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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Umorismo

The Judge

A tale for Easter… and again hearty wishes to you all.

The Judge took another puff on the cigarette he had lit after ‘asking permission’ from the individual in custody. Then he resumed interrogating the Sausage: “What were you doing in Mabley Street in the company of a Frankfurter, yesterday evening?” His question fell on dead silence.
The Sausage was covered with cold fat sweat. It wiped its wet forehead quickly and muttered in a trembling voice: “All I did was accept an invitation—”
“What kind of invitation?” pressed the Judge with his stern swine frown.
“An invitation … well, just an invitation—”. The Sausage felt a distressing surge of anxiety.
“I repeat the question once again. Answer this: What kind of invitation?”
The Sausage dropped its head, as if resigning itself to its inescapable end. “It was an invitation to the table.”
The Judge straightened up in his armchair. He grunted imperceptibly. “So, an invitation to the table.”
“Yes—” admitted the Sausage, while the first teardrop rolled down its rind. Read more

Il Giudice

Un racconto per la Pasqua… e ancora Auguri a tutti voi.

Il Giudice tirò un’altra boccata dalla sigaretta che si era acceso dopo aver “chiesto il permesso” al soggetto in stato di fermo. Quindi riprese a interrogare la Salsiccia: «Che cosa ci faceva ieri sera in Via Machiavelli insieme a un Würstel?». La domanda cadde in un silenzio di piombo.
La Salsiccia sudava goccioline fredde di grasso. Si passò una mano sulla fronte madida e mormorò con voce tremante: «Non ho fatto altro che rispondere a un invito…».
«Un invito di che genere?» la incalzò il Giudice con irriducibile cipiglio suino.
«Un invito… un invito!» la Salsiccia sentiva crescere in sé un’angosciosa apprensione.
«Ripeto per la seconda volta la domanda. Risponda: un invito di che genere?».
La Salsiccia chinò il capo, come abbandonandosi alla sua fine ineluttabile. «Era un invito a tavola.»
Il Giudice si drizzò sulla poltroncina. Grugnì impercettibilmente. «Dunque, un invito a tavola.»
«Sì…» riconobbe la Salsiccia mentre la prima lacrima le scendeva lungo il budello. Continua a leggere

Un racconto per l’Epifania: La bella belva (with English version)

Buona Epifania a tutti voi. Miei cari, siamo negli ultimi tempi e tra non molto dovremo lottare per la sopravvivenza, non solo di noi stessi, ma soprattutto della fede cristiana. Tuttavia, dato il giorno di grande Festa, vi propongo un racconto umoristico dei miei, seguito dalla versione inglese. Appartiene ai bei tempi, per così dire, in cui la società era atea, mentre oggi è anticristiana. Potete diffonderlo in internet se volete, citando la fonte. Divertiamoci onestamente finché possiamo…

La bella belva

Chi sostiene che una bella sia andata in moglie a una bestia, come favoleggia tra gli altri Charles Perrault, dice una bella bestialità.
Non è mai esistita una bestia maschio dai modi urbani e dal vestire impeccabile, ritta su due piedi e con l’idea fissa di sposare una bella, senza che gli importi se pure la bella abbia modi urbani e sappia stare ritta su due piedi.
Ci sono pervenute invece le prove certe che una bella belva (umana) abbia stretto vincoli matrimoniali con un omo bestia, una povera bestia.
L’omo bestia possedeva una megafabbrica di candele di sego, e andando gli affari a gonfie vele per l’impegno da lui profuso, lo si sarebbe detto certo il miglior partito per le belle belve della vallata.
In quanto omo era ufficialmente sposabile, in quanto povera bestia era sentimentalmente cedevole. E la bella belva lo conquistò.
La bella belva convinse poi il marito a favorirla, con la potenza dei quattrini, nella carriera di presentatrice televisiva di programmi spettacolo. Era ovvio che una volta divenuta celebre, la bella belva, beniamina del pubblico anche per la rinomata soavità, cercasse la prima occasione di una colpa imperdonabile dell’omo povera bestia sposato.
Il grande giorno infine arrivò. In una sera del mese di marzo, quando già l’aria s’intiepidiva e il pesco fioriva, quel fiore di giovane femmina impastato di carne e televisione colse l’omo povera bestia in una colpa senza rimedio. Continua a leggere

Bestioline – Little Beasties

Oggi, per Santo Stefano protomartire, molti possono ancora godersi un po’ di riposo.
Magari i papà e le mamme avranno parlato ai figlioli di Santo Stefano, il giovane diacono infiammato d’amore per il Signore Gesù.
Per i singoli, le famiglie e anche i più giovani, ecco qui le Bestioline, ministorie pubblicate in italiano e in inglese, di seguito in entrambe le versioni.
Può essere una lettura lieta e piacevole, e come tale ve la offriamo volentieri.

