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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Situazione della Chiesa

Il faro nella notte

di Massimo Viglione

Un numero sempre più grande di persone è confuso, disorientato, sconfortato, arrabbiato, a volte sconvolto, per quanto sta accadendo nella Chiesa. E per la sempre più evidente spaccatura al suo interno. E chiede lumi sulla verità, su come stanno le cose, su chi seguire e chi non seguire.
Vi è un discrimine ultimo per sapere chi è con Dio e con contro Dio.
Il discrimine ultimo, la pietra d’inciampo su cui si sfracellano i costruttori della nuova religione della nuova umanità mondialista, è e rimane solo uno.
“Il Cristo”, come dicono loro, può essere ridotto a profeta, successore di Mosè e predecessore di Maometto, emulo di Buddha. Lo Spirito Santo può diventare lo “spirito del mondo”, nuova “anima mundi”. La Chiesa la si allargherà fino a contenere tutto e tutti nella futura religione del solo Dio padre di tutti gli uomini e di tutti gli esseri.
Il Vangelo lo si adatterà con una opportuna esegesi e “aggiornamento” dei testi, per poi unificarlo con gli altri testi delle altre religioni.
Perfino la Madre di Dio, la si trasformerà nella “Gran Madre dell’umanità” e della fecondità. Magari figurazione di Gaia. Continua a leggere

I cocchi della falsa chiesa: clandestini e peccatori «fragili»

Oggi, domenica 14 gennaio 2018, dopo esser riuscito in qualche modo a fare una confessione cattolica da un sacerdote francescano, ho partecipato alla Messa come la passa il “convento” della neochiesa supermisericordiosa.
Anche molti di voi avranno forse girato tante chiese in cerca di un rimasuglio di cattolicesimo nella celebrazione eucaristica. A volte però, nel caso dei religiosi, sono loro che girano e allora magari c’è un volto nuovo in città, come questa mattina lo era per me. Un giovane Padre dei frati minori, barbuto e dall’accento campano.
Nelle letture della Messa riformata si alternano i laici, anche donne, anche figure di maschiette con capelli corti e pantaloni. La solita solfa. La mente, un po’ stordita dal teatrino dei vari personaggi, cerca lo stesso di cogliere qualcosa della Parola di Dio, mentre loro e non il clero ce la porgono.
Ed ecco che arriva l’omelia. All’uditorio di anime morte o a rischio di sopravvivenza, viene detto chiaramente, con aria di grande bontà, chi sono i cocchi della falsa chiesa: clandestini e peccatori «fragili».
Per i clandestini e i burattinai della falsa misericordia, oggi è un trionfo: hanno indetto per questa domenica la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. L’invasione deve essere cattolica e universale come un tempo lo fu l’amore per Cristo e la sua Verità. Continua a leggere

Stanno abolendo gli inginocchiatoi da chiese e santuari. Segno dei tempi

Nella Basilica di Loreto sono arrivati nuovi banchi senza inginocchiatoi.
Ormai da diversi anni a questa parte questa tipologia di acquisti sta diventando una moda.
Chi scrive, un giorno, visitando una nuova chiesa (peraltro bruttissima, come si è soliti progettarle in questi anni) costruita a Piana Romana, presso Pietrelcina (un luogo dove san Pio da Pietrelcina ricevette le stimmate spirituali) notò che i banchi erano tutti sprovvisti di inginocchiatoi. Chiese spiegazione ad un frate lì presente, che rispose: “Questa non è una chiesa, è un’aula liturgica!”.
Questi sono i tempi, purtroppo.
Ma perché gli inginocchiatoi danno oggi così fastidio?
Non si tratta ovviamente del fatto che occupano più spazio. La ragione è diversa. Se ci si riflette sta proprio nella risposta che diede quel frate: aula liturgica.
Oggi le chiese non devono essere tanto chiese, ma aule. La chiesa implica il concetto di luogo con una Presenza, l’aula invece il concetto di luogo per riunirsi. Una chiesa vuota, rimane chiesa, perché c’è Lui, c’è Dio in Corpo, Sangue (anche nell’Ostia c’è il Sangue!), Anima e Divinità nel Santissimo Sacramento; ma un aula vuota non è più nulla, a causa del suo essere vuota in quanto la sua ragion d’essere è solo nell’accogliere un’assemblea. Continua a leggere

