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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

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Umorismo

In memoria di Italo Popolo

Una prece per Italo Popolo, personaggio di cui negli ultimi tempi si erano un po’ perse le tracce. Degli agenti sono intervenuti nella tarda serata di ieri, dopo le ripetute segnalazioni dei vicini, forzando la porta e trovandosi di fronte a un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Del sig. Popolo non rimaneva che una massa. Giaceva riverso sul tappeto, davanti alla televisione ancora accesa sul noto canale pubblico.
L’ultima delle sue ex concubine – scusate, conviventi – aveva intuito che la perdita di ogni legame sentimentale poteva indurre Italo Popolo a un gesto estremo. Per esempio, la visione non-stop di trasmissioni televisive.
A sentire i colleghi e i pochi conoscenti, Popolo era caduto in depressione, forse per la mancanza di figli, una disgrazia che lo consumava. In realtà un figlio ce l’aveva, uno solo, ancora sano come un pesce ma tonto e disperato. Corre pure voce che facesse uso di sostanze stupefacenti, come TV, shopping, contraccettivi, dolci a tutta forza, parolacce, balli, metadone cattolico.
Certamente si tratta di sospetti gravi, ma bisogna arrendersi all’evidenza almeno per il metadone cattolico, sostanza somministrata ormai in quasi tutte le parrocchie in spregio a una legge scritta e non scritta, considerata però lettera morta.
In qualità di convivente, Italo Popolo era oggetto delle attenzioni misericordiose del Centro Metadonico Romano, e un’esortazione scritta di Don B. aveva fatto un certo scalpore. Il chierico infatti lo incoraggiava pubblicamente a convivere e implicitamente a drogarsi con tutto quanto sopra elencato. Continua a leggere

Domenica 27 agosto 2017. Una Messa di ordinaria follia

C’è un film che s’intitola Un giorno di ordinaria follia. Non ricordo di essermelo sorbito, quando anni fa ancora guardavo la televisione, e come tutti i telespettatori mi bevevo il cervello tra un “piatto” e l’altro.
Comunque, il film in questione ha due etichette: “drammatico” e “grottesco”. E così è stata l’ennesima Messa della Chiesa Cattolica Riformata a cui il nostro (d’ora in poi mi chiamerò così) ha partecipato domenica scorsa, 27 agosto 2017.
Il nostro, prima della celebrazione, andava in cerca di un sacerdote per confessarsi. Ed ecco che, già annunciatogli da un diacono, entra da fuori un prete, un missionario dicono, vestito in borghese. Una vecchia conoscenza.
In sacrestia lo salutiamo. Con un viso e una voce impassibili, risponde al saluto. Ci spostiamo nella cappella adiacente per la Confessione. Fa due tirate, prima e dopo la breve accusa dei peccati; nel marasma delle parole sembra di cogliere il fatto che qualcosa del modo di vivere del penitente non gli piaccia (nessun riferimento ai peccati). Poi si rifiuta di dare al nostro la penitenza, cosa di cui ha l’obbligo grave come sacerdote.
Segue una discussione. Il prete-missionario mimetico (in borghese) parla ironicamente di «flagellazione» con riferimento alla penitenza. Invita il nostro ad andarsene in un’altra chiesa se così non gli sta bene, al che gli viene ribattuto: «Io non devo andarmene, sono a casa mia!». Continua a leggere

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The Judge

A tale for Easter… and again hearty wishes to you all.

The Judge took another puff on the cigarette he had lit after ‘asking permission’ from the individual in custody. Then he resumed interrogating the Sausage: “What were you doing in Mabley Street in the company of a Frankfurter, yesterday evening?” His question fell on dead silence.
The Sausage was covered with cold fat sweat. It wiped its wet forehead quickly and muttered in a trembling voice: “All I did was accept an invitation—”
“What kind of invitation?” pressed the Judge with his stern swine frown.
“An invitation … well, just an invitation—”. The Sausage felt a distressing surge of anxiety.
“I repeat the question once again. Answer this: What kind of invitation?”
The Sausage dropped its head, as if resigning itself to its inescapable end. “It was an invitation to the table.”
The Judge straightened up in his armchair. He grunted imperceptibly. “So, an invitation to the table.”
“Yes—” admitted the Sausage, while the first teardrop rolled down its rind. Read more

Il Giudice

Un racconto per la Pasqua… e ancora Auguri a tutti voi.

