a convivere.
È vero che per te è come se fosse un matrimonio perché per ora non ti sposi solo perché non sei ancora laureata.
Ma intanto la convivenza non è matrimonio.
Il matrimonio è donazione totale e irrevocabile, sancita da Dio stesso e accompagnata con la sua benedizione, che è un’effusione straordinaria di doni. Continua a leggere

Lettera aperta ai divorziati, ai conviventi e a tutte le famiglie

Cari tutti,

è con grande premura che mi rivolgo a ciascuno di voi: uomo o donna, giovane o meno giovane, divorziato e risposato civilmente, convivente o fedele al sacramento del Matrimonio. Vi offro fin d’ora la mia vicinanza e la mia amicizia.
Il mio nome conta poco qui, perché non aspiro a donarvi le mie opinioni personali, di cui non avete alcun bisogno. Desidero invece porgere a voi il tesoro di una Verità più grande di tutto, che apre alla Speranza, perché è Dio che ce la dona.
Il nome del Signore suona distante all’uomo di oggi, ma che ne sarebbe di noi se la nostra vita fosse in mano solo ad altri uomini? E magari proprio ai governi dell’Occidente, che fanno di tutto per cancellare dai nostri cuori la fede, l’innocenza, l’amore per la famiglia e la vita? Possiamo noi sentirci debitori di questa gente, e vivere come loro ci comandano?
Oppure ci sono dei Comandamenti che valgono ora e per sempre, perché Chi ce li dona ci ha donato con Amore la nostra vita e la sua sulla Croce?
Sì, non importa come si è ridotto il mondo, e come si ridurrà ancora, e lo stesso vale per la Chiesa visibile. Dio è sempre lo stesso, e la Madonna, che Dio ha dato per Madre ai cristiani, è sempre meravigliosamente la stessa.
Loro, soltanto Loro, ci garantiscono in questo momento la possibilità di una rinascita a vita nuova, nell’amore, nella fedeltà, nella bellezza, nel coraggio. Continua a leggere

“Correzione filiale a Papa Francesco”

Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa. Continua a leggere

Per una valutazione cattolica di Amoris Laetitia, esortazione di Papa Bergoglio

Venerdì 8 aprile 2016 è stato pubblicato un documento dal titolo Amoris Laetitia, “La gioia dell’amore”, che appartiene alla categoria delle esortazioni papali. Si tratta di un libro di 264 pagine.
Porta la firma del 19 marzo antecedente, Solennità di San Giuseppe, padre putativo di Nostro Signore, sposo verginale di Maria Santissima e protettore della Sacra Famiglia.
In un certo senso, è lo sviluppo dell’intenzione espressa da Papa Bergoglio il 28 luglio del 2013, quando annunciò di voler concedere «una seconda possibilità» a chi è già legittimamente sposato.
Da allora, i due Sinodi sulla Famiglia, una parte del clero capeggiata dal cardinale Walter Kasper e Papa Bergoglio stesso, hanno marciato in questa direzione. Continua a leggere

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La sottomissione della donna in senso cristiano

Nella fede cristiana, che la Chiesa Cattolica ci ha tramandato fin dalle origini, si parla di sottomissione della donna nel Matrimonio. Nel più ampio contesto sociale, non è questione di sottomissione, ma di ruoli che rispettino l’indole maschile e l’indole femminile.
Purtroppo, in una società perversa e adultera come la nostra, se si accenna alla sottomissione della donna si può essere fraintesi. Del resto, bisogna avere saggezza; lanciare questo concetto in un ambiente mondano, con delle mezze frasi, è logico che attiri l’incomprensione generale.
Comunque, la preclusione verso questa verità di fede, già espressa da San Paolo nella Sacra Scrittura (Ef 5, 22-33), mostra se non altro tre diversi problemi: superbia, confusione e delusione.
Innanzitutto viene la superbia, primo peccato di satana omicida e impostore. La superbia acceca la ragione e indurisce il cuore, pervertendo lo sguardo umano persino sulla Parola di Dio. Così, la creatura impazzita trova il male là dove il Creatore le rivela il suo Amore. Continua a leggere

Il perdono è vita eterna. Una testimonianza di Madre Teresa di Calcutta

E mi ricordo di una volta che raccolsi una donna da un bidone dei rifiuti, e capivo che stava morendo. La tolsi da lì e la portai al convento. Lei non faceva che ripetere le stesse parole: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Neanche una volta pronunciò le parole “Ho fame”, “Sto morendo”, “Soffro”. Non faceva altro che ripetere: “Mio figlio mi ha fatto questo”. Mi ci volle molto tempo per aiutarla a dire: “Perdono mio figlio”, prima che morisse.

Originale inglese:

I remember also, once I picked up a woman from a dustbin and I knew she was dying. I took her out and took her to the convent. She kept on repeating the same words: “My son did this to me.” Not once did she utter the words: “I’m hungry”, “I’m dying”, “I’m suffering”. She just kept on repeating: “My son did this to me.” It took me a long time to help her to say: “I forgive my son”, before she died (LS, 72). Continua a leggere

Il Matrimonio è un Sacramento. Diffidare delle imitazioni

Per comprendere il Matrimonio bisogna avere il senso del sacro, una profonda pietà religiosa, il santo timor di Dio.
Se non siamo capaci di elevare il cuore a Dio, che sguardo avremo per l’uomo, la donna, e i bambini che Dio attende come figli nell’eternità?
La crisi del Matrimonio sta nella condizione di un’umanità sconsacrata e di un clero mondanizzato.
Facciamo degli esempi, presi purtroppo da persone che si danno da fare per la fede, la vita e la famiglia.
Su LifeSiteNews, il sito internet numero uno al mondo per la difesa dei valori cristiani, qualche settimana fa una giovane signorina o signora, persona di rilievo, scriveva che «il sesso» è «beautiful and awesome», «bello e grandioso».
Dunque non la fedeltà, non la maternità, non la purezza, ma «il sesso» è «bello e grandioso». È quella concezione degradata che fa vivere la sensualità di vita propria, celebrandola come “il sesso”, espressione che non ha niente di cristiano. Continua a leggere

Sensualità

Una voce nuova nel Dizionarietto, cliccabile nel menù in alto:

Sensualità

La sensualità non è innocenza, e non può essere spiegata agli innocenti. Pensiamoci bene, anche come genitori. Non vorremmo anche noi essere puri e innocenti allo sguardo dei nostri bambini?

 

Mai maledire! Da un’intervista a Padre Gabriele Amorth

Domanda: Se una donna maledice i propri figli, nipoti e tutte le persone a loro care, che cosa bisogna fare?
Padre Amorth: Oh, sono tremende le maledizioni dei genitori sui figli quando sono fatte con vera perfidia satanica come, aggiungo subito, sono efficacissime le benedizioni dei genitori sui figli, efficacissime.
Che cosa si deve fare? Uno resta maleficiato, il maleficio c’è e allora deve usare tutti quei mezzi che possono tentare di liberarlo, preghiera, opere buone, esorcismi, e molte volte la maledizione dei genitori sui figli è così forte che gli esorcismi possono dare un po’ di sollievo, ma non arrivano a liberare dal male di quella maledizione.
Un’altra volta vi ho portato un esempio, ve lo ripeto perché è un fatto accaduto a Padre Candido, me lo ha ripetuto più volte e mi ha colpito veramente: “Un papà e una mamma che erano contadini, avevano una figliola ed erano riusciti a farla laureare. Per loro contadini avere una figlia che si era laureata era come toccare il cielo con un dito. Continua a leggere

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