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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Situazione della Chiesa

A proposito del costume maschile della donna. Lettera del Card. Giuseppe Siri

Il Cardinale di Genova Giuseppe Siri (1906-1989) avrebbe dovuto regnare come Pontefice al posto di Giovanni XXIII e Paolo VI, ma vi rinunciò in occasione di entrambi i conclavi. Una fumata bianca si vide chiaramente il 26 ottobre 1958, quale prova inconfutabile che un nuovo Papa era stato eletto come successore del Pastore Angelico, Pio XII. Rivelazioni provenienti dagli USA, e tuttora facilmente reperibili in rete, indicano nel Card. Siri il nuovo Pontefice di quella elezione, e mostrano i retroscena di un clero perverso che riuscì a convincerlo subito ad abdicare.
La Chiesa si sarebbe salvata dall’abbraccio letale con il mondo e le sue seduzioni, e dall’apostasia in cui ormai è sprofondata. Il mondo stesso forse non sarebbe finito nel baratro della società anticristiana, che invece oggi è la nostra. Verso la fine della sua vita terrena, il Card. Siri dichiarò al vaticanista Benny Lai: «Ho fatto male, perché avrei evitato di compiere certe azioni… Vorrei dire, ma ho timore a dirlo, certi errori. Quindi ho avuto un grande rimorso e ho chiesto perdono a Dio. Ho commesso un errore, e oggi lo capisco. Spero che Dio mi perdoni».
Dell’eminentissimo Card. Siri proponiamo ai lettori e a tutte le persone di buona volontà una lettera sull’argomento del vestiario maschile indossato dalle donne. La lettera è del 1960, un tempo in cui le povere donne sedotte da satana attraverso la moda e il conformismo iniziavano a portare diffusamente i pantaloni. Giudichino i lettori se non si è poi avverato il presentimento del Card. Siri sulla società mostruosa che sarebbe nata dalla confusione dell’abbigliamento, e quindi dei ruoli e dei generi. Continua a leggere

Il terzo segreto di Fatima

Messaggio di Maria SS. ad un mistico friulano

10 dicembre 2011

Maria: “Sono qui, figlio mio, accanto a te.
Carissimi, forse oggi il mondo chiede purificazione? Io, Maria Madre vostra, Madre addolorata, vi dico che sono molto pochi gli uomini che riconoscono le loro colpe e ne chiedono perdono. Allora Dio, per Amore, purificherà il mondo.
Chi accoglierà la purificazione soffrirà in spirito e corpo, ma salverà l’anima; chi non la accoglierà soffrirà molto di più e non salverà l’anima.
Piccoli miei, almeno voi avete imparato a non stupirvi più nel vedere crescere le sofferenze sulla terra che servono ad espiare le colpe e ottenere grandi conversioni. Avete imparato a riconoscere i segni dei tempi che vogliono l’attenzione di tutti sempre più distaccata dalla terra e rivolta al cielo per intravederne le delizie.
Dio ha creato l’uomo libero e rispetta sempre le sue scelte; se vuol continuare a rotolarsi nel fango come i maiali lo lascia fare; se vuol volare sulle sue ali lo accoglie e lo rende felice. La scelta è sempre e solo dell’uomo. Una scelta che la mia Chiesa, purtroppo, non sempre aiuta, come dovrebbe essere suo compito.
Carissimi, devo, con grande amarezza nel cuore, dirvi che il terzo segreto di Fatima non è stato rivelato al mondo nella sua integrità. Questo segreto doveva essere svelato in questi tempi, perché riguarda questa generazione. Continua a leggere

L’invenzione del prete in borghese. Per una storia dell’abito sacro

Nella storia della Chiesa abbiamo avuto anche per l’abito prima una crescente consapevolezza e poi il declino, soprattutto nel XX secolo.
Seguiremo, molto in sintesi, il racconto fatto da Don Michele De Santi nel suo libro L’abito ecclesiastico, sua valenza e storia, dove l’autore si riferisce più che altro al clero maschile.
Come sappiamo, dopo la venuta del Signore Gesù i cristiani subirono persecuzioni non per poco tempo, ma per circa tre secoli.
Nei primi secoli (I-V), i sacerdoti non portavano vesti diverse da quelle dei laici. Finché duravano le persecuzioni, era impensabile darsi un segno riconoscibile dal potere imperiale. In più, la veste usata nell’Impero Romano aveva un aspetto molto dignitoso e scendeva all’incirca fino ai talloni. Continua a leggere

L’abito fa il monaco? Eccome!

