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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Preghiera

1° Maggio. La preghiera di Papa San Pio X a San Giuseppe, patrono dei lavoratori

Ecco la preghiera che il grande Papa San Pio X ha scritto a San Giuseppe lavoratore:

Glorioso San Giuseppe,
modello di tutti i lavoratori,
ottenetemi la grazia di lavorare con spirito di penitenza
per l’espiazione dei miei numerosi peccati.
Di lavorare con coscienza,
mettendo il culto del dovere al di sopra delle mie inclinazioni.
Di lavorare con riconoscenza e gioia,
considerando come un onore di impiegare e far fruttare, mediante il lavoro,
i doni ricevuti da Dio.
Di lavorare con ordine, pace,
moderazione e pazienza,
senza mai retrocedere davanti alla stanchezza e alle difficoltà.
Di lavorare specialmente con purezza di intenzione e distacco da me stesso,
avendo sempre davanti agli occhi la morte
e il conto che dovrò rendere del tempo perso,
dei talenti inutilizzati,
del bene omesso,
del vano compiacimento nel successo,
così funesto all’opera di Dio.
Tutto per Gesù, tutto per Maria,
tutto a vostra imitazione, o patriarca Giuseppe!
Questo sarà il mio motto per tutta la vita
e al momento della morte.
Così sia. Continua a leggere

Per ben recitare il Santo Rosario

“Nella recita del Santo Rosario l’attenzione deve essere posta all’Ave, al saluto che rivolgiamo alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri Ella era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore.”

Padre Pio

Non è rara questa domanda da parte di chi recita il Santo Rosario: «Nella recita del Rosario su che cosa bisogna riflettere? Alle parole dell’Ave Maria o al mistero che viene proposto alla contemplazione?».
Se è importante la domanda, ancora più importante è la risposta. Padre Pio risponde, come al solito, con la semplicità e la luminosità che tutto spiegano senza forzature. La sua risposta è questa: nella recita del Santo Rosario anzitutto «l’attenzione deve essere posta all’Ave»; e non può essere altrimenti, perché se sto recitando l’Ave Maria è ovvio che debbo pensare alle parole che dico, le quali mi mettono a colloquio diretto con la Madonna.
L’incontro e il colloquio con la Madonna, però, tramite la recita delle Ave Maria, non avvengono in astratto o solo idealmente, ma si localizzano, potrebbe dirsi, nel singolo mistero del Rosario proposto alla contemplazione. Ossia: se con le parole dell’Ave mi rivolgo alla Madonna, mi rivolgo, però, a Lei vedendola all’interno del mistero proposto alla contemplazione. La Madonna, infatti, «in tutti i misteri era presente», dice padre Pio, ed è a Lei, come la vedo in quel preciso mistero proposto, che mi devo rivolgere direttamente, incontrandola, parlandole e contemplandola. Continua a leggere

Sullo spirito di preghiera

Consigli di San Francesco di Sales, il Santo della dolcezza, sul modo di restare uniti a Dio nella preghiera.

Aspira dunque spesso a Dio, con slanci del cuore brevi ma ardenti: canta la sua bellezza, invoca il suo aiuto, gettati in spirito ai piedi della Croce, adora la sua bontà, interrogalo spesso sulla tua salvezza, donagli mille volte al giorno la tua anima, fissa i tuoi occhi interiori sulla sua dolcezza, tendigli la mano come fa un bambino con il papà, perché ti guidi; innalzalo nella tua anima come uno stendardo e conduci il tuo cuore in mille modi alla ricerca dell’amore di Dio, e scuotilo perché giunga ad un appassionato e tenero amore per questo Sposo divino. Continua a leggere

Victimae paschali laudes / Lodi alla Vittima pasquale

Auguri di Buona Pasqua a tutti i visitatori di Lucechesorge e ai loro cari!

Preghiera eucaristica di Santa Faustina Kowalska

Nella notte del 31 dicembre 1934 Santa Faustina Kowalska aveva ricevuto il permesso di non andare a dormire, ma di pregare in cappella. Al rintocco della mezzanotte guardando al nuovo anno che iniziava compose la seguente preghiera eucaristica.