Bestioline

Bestiolina confermata per le 11.
Bestiolina in quattro e quattr’otto.
Bestiolina in data odierna.
Bestiolina venditrice ambulante di salopette.
Bestiolina inseguita intorno a un tavolo da un pellicciaio e da un cuoco cinese.
Bestiolina che ha preso possesso di una bestiolina più piccola e le dosa il pane con un bilancino elettronico. Continua a leggere

Annunci matrimoniali

Nuova voce del Dizionarietto, presente nel menù di questo blog.

Annunci matrimoniali – Scapolo prestante, di elevatissima posizione socio-economica, amante delle rievocazioni storiche in costume, cerca sposina discretamente bella, anche senza dote, ma con grande spirito di avventura e sacrificio. Telefonare dopo il tramonto allo 012 9999999. Risponde Barbablù.

Lieto fine

– Gerardo, come è finita la litigata con tua moglie Cinzia?
– Sai, è venuta a cercarmi in ginocchio.
– Davvero? E cosa ti ha detto?
– “Mascalzone, vieni fuori da sotto il letto…”.

Renzi: sono rinato alla fede. Svolta per l’Italia

Poco fa, le principali agenzie giornalistiche hanno battuto una notizia sensazionale.
Si tratta di una dichiarazione a sorpresa rilasciata da Matteo Renzi, il Presidente del Consiglio.
Riportiamo le sue parole per intero, in quanto sono d’importanza davvero storica per l’Italia.

Parla Matteo Renzi.
«Signori, buongiorno!
Questa notte è avvenuto qualcosa che ha cambiato la mia vita per sempre.
Vi annuncio che sono rinato alla fede, alla nostra vera fede cattolica.
Verso le due, mentre dormivo un sonno profondo, una voce mi ha svegliato.
“Matteo!”.
“Oh!” ho risposto, saltando su.
Era il mio bisnonno paterno, tale Federico Renzi, un uomo tutto d’un pezzo.
“Matteo,” ha ripreso, “o che tu fai?”. Continua a leggere

Sogno di un moscone di una notte di mezza estate

Santa Pasqua a tutti!
Francamente, non ero sicuro che ci saremmo arrivati con questa relativa calma.
Parlo dell’Italia ovviamente, non di Paesi come quelli musulmani o nordeuropei. Là i cristiani sono già perseguitati con la violenza sanguinaria, il licenziamento o il carcere.
Per chi si può permettere qualche minutino di piacevole ricreazione, ecco qui uno dei miei racconti.
Buona lettura!

SOGNO DI UN MOSCONE DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Una notte di mezza estate, un moscone si addormentò e sognò.
Attraversava l’aria afosa sotto il sole a picco, e una musica ronzante faceva da sottofondo al suo volo spensierato.
I suoi occhioni composti assorbivano lo scenario del terreno di conquista, le case dei professionisti in una ridente via del quartiere bene.
«Cuore mio,» sussurrava il moscone sentendosi libero, «portami dove più desideri, e goditi la gioia di quest’ora felice!».
Il finestrone della saletta da pranzo della famiglia Insetti era socchiuso, e quella fessura lasciava passare odori meravigliosi da tavola e da fornello.
Il moscone descrisse una traiettoria morbida e infallibile e fu dentro. Continua a leggere

Post n. 118 di Lucechesorge, con un sorriso

Ambulanza d'epocaMentre i post su questo blog procedevano oltre il n. 111, notavo divertito (mi diverto con poco) che i numeri erano quelli d’emergenza: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia)… 115 (Vigili del Fuoco) e ora siamo all’ultimo della serie, 118 (Emergenza Sanitaria).
E’ una sfilza di pronti interventi che non promette bene per chi li scatena, anche suo malgrado come nel caso dei poveri malati. Allora, tanto per riderci su (sperando che non ci tocchi), ho cercato un video su YouTube che avesse a che fare con il 118 o le ambulanze o simili. Purtroppo c’era sempre qualcosa di poco pulito, in qualche modo.
Poi mi sono ricordato di uno splendido episodio recitato da Totò, quello della Fontana di Trevi. Là a un certo punto compare un’ambulanza, e io mi ci appiglio volentieri. E’ comunque tutto da ridere e sorridere.
Non guardo più la televisione da diversi mesi, se non già da un anno. Ma niente ci vieta di pescare in modo selettivo qualche perla ancora godibile.
Buona visione!

Isidoro

 

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