Prossimamente su questi schermi (per navigatori) racconteremo, in breve, la storia dell’abito di preti e religiosi. Quello che da solo, come dice il proverbio, non fa il monaco, ma non c’è vero monaco senza l’abito.
Anche le persone consacrate si rivelano con il loro modo di presentarsi. E dalla situazione dell’abito sacro si comprende quella della Chiesa.
La responsabilità più grande ricade sul Papa, i cardinali e i vescovi. Spetta a loro per primi obbligare il clero a portare l’abito sacro.
Tradizionalmente, i consacrati indossano un abito lungo fino ai talloni (per cui si chiama “talare” la veste nera dei preti). Il modello può variare, ma ha sempre una sua bellezza semplice e austera.
Preti e religiosi devono essere coperti quasi interamente per mostrare che si mantengono casti e riservati a Dio. Continua a leggere

Il Terz’Ordine Francescano (secolare) in Umbria. Racconti di prigionia

Ormai la gran parte della Chiesa Cattolica, e quindi del mondo, è ridotta a uno sterminato verminaio spirituale. Se avete notato i segni di questo fenomeno, difficilmente vi stupirà ciò che stiamo per raccontarvi del Terz’Ordine Francescano secolare in Umbria. Sì, proprio nella terra di San Francesco d’Assisi, che diede ai laici la possibilità di vivere la sua spiritualità riunendosi nel Terzo Ordine.
Veramente il racconto, che poi è un resoconto, risale a più di dieci anni fa. Da allora è trascorso diverso tempo, e pensiamo, anche se non ci scommettiamo, che quella fetta di verminaio si sia ancor più guastata.
D’altra parte, non vogliamo neppure deprimere i lettori. Quindi vedremo di mettere nella nostra narrazione una buona dose d’ironia, tanto per tenerci su. E comunque cercheremo di essere sintetici.
Il primo incontro ravvicinato, non del terzo tipo ma del Terzo Ordine, avvenne nella città dove il povero protagonista della storia risiedeva, in casa della capa francescan-secolare cittadina, una nubile d’animo veramente nubile. Continua a leggere

Palermo. Il Vescovo in bicicletta toglie la parrocchia e impone il silenzio al prete critico

di Marco Tosatti

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia di cui è responsabile entro quindici giorni, di mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. Qui sotto l’annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere “in comunione ecclesiale”.

Don Minutella - comunicato Continua a leggere

Esiste ancora una Bibbia cattolica?

Riprendiamo un paragrafo dal libro La forza della Verità. Un tesoro da riscoprire, pubblicato lo scorso anno, nel 2016. Vorremmo vedere insieme ai lettori, almeno dal punto di vista di un fedele che non è teologo, come hanno adulterato e devastato la Bibbia nella versione ufficiale italiana.
Per iniziare, facciamo un po’ di apostolato sulla Bibbia stessa e spieghiamone l’importanza in poche parole.
La parola “Bibbia” ricalca una parola greca che significa “libri”. Infatti si compone di 73 libri, 46 nell’Antico Testamento e 27 nel Nuovo Testamento.
La Bibbia è stata scritta in vari generi e linguaggi, quindi con la mediazione dell’uomo, ma ha per autore Dio stesso. Così insegnano, tra gli altri, il Concilio Vaticano I e Papa Leone XIII nell’Enciclica Providentissimus Deus.
Come afferma ancora lo stesso Papa, la Bibbia contiene solo la Verità, anche se esposta in un modo che non va sempre inteso letteralmente. Continua a leggere

Ricambio completo all’accademia per la vita. Per i nuovi assunti il casting si fa a Santa Marta

di Sandro Magister

Ha fatto notizia e per alcuni scandalo, nei giorni scorsi, il panegirico pronunciato in memoria di Marco Pannella (1930-2016) da monsignor Vincenzo Paglia, membro di spicco della Comunità di Sant’Egidio, già presidente del pontificio consiglio per la famiglia e da pochi mesi presidente della pontificia accademia per la vita, nonché cancelliere del pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia.

Proprio la vita e la famiglia, in effetti, sono stati il campo di battaglia dell’azione politica di Pannella, leader del partito radicale e attivissimo promotore dell’aborto, del divorzio, dei matrimoni omosessuali e dell’eutanasia.

Ma ciò non ha trattenuto papa Francesco dall’elogiare “tra i grandi dell’Italia di oggi”, in un’intervista di un anno fa, la più attiva compagna di battaglie di Pannella, l’onorevole Emma Bonino, per il suo impegno in materia di migrazioni. Così come non ha vietato a padre Federico Lombardi di testimoniare la “grandissima ammirazione per Francesco” dello stesso Pannella, ammirazione ricambiata dal papa, per l’impegno a favore dei carcerati. Continua a leggere

Parole sante (di un amico) sui Francescani dell’Immacolata

In questi giorni, da uno scambio di pensieri con due amici, è venuta fuori una bella testimonianza di uno di loro sui Francescani dell’Immacolata.
Con il permesso del caro amico la riporto qui di seguito, omettendo la firma per riservatezza.

Ave Maria!

Carissimi Isidoro e C.,

non entro nella questione di Padre Manelli se non per dire che lo ritengo una vittima innocente insieme a molti suoi confratelli e consorelle di quella Congregazione.
Alla stampa non presto nessun credito perché ormai quasi tutto è menzogna e il compito della stampa è quello di trasformare la menzogna in verità per i fini di chi la paga.
Infine non credo ad una virgola di tutta la vicenda per almeno due motivi.
Il primo è che Padre Manelli è stato un figlio spirituale di Padre Pio.
Il secondo è che, oltre agli interessi materiali, sulla Congregazione è stato scatenato un attacco satanico che aveva ed ha l’obiettivo di attaccare Maria Immacolata. Continua a leggere

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