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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Padre Pio

Chi è Padre Pio

Padre Pio, che Santo! E sabato 23 settembre 2017 ricorre la sua Festa. Suona come una data fatidica, tanto che ci domandiamo: cosa avverrà dopo, in questo mondo già sconquassato? Ma vogliamo avere fiducia in Dio e anche nella Madonna, come suoi consacrati e devoti.
Padre Pio nacque a Pietrelcina il 25 maggio 1887, e Dio realizzò in lui meraviglie su meraviglie. Visioni, le stimmate, bilocazioni, prodigi, opere grandiose di carità per poveri e ammalati, miracoli persino di resurrezione.
Ma il miracolo più grande della vita del nostro Santo è stato l’amore. Per amore fu capace di prendere su di sé sofferenze sovrumane da offrire per salvare i peccatori, tanto che un giorno disse: «Sulle mie spalle c’è il mondo».
Durante la S. Messa, in cui avviene in modo mistico lo stesso Sacrificio del Calvario e la Resurrezione, Padre Pio, unito al suo Signore, viveva lui stesso, spiritualmente e fisicamente, la Passione e Morte di Cristo. Continua a leggere

Padre Pio e la sua mamma

Nel dicembre del 1928, la madre di Padre Pio, che tutti chiamano affettuosamente «mamma Peppa», accompagnata da Maria Pyle, si trasferisce a San Giovanni Rotondo per trascorrere il Natale con il figlio.
L’incontro tra i due avviene sul piazzale della chiesetta. Padre Pio non ha mai permesso che sua madre gli baciasse le mani. Ogni volta che ha tentato di farlo, l’ha sgridata dicendole: «È il figlio che deve baciare le mani alla madre, non il contrario». In questa occasione, mamma Peppa ricorre a uno stratagemma, come racconta Maria Pyle in un suo scritto: «Nascondendo la sua grande gioia sotto un’apparente calma, mamma Peppa prese la mano del figlio e, prima che egli la ritirasse, disse: “Padre Pio, ti bacio la mano per zia Libera (primo bacio) e per zia Pellegrina (secondo bacio), e per zia Filomena (terzo bacio)” e così oltre per circa dieci e più comari. E per finire disse: “E adesso, Padre Pio, la bacio per me”. Tentò ma non vi riuscì. Mentre si piegava per baciare, Padre Pio alzò di scatto le mani e, tenendole alzate, disse: “Questo mai. Il figlio deve baciare la mano alla mamma e non la mamma al figlio”». Continua a leggere

Tutto per amore di Gesù

«Quanto è buono il Signore con tutti; ma quanto più buono si dimostra con chi ha seri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli e di aspettare che si adempiano i divini disegni.»

Padre Pio

Gesù ama tutti. È morto per tutti. Vuole la salvezza di tutti. Ha offerto il suo Sangue per tutti, riaprendo le porte del Paradiso a tutti. Nessuno può essere escluso da questa bontà misericordiosa del Signore. Tutti possono ritrovarsi in Lui e avere un posto nel suo Cuore.
Per questo Padre Pio può esclamare: «Quanto è buono il Signore con tutti». È la verità, questa. È la consolante verità che dovrebbe accompagnarci in ogni ora della nostra vita, a salvaguardia dei timori e pericoli che ci circondano, a garanzia che c’è sempre chi ci vuole bene, senza venire mai meno: Gesù!
Ma se Gesù è tanto buono con tutti, scrisse Padre Pio, «quanto più buono si dimostra» con coloro che lo ripagano sforzandosi di coltivare «veri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli»!
È chiaro, infatti, che molto «più buono» Egli è con chi lo ama lottando contro tutto ciò che può offenderlo o amareggiarlo, cercando in ogni pensiero o parola, in ogni desiderio e azione, soltanto ciò che piaccia a Lui, che sia di suo gusto. Continua a leggere

