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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Umorismo

[Raccontino] In autostrada

In autostrada tra Messina e Catania, mandavo avanti a forza di speronate il mio destriero, un ragno-cammello con le gobbe quasi esaurite.
Mi veniva fame, sempre più fame, e ad un tratto vedo un allocco posato su un albero del mobilificio Abracadabra. Allungo la lingua come un cono lunghissimo e appiattito e mi accorgo, mentre tiro l’allocco verso le mie fauci, che è una sagoma per allocchi.
In quel mentre scoppiò la Guerra dei Cannoli, e subito cominciarono tiri di ricotta mimetica, con mirabile precisione balistica, ordinati, sugli opposti fronti, dal generalissimo americano Basiliscus e da quello stellare Botaurus.
Una trama di traiettorie di proiettili si infittiva progressivamente nel cielo, e quando due proiettili si scontravano cadeva una pioggia di goccioloni di ricotta. Continua a leggere

Qualcuno ha visto in coppia Giovanni lo stupido o il tarabuso?

Ieri sono riuscito a scrivere un articoletto in poco tempo, anche se necessariamente breve. Ipotizzavo di ricorrere a una foto di pappagalli, o al limite di piccioni, per il mio nuovo libretto sul Matrimonio. Così non dovrei continuare l’estenuante ricerca di una coppia di sposi con lei vestita castamente e senza trucco, il che ormai sembra diventata roba da pazzi.
Però, come spiegavo, sarei tenuto a dare qualcosa in cambio. E i pappagalli ti fanno scontare il loro aspetto attraente (e cabarettistico, direi) con una richiesta di attenzioni apparentemente senza fine. Mentre i piccioni, per quanto simpatici, potrebbero passarmi le zecche.
Pensa che ti ripensa, forse ancora mi restano due carte da giocare prima di comprarmi a prezzo salato una foto di fidanzati scovata da una carissima amica marziana.
Ci sono infatti altri due uccelli che possono attirare l’attenzione, come dei promettenti soggetti da copertina.
Il primo è Giovanni lo stupido. Me l’ha fatto conoscere il dizionario Devoto-Oli, probabilmente mentre curiosavo di pagina in pagina. Ecco quel che dice di lui:

Uccello dei Bucconidi (Malacoptila fusca), vivente nelle foreste dell’America Meridionale; tozzo, con capo grande e massiccio e becco grosso un po’ curvo; è così chiamato per l’espressione stupida dei suoi occhi rosso-bruni, e per l’indifferenza che dimostra in presenza di altri animali e dell’uomo.

Sarà che è stupido, ma allora come fa a tirare avanti? E poi quel “Bucconidi” non vorrà forse dire che è un bocconiano, cioè frequentatore, a vario titolo, della famosa Università Bocconi di Milano? Continua a leggere

Da foto di sposi a foto di pappagalli?

Tempo fa mi appellai ai lettori del presente blog, chiedendo un aiutino per trovare una foto di sposi, con lei vestita castamente e senza trucco. Roba scandalosa, da marziani. Tanto che a parte due miei amici marziani, nessuno s’è fatto vivo.
Finalmente una foto sarebbe disponibile, anche se di fidanzati. La dovrei usare per la copertina del mio nuovo libretto, che parla proprio di fidanzati e sposi, e quindi del Matrimonio. Però questa che ho trovato costa una bella sommetta.
Allora perché non prendere un bel ritratto fotografico di una coppia di pappagalli? Come quello che potete vedere sopra l’articolo?
Tuttavia, la coppia che appare nella foto ha delle pretese non da poco. Roba da non crederci. Si chiamano Peppe e Anita. In cambio della loro immagine, dovrei firmare un contratto in cui m’impegno a nutrirli, curarli e quel che è peggio trastullarli vita loro natural durante. E questi purtroppo campano almeno 50 anni.
Mi converrà? Vada per il cibo, ma già se si pensa alle cure, coi pappagalli ci vuole lo specialista, non il veterinario comune. E poi sono dei tipi con un carattere complesso, che dietro quel beccone e quegli occhietti fissi covano una gran voglia di considerazione. E a volte sono anche dispettosi. Continua a leggere

Partecipa anche tu alle Poltroniadi 2018

Poltrona per me si va

Queste parole di colore oscuro, ma poi non tanto, sembra le abbia pronunciate o addirittura vergate una poltrona parlante. Lasciamo però il misterioso essere nel suo alone di mistero.
Vi annuncio invece che nel tempo libero mi sto preparando per le Poltroniadi del 2018, leggendo, scrivendo e talvolta dormicchiando. Visto che per scrivere non uso la penna, a titolo di compensazione mi restano solo le pennichelle.
Colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà ai comuni cittadini attaccati a poltrone senza potere, non come quelle dei politici, paragonabili all’edera, pianta rampicante e velenosa. Continua a leggere

