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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Padre Pio

Saper riprendere con dolcezza

Padre Stefano M. Manelli, FI

In un colloquio istruttivo con un suo confratello cappuccino, padre Pio, un giorno, gli disse che nel trattare con gli altri non bisogna mai usare modi duri e aspri. A queste parole, il confratello rispose a padre Pio dicendo che, di fatto, egli non usava mai modi aspri. Ma padre Pio gli ribatté: «Tu sei troppo amaro e alle volte aspro nel riprendere», mentre «bisogna, anche nel riprendere, saper condire la riprensione con modi garbati e dolci».
A questo punto, il confratello ammise: «Hai ragione, mi pare di essermi sforzato di essere gentile e garbato; ma quando vedo che con ciò non ottengo nulla, allora scatto».
Padre Pio gli parlò quindi di Gesù «mite e umile di cuore», aggiungendo: «Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po’ di durezza». Continua a leggere

Padre Pio di fronte a Gesù Eucaristia

Da Padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio, profilo di un santo.

«[…] A contatto di Gesù Eucaristia [Padre Pio] si trasfigurava; diventava, anche nell’aspetto fisico, fresco come una rosa appena sbocciata e perdeva, in certo qual senso, la cognizione dell’ora e del luogo.
Davanti a Gesù, per una necessaria e meritata pausa, scompariva il padre Pio esposto alla problematica del bene e del male; sembrava come “confermato in grazia”, sembrava che godesse un piccolo anticipo del Paradiso.
E quando, per compiere il dovere di confessore, di consigliere ed anche di conversatore, si staccava dall’angolo del Paradiso, compiva degli sforzi notevoli nel nascondere il proprio dispiacere». […]
Dopo quello che abbiamo detto, si può facilmente immaginare quanto il Padre dovesse soffrire per la mancanza di rispetto portata a Gesù sacramentato.
La signora Giovanna Rizzani, vedova Boschi, attesta: «Padre Pio espresse il suo rammarico, anche piangendo, perché alcune persone fanatiche, entrando in chiesa, come primo atto correvano verso di lui invece di adorare Gesù nel Tabernacolo». Continua a leggere

Come dovrebbe essere la confessione? Padre Pio insegna

«Il Settimanale di Padre Pio» ha recentemente pubblicato alcuni stralci da un libro che parla di Padre Pio e di come confessava. L’Autore è Padre Pellegrino Funicelli, che frequentò il grande Santo.

[…] Quel pomeriggio approfittai per riproporre a padre Pio una obiezione sulla sua facilità di negare o di rimandare l’assoluzione: «Padre, lei, aiutato da Fra Costantino e da tante altre anime oranti, lavora molto per ricondurre in seno alla Madre Chiesa i figli lontani. Ma intanto li lascia per mesi senza assoluzione. E questo non significa lasciarli ancora fuori della Chiesa?».
Rispose «Non basta entrare. Bisogna entrare bene. Per te basta che entrino all’ammasso. Per me è importante che entrino preparati. I mesi impiegati per prepararsi a far parte della Chiesa sono spesi molto bene. Entrare impreparati è lo stesso che non entrare».
La risposta di padre Pio non mi sorprese: confermava ancora una volta il suo santo rigore.
Nel praticare la Confessione sacramentale, alcuni perseguono uno scopo diverso da quello della conversione e della perfezione: tentano di carpire dalla buona fede o dal lassismo del confessore un’assoluzione invalida; tacciono i propri sbagli e nascondono le proprie vere intenzioni e responsabilità. Ma non sempre riescono a ingannare o a coinvolgere il confessore. Continua a leggere

Per ben recitare il Santo Rosario

“Nella recita del Santo Rosario l’attenzione deve essere posta all’Ave, al saluto che rivolgiamo alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri Ella era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore.”