Francesco Gentile, il Pittore di Padre Pio

Per il tramite di un amico, il quale ahinoi abita lontano, abbiamo avuto la grazia di conoscere il Maestro Francesco Gentile e la sua arte.
È lui il Pittore di Padre Pio. Data la sua età non molto avanzata, facendo due calcoli si può capire che lo è divenuto dopo la morte del nostro amatissimo Santo. E riflettendo un attimo, arriviamo a immaginare che deve esserci di mezzo comunque una chiamata.
Siamo di fronte a un’arte sui cui non solo il Cielo si è chinato sorridente, ma che Dio ha voluto così come è sorta e come possiamo vederla. Sul sito internet dell’Artista si può ammirare una lunga serie di opere, quasi tutte meravigliose, di una bellezza incantevole e soprannaturale, palpitanti di vita e di colore.
Il Maestro Gentile si è poi fatto terziario francescano. Diciamo pure che il titolo di Maestro, nella nostra corrispondenza, l’ha subito declinato, con vero spirito cristiano e fraterno.
Francesco Gentile è anche autore di vari libri. Uno di questi s’intitola Il Pittore della Morgia. La Morgia è la roccia sopra la quale è costruita Pietrelcina, il paesino originario di Padre Pio. E i soggetti più importanti nella produzione del Maestro Gentile sono proprio il Santo e il suo paese natale. Continua a leggere

Un doloroso equivoco e il cuore grande del Padre

Per l’artrosi che soffrivo alle ginocchia, mi permisero di confessarmi seduta davanti al confessionale. Mi sentivo davanti a Gesù giudice; ma giudice buono, indulgente, misericordioso. Sotto quegli occhi, pieni di luce e di amore, la coscienza si sentiva tutta scrutata, per cui mi studiavo di ricordare ogni piccola colpa. Il Padre mi aiutava: mi dirigeva amando. Oh! Quanto poco conoscevo quel cuore! Mi stancavo della mia incostanza, mentre lui non si stancava. Non sopportavo me stessa, mentre lui così perfetto e santo mi sopportava, mi scusava, mi porgeva tutte e due le mani per rialzarmi. […].
In quel tempo ero molto occupata a scuola; non potendo parlargli a voce, scrissi un biglietto al Padre per esporgli alcuni dubbi di coscienza. Il giorno dopo quella consorella che mi perseguitava [una signora che abitava vicino al convento] mi disse: «Per forza ti devono venire quei dubbi, ce ne dai occasione».
Rimasi senza parola, mi affrettai ad entrare in chiesa. Quel che successe nell’anima mia Dio solo sa. Il nemico approfittò della mia coscienza sconvolta per sussurrarmi: «Fidati pure di Padre Pio, guarda com’è riservato. Tutto quello che tu gli dici lo fa sapere a quella». Non volevo credere a quello che il bugiardo mi diceva in quel momento di sconvolgimento, ma ripetevo a me stessa: le parole che ella mi ha ripetuto sono precisamente quelle che ho scritto al Padre. Perché gliele ha riferite, sapendo che va in cerca di nuovi pretesti per perseguitarmi di più? Continua a leggere

Amore alla Croce

«Sì, io amo la Croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù.»

Padre Pio

Padre Pio non ama la Croce per se stessa. Nessuno può amare la sofferenza per se stessa. L’istinto naturale fa respingere la sofferenza con impulso netto ed immediato. Anche l’istinto di conservazione entra subito in azione per respingere ciò che attenta al benessere dell’uomo.
Qual è il motivo, allora, per cui Padre Pio ha amato la Croce, l’ha voluta, l’ha fatta propria con una passione spinta fino alla predilezione per la sofferenza? La risposta è questa: «l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù».
Padre Pio ha scoperto il valore della Croce, la sua importanza, la sua preziosità. Dal momento che Gesù si è addossato la Croce, dalla nascita nella stalla di Betlemme alla morte sulla Croce del Calvario, c’è da credere che la Croce abbia un valore, un grande valore. Continua a leggere

