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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Sguardi e pensieri

Come vincere la solitudine?

In un precedente articolo abbiamo detto che la solitudine è rimanere soli con se stessi, o stare in compagnia di altri, ma senza rivolgere lo sguardo a Gesù Cristo, nostra Via, Verità e Vita.
Solo il nostro rapporto sincero e profondo con il Signore Gesù sconfigge la solitudine. Solo Gesù, nella Trinità Divina e con Maria nostra Madre, può restare sempre con noi, abitare nel nostro cuore, nel profondo della nostra anima, e donare pienezza alla nostra vita.
Se osserviamo i Comandamenti e ci impegniamo nella preghiera, possiamo arrivare a sentire presenti dentro di noi Gesù e la Madonna, come pure ogni Persona della SS. Trinità.
Può però succedere che per un’incolpevole aridità spirituale (vissuta anche dai Santi) non riusciamo a sentirli in noi. Ma anche allora c’è una comunicazione, e la fede ci dice che la loro presenza in noi non viene mai meno.
Più spesso possibile, rivolgiamoci a Gesù o a Maria realmente presenti dentro di noi, e affidiamo a Gesù o a Maria, che ci porta sempre a Gesù, il nostro stato d’animo, quel pensiero, quella parola o quell’azione, che così diventano belli, puri e secondo la Volontà di Dio. Continua a leggere

La solitudine in rapporto al mondo e al Signore

La solitudine non è un bene, ma il suo significato davanti al mondo e davanti a Dio è completamente diverso.
Per il mondo, la solitudine è da condannare perché rappresenta il rifiuto della sua falsità, il ritirarsi dai suoi rapporti basati sul degrado e sul potere. Titolava emblematicamente, anni fa, uno dei giornali più venduti in Italia: «La follia dei solitari». Un marchio a fuoco, un’espressione di odio bruciante verso coloro che non hanno accettato di conformarsi e unirsi alla massa, sotto la guida di capi malvagi.
Il Signore Gesù invece di condannare semplicemente la solitudine ci invita ad uscirne, con le sue parole sublimi (Gv 12, 24): «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».
Davanti al mondo, ciascuno di noi è solo qualcuno da schiavizzare, da abbassare nel fango. Davanti a Dio, che ci ha creati, tu e io abbiamo una grande fecondità di vita nascosta nel profondo di noi stessi. Quando spostiamo lo sguardo dal nostro nulla egoistico alla pienezza divina di Gesù, allora muoriamo a noi stessi e al mondo, e nasciamo a vita nuova, vita eterna. Continua a leggere

L’arte cristiana di amare

Anche a voi sarà successo, chissà quante volte, di non essere accolti con amore.
Ora, potremmo restare con lo sguardo su noi stessi, ma sorgono invece due domande.
La prima: chi ha accolto Gesù con amore? E noi, tu, io, abbiamo accolto Gesù con amore?
Gesù è il nostro adorabile Signore, vero Dio e vero Uomo. Gesù è l’Amore.
Gesù vive nella sua eterna Gloria, e non soffre più per la sua vita fra i peccatori, per la sua dolorosa Passione.
Eppure è Gesù il più escluso, l’Adorabile non adorato, non ricercato e non amato. È Gesù l’Immenso non anelato, lo Sposo ignorato e non bramato, l’Amico su cui quasi nessuno vuole contare, il Redentore che trova ancora cuori di pietra.
In realtà, noi dimostriamo amore a una persona, compreso noi stessi, a seconda di quanto amiamo Gesù.
Noi dimostriamo amore nella misura in cui accogliamo Gesù, e lasciamo che sia Gesù a vivere e amare in noi, attraverso di noi. Continua a leggere

Quali sono le buone maniere per noi?