Padre Pio

Non è rara questa domanda da parte di chi recita il Santo Rosario: «Nella recita del Rosario su che cosa bisogna riflettere? Alle parole dell’Ave Maria o al mistero che viene proposto alla contemplazione?».
Se è importante la domanda, ancora più importante è la risposta. Padre Pio risponde, come al solito, con la semplicità e la luminosità che tutto spiegano senza forzature. La sua risposta è questa: nella recita del Santo Rosario anzitutto «l’attenzione deve essere posta all’Ave»; e non può essere altrimenti, perché se sto recitando l’Ave Maria è ovvio che debbo pensare alle parole che dico, le quali mi mettono a colloquio diretto con la Madonna.
L’incontro e il colloquio con la Madonna, però, tramite la recita delle Ave Maria, non avvengono in astratto o solo idealmente, ma si localizzano, potrebbe dirsi, nel singolo mistero del Rosario proposto alla contemplazione. Ossia: se con le parole dell’Ave mi rivolgo alla Madonna, mi rivolgo, però, a Lei vedendola all’interno del mistero proposto alla contemplazione. La Madonna, infatti, «in tutti i misteri era presente», dice padre Pio, ed è a Lei, come la vedo in quel preciso mistero proposto, che mi devo rivolgere direttamente, incontrandola, parlandole e contemplandola. Continua a leggere

Il valore inestimabile della sofferenza

«Sappiate soffrire tutto cristianamente e non temete che nessuna sofferenza, per quanto basso ne sia il suo motivo, resterà senza merito per la vita eterna.»
Padre Pio

Saper soffrire cristianamente significa accumulare meriti per la vita eterna. Padre Pio è molto chiaro a riguardo: «Nessuna sofferenza […] resterà senza merito per la vita eterna». Nessuna sofferenza: grande o piccola, lunga o breve, nota o nascosta, interiore o esteriore, fisica o morale, nessuna sofferenza – assicura il Santo – «resterà senza merito per la vita eterna».
Tutto ciò è confortante, è vero. Ma ad una condizione precisa, che consiste nel «soffrire tutto cristianamente». Il vero problema è esattamente questo: riesco io a soffrire «cristianamente»? E d’altra parte: che cosa significa soffrire «cristianamente»? La risposta è semplice: significa soffrire come Gesù Cristo. Ma qui si casca pressoché tutti. Gesù, infatti, ha sofferto unicamente e perfettissimamente per amore di Dio e per amore degli uomini da salvare, secondo quei primi e massimi comandamenti nei quali si racchiudono l’intera Legge e i Profeti: «Ama Dio con tutto il tuo cuore» (Mt 22,37). Continua a leggere

Chi è Padre Pio

Padre Pio, che Santo! E sabato 23 settembre 2017 ricorre la sua Festa. Suona come una data fatidica, tanto che ci domandiamo: cosa avverrà dopo, in questo mondo già sconquassato? Ma vogliamo avere fiducia in Dio e anche nella Madonna, come suoi consacrati e devoti.
Padre Pio nacque a Pietrelcina il 25 maggio 1887, e Dio realizzò in lui meraviglie su meraviglie. Visioni, le stimmate, bilocazioni, prodigi, opere grandiose di carità per poveri e ammalati, miracoli persino di resurrezione.
Ma il miracolo più grande della vita del nostro Santo è stato l’amore. Per amore fu capace di prendere su di sé sofferenze sovrumane da offrire per salvare i peccatori, tanto che un giorno disse: «Sulle mie spalle c’è il mondo».
Durante la S. Messa, in cui avviene in modo mistico lo stesso Sacrificio del Calvario e la Resurrezione, Padre Pio, unito al suo Signore, viveva lui stesso, spiritualmente e fisicamente, la Passione e Morte di Cristo. Continua a leggere