[Raccontino] Peripezie d’un illustrissimo vaccaro

Il divorziato e la sua moglie ideale si scambiavano sguardi nella sera, e bicchierini.
Le sostanze finanziarie del divorziato erano ovviamente state scremate dalla prima fida mogliettina, coadiuvata dall’avvocato matrimonialista.
Lui però, Professore universitario nel campo della medicina, abbondava di quattrini piuttosto che difettarne.
Ora sì che il nuovo amore riempiva le giornate, anche se essere moglie ideale non vuole ancora dire essere ingaggiata, neppure in municipio.
Quindi la moglie ideale, sulla quarantina, quella sera sfoggiava in ghingheri tutto il fascino del suo personale.
Al Professore piaceva scherzare. A un tratto disse alla candidata alle nozze comunali con lui: «Sai che sono le vecchie? Femmine essiccate!». E giù risate. Continua a leggere

In memoria di Italo Popolo

Una prece per Italo Popolo, personaggio di cui negli ultimi tempi si erano un po’ perse le tracce. Degli agenti sono intervenuti nella tarda serata di ieri, dopo le ripetute segnalazioni dei vicini, forzando la porta e trovandosi di fronte a un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Del sig. Popolo non rimaneva che una massa. Giaceva riverso sul tappeto, davanti alla televisione ancora accesa sul noto canale pubblico.
L’ultima delle sue ex concubine – scusate, conviventi – aveva intuito che la perdita di ogni legame sentimentale poteva indurre Italo Popolo a un gesto estremo. Per esempio, la visione non-stop di trasmissioni televisive.
A sentire i colleghi e i pochi conoscenti, Popolo era caduto in depressione, forse per la mancanza di figli, una disgrazia che lo consumava. In realtà un figlio ce l’aveva, uno solo, ancora sano come un pesce ma tonto e disperato. Corre pure voce che facesse uso di sostanze stupefacenti, come TV, shopping, contraccettivi, dolci a tutta forza, parolacce, balli, metadone cattolico.
Certamente si tratta di sospetti gravi, ma bisogna arrendersi all’evidenza almeno per il metadone cattolico, sostanza somministrata ormai in quasi tutte le parrocchie in spregio a una legge scritta e non scritta, considerata però lettera morta.
In qualità di convivente, Italo Popolo era oggetto delle attenzioni misericordiose del Centro Metadonico Romano, e un’esortazione scritta di Don B. aveva fatto un certo scalpore. Il chierico infatti lo incoraggiava pubblicamente a convivere e implicitamente a drogarsi con tutto quanto sopra elencato. Continua a leggere

Domenica 27 agosto 2017. Una Messa di ordinaria follia

C’è un film che s’intitola Un giorno di ordinaria follia. Non ricordo di essermelo sorbito, quando anni fa ancora guardavo la televisione, e come tutti i telespettatori mi bevevo il cervello tra un “piatto” e l’altro.
Comunque, il film in questione ha due etichette: “drammatico” e “grottesco”. E così è stata l’ennesima Messa della Chiesa Cattolica Riformata a cui il nostro (d’ora in poi mi chiamerò così) ha partecipato domenica scorsa, 27 agosto 2017.
Il nostro, prima della celebrazione, andava in cerca di un sacerdote per confessarsi. Ed ecco che, già annunciatogli da un diacono, entra da fuori un prete, un missionario dicono, vestito in borghese. Una vecchia conoscenza.
In sacrestia lo salutiamo. Con un viso e una voce impassibili, risponde al saluto. Ci spostiamo nella cappella adiacente per la Confessione. Fa due tirate, prima e dopo la breve accusa dei peccati; nel marasma delle parole sembra di cogliere il fatto che qualcosa del modo di vivere del penitente non gli piaccia (nessun riferimento ai peccati). Poi si rifiuta di dare al nostro la penitenza, cosa di cui ha l’obbligo grave come sacerdote.
Segue una discussione. Il prete-missionario mimetico (in borghese) parla ironicamente di «flagellazione» con riferimento alla penitenza. Invita il nostro ad andarsene in un’altra chiesa se così non gli sta bene, al che gli viene ribattuto: «Io non devo andarmene, sono a casa mia!». Continua a leggere

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The Judge

A tale for Easter… and again hearty wishes to you all.

The Judge took another puff on the cigarette he had lit after ‘asking permission’ from the individual in custody. Then he resumed interrogating the Sausage: “What were you doing in Mabley Street in the company of a Frankfurter, yesterday evening?” His question fell on dead silence.
The Sausage was covered with cold fat sweat. It wiped its wet forehead quickly and muttered in a trembling voice: “All I did was accept an invitation—”
“What kind of invitation?” pressed the Judge with his stern swine frown.
“An invitation … well, just an invitation—”. The Sausage felt a distressing surge of anxiety.
“I repeat the question once again. Answer this: What kind of invitation?”
The Sausage dropped its head, as if resigning itself to its inescapable end. “It was an invitation to the table.”
The Judge straightened up in his armchair. He grunted imperceptibly. “So, an invitation to the table.”
“Yes—” admitted the Sausage, while the first teardrop rolled down its rind. Read more

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