Forse molti fra i lettori avranno capito che il potere politico in Occidente vuole impadronirsi di noi e dei nostri figli. A ogni legge che fanno, la dittatura democraticamente eletta aumenta la sua invadenza, e non è certo previsto l’uso delle buone maniere per convincerci a obbedire. Ma ci sarà dato sempre di compiere la volontà di Dio e non quella degli uomini.
Comunque, finché abbiamo una parvenza di normalità possiamo pensare alle buone maniere, quelle che si usano tra liberi cittadini.
Intanto, il tu e il lei. È segno di buona educazione dare del lei a chi non è più giovane, ai sacerdoti e ai religiosi di ogni età, ai superiori sul lavoro, ai clienti magari anche giovani e così via. In particolare, due persone non più tanto giovani che s’incontrano per la prima volta, se non intuiscono la disponibilità immediata al tu farebbero bene a darsi del lei.
Eppure Gesù, il Signore, da noi non vuole certo il lei. No, perché ci ama, e ci ama infinitamente, a tu per tu. Quindi si può capire che se in una relazione c’è lo Spirito Santo che riscalda e unisce i cuori, prima o poi si dovrebbe arrivare al tu. Altrimenti, rimane sempre una riserva, come una voce che ci fa sentire non ancora tanto desiderati e amati, non ancora stretti al cuore dell’altro. Continua a leggere

Quali sono i talenti che contano di più?

A volte, possiamo ritrovarci un po’ affaticati e perplessi nel vedere i nostri difetti naturali, come una debole memoria, una scarsa capacità d’apprendimento, un’intelligenza non tanto pronta e brillante, la poca bravura nello scrivere… che fare? Che pensare?
Intanto, possiamo star tranquilli che Dio, nel suo amore misericordioso, ci ha dato perfettamente tutti i talenti di cui abbiamo bisogno. Bisogno per cosa? Per compiere il meraviglioso progetto che Dio ci affida, e che solo Dio, con la sua bontà e sapienza infinita, poteva pensare per noi.
Dio è santo e ci dona la grazia per diventare santi e vivere poi per sempre con Lui, con la Madonna Madre di Dio e di noi cristiani, con i Santi, gli angeli e i nostri cari… che vogliamo di più? Diventando santi e vivendo intanto da giusti potremo aiutare tante persone a vivere in grazia di Dio e a santificarsi.
Madre Teresa di Calcutta ha scritto una volta: «Dio non mi ha chiamata ad avere successo. Mi ha chiamata ad essere fedele». I doni naturali, che possono magari includere la bellezza fisica oltre alle qualità intellettuali, servono ad avere successo, ma non sono affatto necessari per essere fedeli.
Inoltre, se Dio non ci ha dato una certa qualità, vuol dire che non era la più adatta per noi. Continua a leggere

Regina della Pace. Pensieri di un sacerdote

Siamo lieti di pubblicare un articolo che racchiude alcuni pensieri di un caro sacerdote, Don Felice Prosperi.

REGINA DELLA PACE

Sono tornato ieri da un pellegrinaggio a Medjugorje e mi sono messo sotto il manto della Regina della Pace. Oggi però sento rumori e leggo proclami di guerra, in primis quello del Presidente d’America, che vuole castigare il Dittatore siriano Assad, con il motivo che avrebbe usato armi chimiche, e minaccia il Presidente russo Putin di fargli provare le sue nuove e micidiali armi.

Cosicché acerrimi nemici di Trump sono diventati di colpo suoi fan appassionati e persone, come il sottoscritto, che avevano salutato con favore le sue scelte in difesa della vita, della libertà di espressione e di religione, sono ora costernate nel constatare quanto vano e futile è l’uomo, e quanto è pericoloso che la nazione più potente e armata della terra sia guidata in modo così sciocco.

Già Trump aveva fatto sparare missili potenti contro Damasco, procurando numerosi morti in una guarnigione di soldati, con lo stesso preteso diritto divino di punire chi fa il male.

Putin gli risponde che farebbe bene a usare le sue armi per combattere i terroristi e tutti pensano che questa volta non starà a guardare, ma manderà gli aerei russi a bombardare le navi americane, già stazionate sulla costa della Siria. Continua a leggere

Come mangiavano Gesù, Giuseppe e Maria?