«Per il suo superiore, Bergoglio non era adatto a fare il Vescovo»

di Francesco Borgonovo

C’è un libretto che sta attirando l’attenzione di mezzo mondo. Ne hanno parlato giornali francesi, americani, australiani, perfino qualche giornale italiano, con molta cautela. E, in effetti, trattasi di un volume rovente, a partire dal titolo: Il Papa dittatore.
La copertina è occupata quasi interamente da una fotografia di papa Francesco: il «dittatore» in questione, ovviamente, sarebbe lui.
L’autore è Marcantonio Colonna. Si tratta di uno pseudonimo, che fa riferimento a un personaggio realmente esistito: il viceré di Sicilia, vissuto nel XVI secolo, tra i protagonisti della battaglia di Lepanto. Le scarne note biografiche presenti nel libro – disponibile soltanto in versione ebook – spiegano che l’autore «si è laureato all’Università di Oxford e possiede una profonda esperienza nell’ambito della ricerca storica e in altri campi. Risiede a Roma fin dall’inizio del pontificato di papa Francesco, e il suo libro è frutto di stretti contatti con molte persone che lavorano in Vaticano, tra cui i cardinali e altri personaggi principali citati nel corso della narrazione».
La Verità è riuscita, tramite posta elettronica, a mettersi in contatto con Marcantonio Colonna, e a farsi raccontare qualcosa in più sul pamphlet che sta suscitando tanto clamore. Continua a leggere

L’eresia ormai ufficiale al vertice della Chiesa. Lutero, Matrimonio, Eucaristia

Pubblichiamo un estratto da un articolo che può far comprendere bene la drammatica situazione della Chiesa.

La tragedia dell’età moderna e contemporanea è cominciata con Lutero e con il suo libero esame. L’uomo ha preteso così di appropriarsi della Parola di Dio e di riformularne le esigenze in base ai suoi bisogni soggettivi di peccatore impenitente e refrattario alla grazia (ciò che, storicamente, fu il cattivo frate che poi si dannò).
Quando, nella Chiesa Cattolica, si è smesso di giudicare il ribelle per quello che realmente è stato, i germi pestiferi del suo “pensiero” sono penetrati al suo interno e vi hanno proliferato, finché un “papa” non è arrivato al punto, non dico di riabilitarlo, ma praticamente di canonizzarlo.
L’interesse della manovra è più che evidente: bisogna spezzare la continuità del Magistero e cancellare l’idea stessa che ci siano giudizi irreformabili della Chiesa in materia di fede e di morale.
Tutto si può modificare: riti, prassi, dottrine… Bisognava che l’eretico per antonomasia diventasse profeta perché si potesse portare a termine la rivoluzione. Continua a leggere

Le principali differenze tra la S. Messa tradizionale e quella riformata

L’ALTARE

Antico Rito
Nell’antico Rito l’altare è rialzato rispetto al piano dei fedeli per rappresentare il Calvario. È inoltre è rivolto verso il Tabernacolo.
Nuovo Rito
L’altare è una mensa per sottolineare la dimensione conviviale e per far capire quanto questo aspetto debba essere prevalente su quello sacrificale. Esso è rivolto verso il popolo. Il sacerdote non è più verso Dio per offrirgli il divino Sacrificio a favore dei fedeli, bensì verso il popolo. Il tutto confonde e fa pensare ad una semplice di riunione di preghiera. Nemmeno nell’antichità l’altare fu mai rivolto verso il popolo, piuttosto verso Oriente, simbolo di Cristo. L’altare, anzi la mensa verso il popolo è invece un’invenzione di Lutero e di altri pseudo-riformatori del XVI secolo. Continua a leggere