Il Giudice tirò un’altra boccata dalla sigaretta che si era acceso dopo aver “chiesto il permesso” al soggetto in stato di fermo. Quindi riprese a interrogare la Salsiccia: «Che cosa ci faceva ieri sera in Via Machiavelli insieme a un Würstel?». La domanda cadde in un silenzio di piombo.
La Salsiccia sudava goccioline fredde di grasso. Si passò una mano sulla fronte madida e mormorò con voce tremante: «Non ho fatto altro che rispondere a un invito…».
«Un invito di che genere?» la incalzò il Giudice con irriducibile cipiglio suino.
«Un invito… un invito!» la Salsiccia sentiva crescere in sé un’angosciosa apprensione.
«Ripeto per la seconda volta la domanda. Risponda: un invito di che genere?».
La Salsiccia chinò il capo, come abbandonandosi alla sua fine ineluttabile. «Era un invito a tavola.»
Il Giudice si drizzò sulla poltroncina. Grugnì impercettibilmente. «Dunque, un invito a tavola.»
«Sì…» riconobbe la Salsiccia mentre la prima lacrima le scendeva lungo il budello. Continua a leggere

Un racconto per l’Epifania: La bella belva (with English version)

Buona Epifania a tutti voi. Miei cari, siamo negli ultimi tempi e tra non molto dovremo lottare per la sopravvivenza, non solo di noi stessi, ma soprattutto della fede cristiana. Tuttavia, dato il giorno di grande Festa, vi propongo un racconto umoristico dei miei, seguito dalla versione inglese. Appartiene ai bei tempi, per così dire, in cui la società era atea, mentre oggi è anticristiana. Potete diffonderlo in internet se volete, citando la fonte. Divertiamoci onestamente finché possiamo…

La bella belva

Chi sostiene che una bella sia andata in moglie a una bestia, come favoleggia tra gli altri Charles Perrault, dice una bella bestialità.
Non è mai esistita una bestia maschio dai modi urbani e dal vestire impeccabile, ritta su due piedi e con l’idea fissa di sposare una bella, senza che gli importi se pure la bella abbia modi urbani e sappia stare ritta su due piedi.
Ci sono pervenute invece le prove certe che una bella belva (umana) abbia stretto vincoli matrimoniali con un omo bestia, una povera bestia.
L’omo bestia possedeva una megafabbrica di candele di sego, e andando gli affari a gonfie vele per l’impegno da lui profuso, lo si sarebbe detto certo il miglior partito per le belle belve della vallata.
In quanto omo era ufficialmente sposabile, in quanto povera bestia era sentimentalmente cedevole. E la bella belva lo conquistò.
La bella belva convinse poi il marito a favorirla, con la potenza dei quattrini, nella carriera di presentatrice televisiva di programmi spettacolo. Era ovvio che una volta divenuta celebre, la bella belva, beniamina del pubblico anche per la rinomata soavità, cercasse la prima occasione di una colpa imperdonabile dell’omo povera bestia sposato.
Il grande giorno infine arrivò. In una sera del mese di marzo, quando già l’aria s’intiepidiva e il pesco fioriva, quel fiore di giovane femmina impastato di carne e televisione colse l’omo povera bestia in una colpa senza rimedio. Continua a leggere

Bestioline – Little Beasties

Oggi, per Santo Stefano protomartire, molti possono ancora godersi un po’ di riposo.
Magari i papà e le mamme avranno parlato ai figlioli di Santo Stefano, il giovane diacono infiammato d’amore per il Signore Gesù.
Per i singoli, le famiglie e anche i più giovani, ecco qui le Bestioline, ministorie pubblicate in italiano e in inglese, di seguito in entrambe le versioni.
Può essere una lettura lieta e piacevole, e come tale ve la offriamo volentieri.

Bestioline

Bestiolina confermata per le 11.
Bestiolina in quattro e quattr’otto.
Bestiolina in data odierna.
Bestiolina venditrice ambulante di salopette.
Bestiolina inseguita intorno a un tavolo da un pellicciaio e da un cuoco cinese.
Bestiolina che ha preso possesso di una bestiolina più piccola e le dosa il pane con un bilancino elettronico. Continua a leggere

Annunci matrimoniali

Nuova voce del Dizionarietto, presente nel menù di questo blog.

Annunci matrimoniali – Scapolo prestante, di elevatissima posizione socio-economica, amante delle rievocazioni storiche in costume, cerca sposina discretamente bella, anche senza dote, ma con grande spirito di avventura e sacrificio. Telefonare dopo il tramonto allo 012 9999999. Risponde Barbablù.

Lieto fine

– Gerardo, come è finita la litigata con tua moglie Cinzia?
– Sai, è venuta a cercarmi in ginocchio.
– Davvero? E cosa ti ha detto?
– “Mascalzone, vieni fuori da sotto il letto…”.

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