Un prezioso libretto di Padre Stefano M. Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata, mi ha fatto scoprire e apprezzare meglio San Giuseppe. S’intitola Il mese di San Giuseppe. Meditazioni per ogni giorno del mese di marzo (Casa Mariana Editrice).
Ovviamente va benissimo leggerlo in qualsiasi giorno dell’anno, anche se tradizionalmente marzo è il mese di San Giuseppe, anche perché il 19 marzo è la sua Solennità. E con l’occasione si celebra pure la Festa del Papà.
Ci sono alcune righe che vorrei riportarvi, molto opportune ora che siamo nella Settimana Santa e ci prepariamo con spirito cristiano alla Santa Pasqua.
Padre Stefano a sua volta cita due mistiche, la Venerabile Suor Maria d’Agreda e la Beata Caterina Emmerick. E lo fa per rivelarci dei particolari bellissimi e affascinanti, cioè come mangiava la Sacra Famiglia: Gesù, Giuseppe e Maria (pp. 154-155):

[…] la Venerabile riferisce che la Sacra Famiglia faceva continua astinenza dalle carni e, in effetti, Gesù, Maria e San Giuseppe «mangiavano ben poco, e subito dividevano fra i poveri, dando specialmente ai malati il resto delle vivande, ed anche il denaro guadagnato con i loro lavori».

Nelle sue straordinarie rivelazioni mistiche, la beata Caterina Emmerick racconta anch’ella la vita austera e penitente che San Giuseppe con Maria e Gesù menava nella casa di Nazareth, nutrendosi essi soltanto con dei piccoli pani, con alcune fave oppure altri ortaggi, e soltanto qualche volta potevano avere un po’ di pesce da mangiare. Continua a leggere

8 marzo, festa sociale della donna. Occasione per riflettere

Ancora ogni 8 marzo, la nostra classe dirigente celebra, con la massa, la cosiddetta Festa della Donna.
Del resto, non si celebra forse ancora ogni 25 aprile l’anniversario della liberazione dal fascismo? Anche quest’ultima per gli atei e massoni è una data da ricordare e imporre. Il fascismo, infatti, pur con i suoi errori e crimini (vedi antisemistismo), fu una parentesi nel dominio ateo-massonico, iniziato con l’unità d’Italia e ricominciato nel dopoguerra.
Riguardo all’8 marzo, diciamo che quando verrà di nuovo festeggiata la Madonna, le donne saranno sempre festeggiate.
Ora invece viene festeggiato il peccato mortale, e quindi la donna può essere festeggiata, per finta, solo un giorno all’anno, come titolare dei diritti a peccare.
Tuttavia, la donna non ha il diritto alla maternità, anzi viene spinta al lavoro per integrare lo stipendio del marito. Risalgono già a inizio Novecento dei piani massonici per impedire il mantenimento delle famiglie con un solo stipendio. E il lavoro a sua volta diventa un ostacolo per la maternità, se non un impedimento totale.
Lo Stato ateo-massonico non sostiene la maternità, fornendo il necessario per i bambini poveri, ma finanzia l’aborto, per spingere le madri a uccidere i propri figli. Continua a leggere

Contemplare la bellezza

Se ci pensiamo, è meglio contemplare e amare profondamente la bellezza, o volerla anche toccare e consumare, in cerca del piacere sensuale?
Certo il Matrimonio deve essere consumato, ma il fine primo, più alto e sublime di questo è la procreazione. La procreazione è l’Amore infinito di Dio che dona la vita attraverso l’amore degli sposi. Gli sposi stessi donano la vita, se è vero che il loro amore è gioia per ogni figlio che nasce.
Ci sono diversi motivi per preferire la contemplazione della bellezza dell’amata o dell’amato, al desiderio sensuale della sua bellezza.
Intanto, come insegna fra gli altri Giovanni Paolo II, del coniuge vanno amati non solo l’anima, ma anche il corpo. Sì, il corpo della persona che si è sposata deve ricevere il nostro amore. Così anche eventuali difetti vengono visti in una luce nuova, con uno sguardo d’amore che li rende graditi perché amiamo l’intera persona, anima e corpo.
Contemplare la bellezza della persona amata, e accarezzarla e baciarla castamente, invece di toccarla per ottenere il piacere sensuale, dimostra l’amore più puro e nobile. Com’è grande l’amore di un uomo che s’inchina a baciare la mano della sua sposa e prova una tenera riverenza per lei! Continua a leggere

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