O Ostia Santa, in cui è contenuto il testamento della Divina Misericordia per noi e specialmente per i poveri peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuto il Corpo ed il Sangue del Signore Gesù, come dimostrazione dell’infinita Misericordia verso di noi, ma specialmente verso i peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuta la vita eterna e l’infinita Misericordia elargita in abbondanza a noi, ma specialmente ai poveri peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuta la Misericordia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo verso di noi, ma specialmente verso i poveri peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuto il prezzo infinito della Misericordia, che ripagherà tutti i nostri debiti, ma specialmente quelli dei poveri peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuta la sorgente di acqua viva, che scaturisce dalla Misericordia infinita per noi, ma specialmente per i poveri peccatori.
O Ostia Santa, in cui è contenuto il fuoco dell’amore più puro, che arde dal seno dell’Eterno Padre, come da un abisso di Misericordia infinita per noi, ma specialmente per i poveri peccatori. Continua a leggere

Quella volta che una S. Messa fu offerta in cambio di cibo

Un giorno di molti anni fa, in un piccolo villaggio del Lussemburgo, un capitano della Guardia Forestale stava conversando con il macellaio quando arrivò un’anziana signora. Il macellaio le chiese: “Cosa vi servo, signora?” La donna rispose: “Un pezzetto di carne, ma non ho soldi per pagare.” Il capitano che era lì presente sorrise visibilmente pensando alla stranezza della richiesta. Il macellaio ribatté: “Solo un pezzetto di carne, ma come contraccambiate?”. L’anziana signora disse allora al macellaio: “Mi dispiace di non avere soldi, ma in cambio vi prometto di assistere quest’oggi alla Messa per voi”. Siccome il macellaio e il capitano erano molto scettici nei confronti della religione, cominciarono a ridere. “Molto bene – disse il macellaio – Andate pure a Messa per me, e ritornate, vi darò l’equivalente del valore della Messa”.

La donna in quel giorno assistette alla Messa e poi ritornò dal negoziante. Continua a leggere

Storia della Medaglia Miracolosa. La sublime carità dell’Immacolata

IL DONO PIÙ GRANDE

Scrive San Paolo, l’ardentissimo Apostolo delle genti, nella Lettera ai Filippesi: «Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore» (Fil 3, 8). San Paolo è il grande innamorato del Signore Gesù, che l’ha «conquistato» (v. 12).
Dunque anche la carità dell’Immacolata, Maria Santissima Madre di Dio e nostra, è sublime, perché Lei ci dona innanzitutto il suo Figlio Divino, Gesù.
“Carità” viene dal latino caritas e vuol dire “amore”. Ma indica pure l’elemosina, e in generale un dono a favore di chi ha bisogno. E certamente, il dono più grande e necessario è Dio stesso.
Fare la carità senza donare Dio, cioè senza far sentire alle persone che sono amate e desiderate da Dio, è solo un gesto umanitario, che lascia in chi lo riceve un senso di solitudine. Continua a leggere

“Il caso della scandalosa nuova traduzione del Padre Nostro nella Bibbia CEI. Completamente errata. Vi spiego perché – Appunti per chi fa le ore piccole” di Fra Cristoforo

“Il caso della scandalosa nuova traduzione del Padre Nostro nella Bibbia CEI. Completamente errata. Vi spiego perché – Appunti per chi fa le ore piccole” di Fra Cristoforo

Credo di essere in grado di poter dare il mio modesto contributo sul caso della scandalosa “nuova” traduzione dell’ultima parte del Padre Nostro nella Bibbia CEI, che ovviamente compare anche nel Lezionario Liturgico di cui abbiamo già trattato. E siccome so che in diverse comunità parrocchiali alcuni sacerdoti utilizzano già, durante la Messa, la nuova versione del Padre Nostro, vorrei chiarire con voi lettori il caso di questa traduzione pedestre. La parte a cui mi riferisco, tradotta e utilizzata per secoli, è proprio il versetto di Matteo 6,13a: “non ci indurre in tentazione”, che nella nuova versione è stato maldestramente tradotto con “non abbandonarci alla tentazione”. Naturalmente anche qui ha prevalso il “politicamente corretto”. Come può Dio “indurre” in tentazione? Allora cambiamo con una traduzione più morbida, più sdolcinata, più sentimentale. Cosa sbagliatissima. Ma su questo punto tornerò dopo. Continua a leggere

Preghiera per iniziare il lavoro

Se l’anima è in grazia di Dio, ogni azione, anche ordinaria, acquista un valore infinito perché vissuta e operata con Cristo e in Cristo e varrà come merito per la vita eterna. Se invece non si è in grazia di Dio, si possono fare anche le cose più grandi, ma a nulla varranno per la vita eterna.
C’è una bellissima preghiera che è bene fare prima di mettersi al lavoro, così ogni fatica si trasformerà in “oro” per i propri cari.
Eccola:

Benedici, o Signore, questo mio lavoro.
In unione al sangue che Tu offristi sulla Croce, offro all’eterno Divin Padre ogni mia fatica ed ogni mio sacrificio perché sia causa di salvezza per me e per i miei cari.
Amen Continua a leggere

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