Cerca

Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

Tag

Padre Pio

Amore alla Croce

«Sì, io amo la Croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù.»

Padre Pio

Padre Pio non ama la Croce per se stessa. Nessuno può amare la sofferenza per se stessa. L’istinto naturale fa respingere la sofferenza con impulso netto ed immediato. Anche l’istinto di conservazione entra subito in azione per respingere ciò che attenta al benessere dell’uomo.
Qual è il motivo, allora, per cui Padre Pio ha amato la Croce, l’ha voluta, l’ha fatta propria con una passione spinta fino alla predilezione per la sofferenza? La risposta è questa: «l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù».
Padre Pio ha scoperto il valore della Croce, la sua importanza, la sua preziosità. Dal momento che Gesù si è addossato la Croce, dalla nascita nella stalla di Betlemme alla morte sulla Croce del Calvario, c’è da credere che la Croce abbia un valore, un grande valore. Continua a leggere

La Grazia, molto più preziosa degli occhi

Pietro Cugino è nato a San Giovanni Rotondo il 28 giugno 1913. Ha conosciuto Padre Pio da bambino, quando accompagnava il papà cieco in Convento. Nel 1925, all’età di dodici anni, diventò egli pure cieco ed il Santo lo prese sotto la sua protezione. La mamma avrebbe voluto metterlo in un collegio per fargli apprendere qualcosa che potesse servire nella vita; ma, quando espresse al Santo la sua intenzione e la sua preoccupazione per il futuro del figlio, trovò nel Padre una netta e decisa opposizione. «Lì si perderebbe – disse –; deve restare qui. Finché ci sarà Padre Pio non gli mancherà nulla».

***

Nel 1932 in un pomeriggio, Pietruccio, ancora molto giovane ma già privo della vista da sette anni, si recò al Convento, accompagnato dal Terziario francescano Fini Michele, per salutare Padre Pio, che a quei tempi era relegato nel Convento per i provvedimenti restrittivi delle supreme autorità.
Padre Pio gradì molto la visita di Pietruccio e gli rivolse subito la parola:
– Beato te, Pietruccio, che non vedi il fango e il marciume di questo mondo. Hai meno occasioni di offendere il Signore!… Dimmi la verità, hai desiderato qualche volta di riavere la vista? Continua a leggere

L’orribile piaga del rispetto umano

«Ricordalo: è più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto che arrossisce di operare il bene.»

Padre Pio

La vergogna e il dispiacere nell’offendere Dio valgono ben più del rispetto umano o della vergogna nel compiere un’azione buona. Quel che vale di più, dunque, è l’intimo del cuore, che Dio vede e di cui tiene conto nella valutazione dei nostri comportamenti.
La tristezza o la vergogna nell’operare il male rivelano una coscienza aperta e sensibile al Volere di Dio che condanna il male. La tristezza o la vergogna di operare il bene, invece, rivelano una coscienza indifferente a Dio e schiava delle valutazioni degli uomini senza coscienza.
Quante volte per la paura di essere considerati o chiamati “bigotti” si evita di compiere un gesto di pietà religiosa, di vestirsi in un modo più serio, di usare un linguaggio più riservato. Ugualmente, per viltà, a volte si evita di intervenire a difendere la propria Fede derisa, o a correggere chi offende e oltraggia le cose sante e divine.
Un penitente, una volta, si accusò da Padre Pio di non essere intervenuto a richiamare i colleghi di ufficio che bestemmiavano durante il lavoro. Padre Pio lo apostrofò subito: «Vigliacco! Hai la fede di un coniglio, anziché di un vero cristiano?». Continua a leggere

La Verità o le bugie “a fin di bene”?

Molti di noi, nel lavoro dipendente, avranno ricevuto l’indicazione, o piuttosto l’ordine, di mentire a qualcuno.
Oppure può esserci quella bugia che si considera pietosa, una bugia in apparenza così utile e importante da evitare la crisi di un malato, o di una persona instabile.
Altre volte, la bugia viene detta, e prima ancora giustificata, per salvare qualcuno da rappresaglie, percosse, carcerazione, morte violenta e così via.
Insomma, la bugia in simili casi sembra una strada obbligata e ci si sente del tutto tranquilli. Anzi, soprattutto quando servirebbe a proteggere qualcuno, la si ritiene molto caritatevole e meritoria.
Ricordo un prete di Napoli, sulla quarantina e vestito con il clergyman di derivazione protestante, che affermava proprio questo. Con uno slancio di solidarietà più che di furbizia, si diceva pronto a raccontare anche più di una bugia per salvare una persona.
Ora però spostiamo l’attenzione dal vecchio mondo e dal prete di Napoli e prestiamo ascolto a un grande Santo, anche lui campano: Padre Pio da Pietrelcina. Continua a leggere