“Il caso della scandalosa nuova traduzione del Padre Nostro nella Bibbia CEI. Completamente errata. Vi spiego perché – Appunti per chi fa le ore piccole” di Fra Cristoforo

“Il caso della scandalosa nuova traduzione del Padre Nostro nella Bibbia CEI. Completamente errata. Vi spiego perché – Appunti per chi fa le ore piccole” di Fra Cristoforo

Credo di essere in grado di poter dare il mio modesto contributo sul caso della scandalosa “nuova” traduzione dell’ultima parte del Padre Nostro nella Bibbia CEI, che ovviamente compare anche nel Lezionario Liturgico di cui abbiamo già trattato. E siccome so che in diverse comunità parrocchiali alcuni sacerdoti utilizzano già, durante la Messa, la nuova versione del Padre Nostro, vorrei chiarire con voi lettori il caso di questa traduzione pedestre. La parte a cui mi riferisco, tradotta e utilizzata per secoli, è proprio il versetto di Matteo 6,13a: “non ci indurre in tentazione”, che nella nuova versione è stato maldestramente tradotto con “non abbandonarci alla tentazione”. Naturalmente anche qui ha prevalso il “politicamente corretto”. Come può Dio “indurre” in tentazione? Allora cambiamo con una traduzione più morbida, più sdolcinata, più sentimentale. Cosa sbagliatissima. Ma su questo punto tornerò dopo. Continua a leggere

Dalle profezie della Beata Caterina Emmerick: una falsa Chiesa aperta ai protestanti

A ottobre 2017, la falsa Chiesa di eretici ha celebrato più che mai la riforma protestante.
Un certo Nunzio Galantino, segretario dei Vescovi italiani, ha dichiarato: «La Riforma avviata da Martin Lutero 500 anni fa è stata un evento dello Spirito Santo». E pensare che questo pover’uomo senza vocazione, che non è sposato e d’altra parte rinnega la fede di cui dovrebbe essere pastore, porta un nome mariano! Infatti Nunzio si riferisce all’Annunciazione. Ma sembra che il suo nome, in senso soprannaturale, non sia scritto nel Libro della Vita. Rinnegando la fede cattolica davanti alla Chiesa e all’umanità, va verso l’inferno e cerca di trascinarci più anime possibili.
Poi a fine ottobre c’è stato persino il francobollo commemorativo dell’eresia protestante.
Ma su una cosa possiamo stare tranquilli: a questa gente perduta non importa niente del protestantesimo in sé. Gliene importa solo nella misura in cui possono servirsene per la rovina di ogni essere umano. Conta poco ciò che pensano nella loro ipocrisia con se stessi e gli altri: questa è la realtà della loro vita e delle loro azioni.
Si realizzano così le profezie della Beata Caterina Emmerick (1774-1824) sulla «falsa chiesa» al tempo di «due papi». Vi si legge fra l’altro:

Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. […] Continua a leggere

Se il tuo parroco cambia le parole della consacrazione

di Don Alfredo Morselli

In questo momento della storia della Chiesa, sono saltati – nel cervello di molti – tutti i freni che il buon senso pone alla stupidità. Tra Comunioni sacrileghe, liturgie inter-confessionali, assoluzioni a chi non ha il proposito di cambiar vita, caricature della Misericordia, beatificazioni di eresiarchi, caccia ai cosiddetti “nemici del Papa”… – e la lista è ancora lunga –, adesso è esplosa anche la funesta moda della formula della consacrazione eucaristica mutata ad libitum del celebrante.

Tanti buoni fedeli sono allarmati: “La S. Comunione che ricevo è il vero Corpo di Cristo?”; “Ma avviene la Transustanziazione?”; “Una siffatta Messa è valida?”

Poiché stanno circolando sul WEB dichiarazioni allarmanti circa il valore della consacrazione eucaristica con le parole della consacrazione stoltamente cambiate, è opportuno ricordare alcuni princípi della buona teologia sacramentaria. Continua a leggere

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