La Grazia, molto più preziosa degli occhi

Pietro Cugino è nato a San Giovanni Rotondo il 28 giugno 1913. Ha conosciuto Padre Pio da bambino, quando accompagnava il papà cieco in Convento. Nel 1925, all’età di dodici anni, diventò egli pure cieco ed il Santo lo prese sotto la sua protezione. La mamma avrebbe voluto metterlo in un collegio per fargli apprendere qualcosa che potesse servire nella vita; ma, quando espresse al Santo la sua intenzione e la sua preoccupazione per il futuro del figlio, trovò nel Padre una netta e decisa opposizione. «Lì si perderebbe – disse –; deve restare qui. Finché ci sarà Padre Pio non gli mancherà nulla».

***

Nel 1932 in un pomeriggio, Pietruccio, ancora molto giovane ma già privo della vista da sette anni, si recò al Convento, accompagnato dal Terziario francescano Fini Michele, per salutare Padre Pio, che a quei tempi era relegato nel Convento per i provvedimenti restrittivi delle supreme autorità.
Padre Pio gradì molto la visita di Pietruccio e gli rivolse subito la parola:
– Beato te, Pietruccio, che non vedi il fango e il marciume di questo mondo. Hai meno occasioni di offendere il Signore!… Dimmi la verità, hai desiderato qualche volta di riavere la vista? Continua a leggere

L’orribile piaga del rispetto umano

«Ricordalo: è più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto che arrossisce di operare il bene.»

Padre Pio

La vergogna e il dispiacere nell’offendere Dio valgono ben più del rispetto umano o della vergogna nel compiere un’azione buona. Quel che vale di più, dunque, è l’intimo del cuore, che Dio vede e di cui tiene conto nella valutazione dei nostri comportamenti.
La tristezza o la vergogna nell’operare il male rivelano una coscienza aperta e sensibile al Volere di Dio che condanna il male. La tristezza o la vergogna di operare il bene, invece, rivelano una coscienza indifferente a Dio e schiava delle valutazioni degli uomini senza coscienza.
Quante volte per la paura di essere considerati o chiamati “bigotti” si evita di compiere un gesto di pietà religiosa, di vestirsi in un modo più serio, di usare un linguaggio più riservato. Ugualmente, per viltà, a volte si evita di intervenire a difendere la propria Fede derisa, o a correggere chi offende e oltraggia le cose sante e divine.
Un penitente, una volta, si accusò da Padre Pio di non essere intervenuto a richiamare i colleghi di ufficio che bestemmiavano durante il lavoro. Padre Pio lo apostrofò subito: «Vigliacco! Hai la fede di un coniglio, anziché di un vero cristiano?». Continua a leggere

La Verità o le bugie “a fin di bene”?

Molti di noi, nel lavoro dipendente, avranno ricevuto l’indicazione, o piuttosto l’ordine, di mentire a qualcuno.
Oppure può esserci quella bugia che si considera pietosa, una bugia in apparenza così utile e importante da evitare la crisi di un malato, o di una persona instabile.
Altre volte, la bugia viene detta, e prima ancora giustificata, per salvare qualcuno da rappresaglie, percosse, carcerazione, morte violenta e così via.
Insomma, la bugia in simili casi sembra una strada obbligata e ci si sente del tutto tranquilli. Anzi, soprattutto quando servirebbe a proteggere qualcuno, la si ritiene molto caritatevole e meritoria.
Ricordo un prete di Napoli, sulla quarantina e vestito con il clergyman di derivazione protestante, che affermava proprio questo. Con uno slancio di solidarietà più che di furbizia, si diceva pronto a raccontare anche più di una bugia per salvare una persona.
Ora però spostiamo l’attenzione dal vecchio mondo e dal prete di Napoli e prestiamo ascolto a un grande Santo, anche lui campano: Padre Pio da Pietrelcina. Continua a leggere

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