Il pane quotidiano

«Non vogliamo persuaderci che la sofferenza è necessaria all’anima nostra; che la croce deve essere il nostro pane quotidiano.»
Padre Pio

La sofferenza è in rapporto diretto con la giustizia e con l’amore. Si può soffrire per dovere di giustizia o per dovere di carità. È giusto soffrire per riparare un male commesso. È nobile la sofferenza di chi solleva o libera un altro dal dolore. San Pietro Apostolo che pianse torrenti di lagrime appena si rese conto, dopo lo sguardo di Gesù, di aver rinnegato il Maestro (cf. Lc 22,62) è un esempio bellissimo della «sofferenza necessaria all’anima», come dice Padre Pio, per la giusta riparazione dopo la colpa commessa. Continua a leggere

Padre Pio, il cuore indomito di un Santo

Ecco un estratto da un articolo che parla di Padre Pio e San Giovanni Rotondo. Come ardeva il cuore del grande Santo! Preghiamolo sempre.

La presenza di Padre Pio a San Giovanni Rotondo e il grande risveglio spirituale che si ebbe mise in azione anche i protestanti, che si organizzarono per contrastare in qualche modo il grande affluire del popolo al Convento di Padre Pio e per riguadagnare terreno. Questi progettarono di costruire una chiesa evangelica nella zona del Convento, ma non vi riuscirono perché fu loro impedito, «dopo una battaglia corpo a corpo». Riuscirono però ad aprire una cappella e una scuola d’infanzia alla periferia del paese, sia per condurre un’opera di “rievangelizzazione” della popolazione, sia per gettare in qualche modo ombre sull’operato di Padre Pio. Continua a leggere

Maria, fulgida aurora di salvezza

«Maria sia quale aurora, a cui voi dovete sempre più strettamente unirvi nel tempo della prova»
Padre Pio

L’aurora è un’altra immagine biblica (cf. Ct 6,10), fra le più splendide e suggestive, con cui viene presentata Maria Santissima nelle pagine della Sacra Scrittura, nella Liturgia e nell’arte sacra.
L’aurora è una realtà cosmica che sembra svelare il cielo e la terra, nel segno della luce che fuga le tenebre e che colora di bellezza ogni cosa del cielo e della terra, irradiando sempre più luce, fino alla comparsa del sole, sorgente di ogni luce e splendore.
Tale è Maria, l’aurora che sorge (cf. Ct 6,10), l’Immacolata, piena di luce, «candore di luce eterna» (Sap 7,26), che porta in sé, presenta, rivela ed irradia sempre più lo splendore del Verbo Incarnato, di Colui che ha detto: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12). Continua a leggere

Compiere il bene giorno per giorno

«Non ti curare del domani, pensa solo a fare il bene oggi, e quando domani sarà arrivato si chiamerà oggi ed allora ci si penserà.»

Padre Pio

Uno dei medici che curò Padre Pio per circa cinque decenni, il dottor Michele Caprano, annotò che nel Santo convissero sempre, in armonia, «misticismo e praticità». San Pio era davvero un mistico completo, ma nello stesso tempo era sempre con i piedi a terra, con il buon senso vigile, con l’equilibrio in atto per mantenere la misura giusta in ogni cosa.
Questo pensiero di Padre Pio ricalca la saggezza antica dell’age quod agis, ossia dell’agir bene al momento presente, giorno per giorno; oppure richiama l’altro detto espressivo secondo cui «ad ogni giorno basta il suo affanno». Continua a leggere

Il Curato d’Ars e Padre Pio parlano della procreazione dei figli

Varie volte mi sono soffermato sulla missione che gli sposi hanno di dare la vita ai figli.
La procreazione associa i genitori alla paternità e alla bontà infinite di Dio, perché i figli degli uomini sono chiamati a diventare figli di Dio.
Non bisogna però credere che Dio si aspetti dai genitori più figli di quelli che possono generare. Non se ne aspetta né più né meno, ma bisogna vivere santamente per cogliere la vera misura.
Nei nostri tempi sorge una domanda nuova: è bene concepire dei figli, ora che sta per iniziare una nuova persecuzione mondiale dei cristiani? Ovvero non di tutti i battezzati, ma di quelli che non hanno rinnegato il loro battesimo. Continua a leggere

Blog su WordPress.com.

Su ↑