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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Tradizione

La veste talare

La veste talare è l’abito dei sacerdoti e seminaristi cattolici. Quest’abito è il segno esterno dell’anima disposta ad entrare nella vita ecclesiastica.

Le caratteristiche di questa veste sono:
1. Il colore nero, il quale indica indica che colui che la indossa è morto al mondo, ai suoi amori e stime.
2. È un abito ampio, a rappresentare quasi la sfericità della terra e l’immensità della religione cattolica.
3. È una veste lunga, che copre fino ai piedi, per testimoniare che tutta la carne è morta al mondo, e reca in sé la morte di Cristo; perciò colui che indossa la veste talare deve far apparire nella sua persona la morte di Nostro Signore e le sue vittorie, e così pure in tutte le azioni deve proclamarLo e annunciarLo.
4. I bottoni che chiudono la talare sono 33 in memoria degli anni della vita di Nostro Signore, e 5 sui polsi in memoria delle Sue cinque piaghe. Continua a leggere

L’abito fa il monaco? Eccome!

Prossimamente su questi schermi (per navigatori) racconteremo, in breve, la storia dell’abito di preti e religiosi. Quello che da solo, come dice il proverbio, non fa il monaco, ma non c’è vero monaco senza l’abito.
Anche le persone consacrate si rivelano con il loro modo di presentarsi. E dalla situazione dell’abito sacro si comprende quella della Chiesa.
La responsabilità più grande ricade sul Papa, i cardinali e i vescovi. Spetta a loro per primi obbligare il clero a portare l’abito sacro.
Tradizionalmente, i consacrati indossano un abito lungo fino ai talloni (per cui si chiama “talare” la veste nera dei preti). Il modello può variare, ma ha sempre una sua bellezza semplice e austera.
Preti e religiosi devono essere coperti quasi interamente per mostrare che si mantengono casti e riservati a Dio. Continua a leggere

Passato, presente e futuro

Avrete anche voi sentito condannare l’amore per la Tradizione come “ritorno al passato”. Segno che non si è affatto compreso cosa vuol dire Tradizione, forse neppure a livello di vocabolario.
Tradizione vuol dire non perdere la fede, il bene e i tesori dei nostri padri. Vuol dire dunque continuità nella via della grazia divina.
Non il presente che conosciamo è in rapporto con il futuro, ma il passato glorioso della nostra santa religione cattolica. Il futuro sarà in relazione con la realtà immortale del passato, con la Tradizione e una fede pura, senza macchia, senza tempo.
Quando si tratta della fede cattolica, non a caso si può parlare di santa religione cattolica. La si chiama santa perché viene da Dio e quindi ha il potere di rendere gli uomini e le donne santi. Continua a leggere

Puer natus in Bethlehem – Un Bambino è nato a Betlemme

A tutti voi, un fraterno augurio di Buon Natale.
Che il Signore Gesù possa, per il nostro ardente desiderio, farci dono di Se stesso, in modo da inebriare i nostri cuori della sua divina e adorabile presenza.

Come l’anno scorso, proponiamo un brano musicale, tra quelli disponibili su YouTube.
Si tratta questa volta del canto gregoriano Puer natus in Bethlehem, Un Bambino è nato a Betlemme.
La musica che state per ascoltare, se lo desiderate, è abissalmente diversa dalle canzonette contemporanee, che sono espressione dei nostri ultimi tempi.
Qui si trova una fede risalente ai secoli antichi, a un’epoca ricca di uomini e donne dalla santità inenarrabile.
Le note e le parole formano un’armonia soprannaturale, profonda, geniale, che rapisce i cuori e le menti sintonizzati con la voce dello Spirito Santo.
Si presenta davanti a noi la scena del Presepe, dove rifulge la gloria del Dio fatto uomo e della Madre Immacolata da Lui prescelta per donarsi a noi.

Seguono la versione latina del testo, quella italiana a cura di Lucechesorge e una versione inglese un po’ libera basata su un originale non del tutto corrispondente. Continua a leggere

Agli assassini della Liturgia

Tratto da “Vigilia Romana”, Anno III, N. 11, Novembre 1971.

di Monsignor Domenico Celada

È da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch’io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce.
Non illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore. Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina d’anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l’autorità del Triregno. Continua a leggere

Scuse pontificie

Il giorno in cui un Papa, umilmente, chiederà scusa ai veri cattolici per i peccati degli uomini di Chiesa, sarà un grande giorno!

Offro suggerimenti in ordine sparso:
– Per averci privati, di fatto, della S. Messa in rito romano antico.
– Per averci imposto, da un giorno all’altro, la “nuova” celebrazione.
– Per aver distrutto o fatto distruggere gli antichi altari maestosi e le balaustre in marmo.
– Per officiare la new Messa su penosi tavoli da pranzo dando le spalle al Santissimo.
– Per averci privati del sacro a cui i nostri cuori anelano. Continua a leggere

Due nuovi libri, due segni di speranza

Cari tutti,

finalmente posso annunciarvi l’uscita dei miei due nuovi libri.
Sono anche due segni di speranza, perché portano alla luce la vera fede cattolica di sempre, in un mondo così immerso nelle tenebre.
Alla base di tutto, c’è il desiderio della maggior gloria di Dio e della Madonna, ma anche l’impegno per la salvezza delle anime, che poi è la felicità eterna delle persone, del nostro prossimo. Continua a leggere

Amore per la Tradizione, ovvero tramandarsi l’Amore

La nostra fede cattolica si fonda sulla Parola di Dio insieme alla Tradizione e al Magistero, cioè agli insegnamenti della Chiesa.
Gli Apostoli e i discepoli che stavano con il Signore Gesù sono gli stessi che hanno tramandato ciò che non si trova esplicitamente nella Bibbia, anche se con la Bibbia è in pieno accordo.
Sono poi gli stessi che via via hanno formato la dottrina della Chiesa, come pure la sua sacra liturgia.
Ma a un mondo impazzito corrisponde, purtroppo, una Chiesa impazzita. A un mondo che taglia le proprie radici con la fede dei padri, corrisponde una Chiesa che rinnega il proprio passato, la propria vocazione, la propria identità. Continua a leggere

Dal Cile, una testimonianza sulla Messa di sempre

Don Milan Tisma è un sacerdote cileno che nel luglio 2015 ha tenuto nel suo Paese un’interessantissima conferenza, in conclusione del primo congresso Summorum Pontificum (il coordinamento per promuovere nel mondo la Santa Messa di sempre).

C’è in internet un riassunto della conferenza, ma qui ometterò i consigli rivolti ai sacerdoti per aiutarli a valorizzare la Messa tridentina. Riporto per voi solo la parte che riguarda più strettamente i fedeli. La faccio precedere dalle notizie su Don Milan, che ci ricordano la situazione della Chiesa attuale e le lotte di pochi per la verità.

Ecco un Milan per cui tifare :-), non certo quello che ha per simbolo il diavolo! Continua a leggere

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