Padre Pio e la sua mamma

Nel dicembre del 1928, la madre di Padre Pio, che tutti chiamano affettuosamente «mamma Peppa», accompagnata da Maria Pyle, si trasferisce a San Giovanni Rotondo per trascorrere il Natale con il figlio.
L’incontro tra i due avviene sul piazzale della chiesetta. Padre Pio non ha mai permesso che sua madre gli baciasse le mani. Ogni volta che ha tentato di farlo, l’ha sgridata dicendole: «È il figlio che deve baciare le mani alla madre, non il contrario». In questa occasione, mamma Peppa ricorre a uno stratagemma, come racconta Maria Pyle in un suo scritto: «Nascondendo la sua grande gioia sotto un’apparente calma, mamma Peppa prese la mano del figlio e, prima che egli la ritirasse, disse: “Padre Pio, ti bacio la mano per zia Libera (primo bacio) e per zia Pellegrina (secondo bacio), e per zia Filomena (terzo bacio)” e così oltre per circa dieci e più comari. E per finire disse: “E adesso, Padre Pio, la bacio per me”. Tentò ma non vi riuscì. Mentre si piegava per baciare, Padre Pio alzò di scatto le mani e, tenendole alzate, disse: “Questo mai. Il figlio deve baciare la mano alla mamma e non la mamma al figlio”». Continua a leggere

Tutto per amore di Gesù

«Quanto è buono il Signore con tutti; ma quanto più buono si dimostra con chi ha seri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli e di aspettare che si adempiano i divini disegni.»

Padre Pio

Gesù ama tutti. È morto per tutti. Vuole la salvezza di tutti. Ha offerto il suo Sangue per tutti, riaprendo le porte del Paradiso a tutti. Nessuno può essere escluso da questa bontà misericordiosa del Signore. Tutti possono ritrovarsi in Lui e avere un posto nel suo Cuore.
Per questo Padre Pio può esclamare: «Quanto è buono il Signore con tutti». È la verità, questa. È la consolante verità che dovrebbe accompagnarci in ogni ora della nostra vita, a salvaguardia dei timori e pericoli che ci circondano, a garanzia che c’è sempre chi ci vuole bene, senza venire mai meno: Gesù!
Ma se Gesù è tanto buono con tutti, scrisse Padre Pio, «quanto più buono si dimostra» con coloro che lo ripagano sforzandosi di coltivare «veri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli»!
È chiaro, infatti, che molto «più buono» Egli è con chi lo ama lottando contro tutto ciò che può offenderlo o amareggiarlo, cercando in ogni pensiero o parola, in ogni desiderio e azione, soltanto ciò che piaccia a Lui, che sia di suo gusto. Continua a leggere

Francesco Gentile, il Pittore di Padre Pio

Per il tramite di un amico, il quale ahinoi abita lontano, abbiamo avuto la grazia di conoscere il Maestro Francesco Gentile e la sua arte.
È lui il Pittore di Padre Pio. Data la sua età non molto avanzata, facendo due calcoli si può capire che lo è divenuto dopo la morte del nostro amatissimo Santo. E riflettendo un attimo, arriviamo a immaginare che deve esserci di mezzo comunque una chiamata.
Siamo di fronte a un’arte sui cui non solo il Cielo si è chinato sorridente, ma che Dio ha voluto così come è sorta e come possiamo vederla. Sul sito internet dell’Artista si può ammirare una lunga serie di opere, quasi tutte meravigliose, di una bellezza incantevole e soprannaturale, palpitanti di vita e di colore.
Il Maestro Gentile si è poi fatto terziario francescano. Diciamo pure che il titolo di Maestro, nella nostra corrispondenza, l’ha subito declinato, con vero spirito cristiano e fraterno.
Francesco Gentile è anche autore di vari libri. Uno di questi s’intitola Il Pittore della Morgia. La Morgia è la roccia sopra la quale è costruita Pietrelcina, il paesino originario di Padre Pio. E i soggetti più importanti nella produzione del Maestro Gentile sono proprio il Santo e il suo paese natale. Continua a leggere

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